Domani saranno 100 anni di Rutilio Sermonti

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Domani, 18 agosto non sarà come tutti gli altri.
Domani, 18 agosto ricorre il Centenario della nascita di quel leone che molti di noi hanno avuto la fortuna di conoscere: Rutilio Sermonti. E se il leone evoca il ricordo fiammante del Generale Léon Degrelle, non da meno è la luminosa memoria per il nostro Rutilio, che ancora oggi ispira i giovani (anche solo nell’animo) militanti del Fronte dello Spirito.
Dunque, 100 anni. Se oggi Rutilio fosse ancora con noi, tra un incontro operativo e un tributo come spesso riceveva in giro per l’Italia, avrebbe proprio 100 anni. La cifra è sì tonda ma, come tale, nulla dice. Quel che conta è la qualità di quei 100 anni. Centenario fatto di Onore, nella più autentica e reale forma. Di Fedeltà, come quel nodo che non puoi slacciare, quello che più lo tiri, più si stringe. Di Sacrificio, senza mai risparmiarsi, interpretando la Vita come Servizio in Ferma Permanente, su questa terra, fino a che Lui non ha chiamato a combattere su altri e più alti piani.
La chiarezza dei lineamenti della nostra battaglia. La purezza dei pensieri. La profondità delle ragioni della giustezza della nostra lotta. La capacità unica e trasversale di ritrovare e rilanciare Bellezza e Giustizia in ogni ambito: soldato, avvocato, artista, militante, scrittore, scultore, disegnatore. Rutilio, 100 anni sembrano pochi. Perché in 100 anni Rutilio ha fatto quanto molti non riuscirebbero in molto più tempo. E il segreto, in fondo, ce lo ha sempre ribadito con la sua scelta, confermata ogni giorno: rispondere Presente! ogni giorno alla chiamata del Fronte dello Spirito.

La prima verità da intendere è questa: che il compito che ci siamo assunti non è da uomini, ma da eroi. Non è affermazione retorica, questa, ma rigorosamente realistica. E, se così numerosi tentativi di riunione delle nostre forze sono falliti, è stato perché si è voluto affrontarli da uomini e non da eroi. E gli uomini, anche di buon livello, hanno una pletora di debolezze, di vanità, di fisime, di opportunismi, che solo gli eroi sanno gettarsi dietro le spalle”.