In ricordo del Dr. De Donno, una spina nel fianco dei potentati farmaceutici

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Abbiamo ricevuto in Redazione, prima della pausa estiva, un contributo da parte di un nostro lettore in seguito alla morte del Dottor Giuseppe De Donno.
Anche se è passato più di un mese dalla scomparsa dell’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, condividiamo volentieri il suo ricordo.

Ciò che pubblicheranno su tutti i quotidiani è un ipocrita necrologio di un medico e delle sue “controverse”, sperimentazioni sul plasma. Ma per noi che ne abbiamo condiviso gli entusiasmi e i risultati veri, le vite salvate fin dall’inizio, andando controcorrente a quella vigile attesa e speranza di sopravvivere, resta una gravissima perdita sul piano professionale e su quello umano.

Il Dr. De Donno è stato un medico che ha utilizzato la sua posizione primariale, non per riscuotere i soliti benefici, scopo di tanti suoi squallidi colleghi, ma per tentare una via alternativa al nulla che veniva trasmesso ogni giorno su tutti i canali.

La sua applicazione del plasma iperimmune, la terapia “popolare” che ha salvato tutti i pazienti che avevano ricevuto il suo trattamento, costituiva certamente una spina nel fianco dei potentati farmaceutici e una evidenza scientifica che smentiva le loro falsità.

Dopo le prime dichiarazioni del Dr. De Donno, si è infatti accesa la polemica che ha raggiunto toni di aggressione da parte anche di molti medici, venduti al sistema; l’AIFA e l’ISS probabilmente vedevano un ostacolo ai loro piani, visto che senza alcuna terapia valida si potevano aprire le porte all’imposizione del vaccino.

Ma al di là di questo, la sua stessa presenza costituiva una testimonianza veramente scientifica di una persona che aveva a cuore il benessere della gente ed aveva sperimentato una cura, per guarire l’influenza col numero.

Con la sua tragica fine, scompare opportunamente un professionista scomodo che ha lottato sempre per il bene dei pazienti, una persona semplice che aveva “rinunciato” dal mese di giugno al suo ruolo di Primario, per iniziare l’attività come medico di base.

Onore ad un martire della scienza che ha creduto nella missione di medico e ha voluto lottare fino all’ultimo, solo contro un sistema criminale.