Contributi dottrinari – La Cosmovisione Tradizionale

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(tratto da www.heliodromos.it) – Visione centrata nel Principio, nell’Essere (e nel Sovra-Essere)

Grazie alla Cosmovisione tradizionale la totalità dell’esistenza è fondata sull’Essere, è radicata sulla roccia incrollabile dell’Essere, elevandosi al di sopra del Divenire (la ruota del Samsara, das Werden, the Becoming), a differenza della civilizzazione moderna, sprofondata nel caos del puro divenire (instabilità, impermanenza, cambiamento incessante, fluttuazione senza orientamento e senza meta).

Il Divenire può trovare ordine, stabilità, armonia e senso solo quando è illuminato dalla Luce dell’Essere.

Essendo fondata nel Principio e nella sua Luce infallibile, è un’esistenza principiata, con un solido asse articolatore e strutturante.

È una concezione della vita assiale, vertebrata (e non anarchica né smidollata), catartica e purificatrice: formata intorno all’Arké (Origine o Principio supremo), all’Axis Mundi (l’Asse universale che unisce Cielo e Terra), guidata da e orientata verso l’Alto Oriente (il che gli impedisce di rimanere disorientata), la cui conseguenza è una continua catarsi o purificazione dell’essere umano.

Tutto gira intorno alla Divinità, all’Assoluto (il Sovra-Essere), il Cielo, il Centro, l’Origine, la Radice, il Fondamento, l’Essere supremo e radicale (che dà l’essere a tutti gli esseri e a tutte le cose, materiali o immateriali, visibili o invisibili), la Realtà suprema, il sommamente Reale, il Sole Eterno, l’Oriente ultraterreno, il Polo supremo, il Senso (che dà significato a tutto), il Self o Se-stesso, il Sommo Bene, la Verità assoluta, l’Uno che regge tutto (ed è Fonte o Sorgente inesauribile della molteplicità).

L’Essere (Sat) coincide con la Verità (Satya), essendo entrambe le realtà rispettivi aspetti o attributi della Divinità, modalità inseparabilmente unite della Realtà suprema, e consistendo in esse il fondamento di tutto. 

Le due forze o qualità fondamentali di Dio, dell’Essere Supremo, sono la Sapienza e l’Amore, la Luce e il Calore, la Luce che illumina l’intelligenza ed il Calore vivificante, l’ardore amoroso e caritatevole. I due aspetti del Sole Eterno: lo splendore luminoso e il fuoco o le fiamme che accendono e mantengono la Vita (il Sacro Cuore: il Sole = Centro o Cuore simbolico del Cosmo). Dio è un Oceano d’Amore (Prem-Sagar), un ampio Mare di Sapienza.

Apertura alla Trascendenza, all’Infinito e al Mistero: il Mistero ultimo e supremo che dà vita alla realtà misteriosa nella quale l’uomo si trova avvolto, con tutta la sua verità, la sua bontà e la sua bellezza, che sono al di là di tutto ciò che la mente umana può immaginare o concepire, e con la quale realtà l’essere umano è in dialogo permanente. 

La Visione Tradizionale tiene molto in considerazione inoltre il mistero che racchiudono la vita e l’essere stesso dell’uomo, dell’Umanità.

Un mistero che gli esseri umani, nella civilizzazione moderna, con la sua mentalità profana e superficiale, sono soliti ignorare e disconoscere, senza meravigliarsi davanti allo stesso, senza interrogarsi su di esso e senza cercare di svelarlo, scrutarlo e comprenderlo.

Un concetto fondamentale: l’Ordine (Ordo, Dharma, Asha, Rita, Maat, Tao). L’Ordine cosmico e universale, con il quale deve armonizzarsi la vita umana. Che suole indicarsi come “ordine dell’essere”.

Il Principio è il Fondamento dell’Ordine. Dio è in se stesso Ordine, l’Ordine ordinatore, sorgivo e fondante; l’Ordine nella sua essenza suprema e originaria: l’Ordine che dà l’ordine affinché esista l’Ordine o Armonia universale, la Creazione, rendendo possibile ogni tipo di ordine (a qualunque livello: ordine intellettuale, ordine morale, ordine logico, ordine matematico, ecc.).

Le forze delle Tenebre, dell’Antitradizione, sono nemiche dell’Ordine.

Tutti i loro sforzi e macchinazioni sono diretti all’annientamento e alla distruzione dell’Ordine. Sono i poteri demoniaci, arimanici, tifonici e asurici, che stanno agli antipodi dell’Essere, ostili a tutto quel che l’Essere e l’Ordine significano, e che aspirano a ridurre tutto al Nulla, al Non-Essere. 

Fondamentale nella Dottrina tradizionale, nella sua Via o Cammino, è la Conoscenza. E chi dice Conoscenza dice Sapienza.

Qui è la base di tutto l’edificio dottrinale della Tradizione, nella sua doppia dimensione teorica e pratica. Conoscenza di Dio e della sua Creazione, la sua Grande Opera, o Conoscenza dell’Assoluto. Conoscenza della realtà, a tutti i suoi livelli, prendendo come vertice e base di tutto la Conoscenza della Realtà suprema.

È questo un pilastro fondamentale che poggia sull’identità tra l’Essere e il Conoscere.

Si conosce solo quello che si è. Per conoscere qualcosa bisogna aprire ad esso il proprio essere, affinché si diventi un’unica cosa con quello stesso che si vuole conoscere. Per conoscerlo a fondo bisogna esserlo, bisogna incorporarlo al nostro essere.

La Conoscenza è intimamente unita con la Coscienza, fondendosi entrambi come un’unica cosa. La Coscienza (Chit, Vijnana), è Intelligenza o Intuizione pura, Attenzione piena, Sapere diretto e penetrante delle cose che vede con chiarezza e senza ombra di dubbio, giungendo fino al fondo o l’essenza di quel che si ha davanti.

La Conoscenza va inseparabilmente unita all’Amore, come riflesso della stessa Realtà divina: si conosce solo quel che si ama, allo stesso modo per cui si ama solo quel che si conosce.

L’Amore o Eros è la forza calorosa che risveglia la capacità conoscitiva, potenzia l’intelligenza (per comprendere così meglio le cose) e accende sia l’interesse sia la passione, la speranza e l’entusiasmo per quello che si deve conoscere o che si va scoprendo e conoscendo.

Due dei peggiori mali che affliggono l’Umanità, causa della maggior parte dei mali a cui è esposta e che attualmente patisce, sono l’incoscienza e l’ignoranza. L’incoscienza, legata all’irresponsabilità, alla sconsideratezza, alla banalità, all’arbitrarietà, all’insensatezza e alla stupidità.

L’ignoranza come cecità spirituale (avidya o non-visione), il non vedere correttamente la realtà, il non saper distinguere il bene dal male, il vero dal falso, il reale dall’illusorio, l’essenziale dall’accessorio (spurio e superficiale), i veri valori dagli anti valori.

L’ignoranza o avidya è l’antitesi della Sapienza. 

La Via tradizionale consiste nella sintesi di Sapienza e Amore, Conoscenza e Carità (Cordialità), Gnosi ed Eros (che culmina in Agape), Jnana e Prema (o Bhakti, amore unitivo), Prajna e Karuna (Compassione).

Due sono le modalità del Cammino spirituale: Via della Conoscenza (Jnana-Marga: cammino dell’intuizione o visione intellettuale) e Via dell’Amore (Bhakti-Marga: cammino della devozione, dell’affidamento amoroso e totale a Dio; anche cammino della Fede o Pistis). 

Antonio Medrano