Avete voluto l’elettrica? Ora zitti e pagate!

282
Ci avevano detto che la rivoluzione elettrica (e l’auto elettrica, in particolare) ci avrebbe liberato dalla tirannia dei motori che usano combustibili fossili. Ci avevano detto che i motori termici erano più inquinanti (falso) e che i combustibili che li alimentano fossero in esaurimento (falso, anch’esso). Ma soprattutto ci avevano detto che l’auto elettrica (e tutto ciò che ruota nel fatato mondo dell’elettrico) oltre che sostenibile sarebbe stata più economica. Falso. Lo dimostra il fatto che nel prossimo trimestre l’elettricità aumenterà di prezzo del 40%.
Ciononostante, l’aumento dei prezzi verticale non fermerà la spinta ideologica che sta dietro alla “rivoluzione dell’elettrico” che, comunque, andrà avanti. A pagare saranno infatti i consumatori finali, costretti ormai in un collo di bottiglia in cui il nuovo paradigma industriale li ha imbrigliati e da cui non possono più uscire. Ma siamo sicuri che tutto questo non fosse voluto?
Questa situazione, infatti, somiglia molto alla strategia dei pusher che offrono la prima dose a prezzi stracciati, consapevoli che la “dipendenza” (in questo caso, energetica) del loro cliente, porterà loro lauti guadagni, subito dopo, potendo gonfiare i prezzi a propria discrezione. Avete voluto l’auto elettrica? Ora zitti e pagate.

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%. Queste cose vanno dette. Abbiamo il dovere di affrontarle”.
A dirlo è il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenuto a Genova a un convegno della Cgil Liguria. Per il ministro, dietro al rincaro c’è l’aumento del “prezzo del gas a livello internazionale. E sale anche il prezzo del CO2 prodotto che – aggiunge Cingolani – vale circa un 20% dell’aumento globale”.  
”Nessuno mette in discussione che la transizione ecologica vada fatta il prima possibile, senza indugi e con sacrifici enormi. Ci credo eccome alla transizione ecologica, ma non può essere fatta a spese delle categorie vulnerabili”.
Poi, ha aggiunto Cingolani, “succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta. Se l’energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono di competitività e i cittadini, soprattutto quelli di reddito più basso, faticano ulteriormente per pagare beni primari come energia e gas. Queste cose vanno considerate importanti come la transizione ecologica. Finché avrò l’onore e onere di occupare questa posizione farò di tutto affinché le due cose non vengano mai scisse.
Dobbiamo ricordarci che c’è una transizione sociale che deve andare di pari passo con la transizione ecologica”.  “Governo impegnato per mitigare i costi e non penalizzare le famiglie”  “Il governo è fortemente impegnato – ha poi precisato il ministro – per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture  internazionali e per fare in modo che la  transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie”.
Unione consumatori: costo a famiglia 247 euro “Un aumento di tale portata, se fosse davvero confermato, sarebbe letale per famiglie e imprese. Per una famiglia tipo sarebbe equivalente a 247 euro su base annua”. A fare i conti in tasca agli italiani alle prese con un possibile aumento delle bollette della luce del 40% nel prossimo trimestre, come annunciato dal ministro dell’Innovazione Cingolani, è Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nucleare e incontro con Conte Il nucleare non deve essere un tabù, soprattutto ora che “si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione”, aveva dichiarato il ministro Cingolani, laurea in fisica, lo scorso due settembre, suscitando molte polemiche e una richiesta di chiarimenti “sui progetti e le politiche per l’ambiente e la transizione ecologica, anche alla luce delle recenti dichiarazioni” del ministro da parte del leader del M5S, Giuseppe Conte, in un incontro previsto per il 14 settembre.
A Roma, davanti al Pantheon, è stato indetto un flash mob cui seguirà conferenza stampa di Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde, per chiedere le dimissioni del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani in occasione del suo incontro con Giuseppe Conte.