Se il grano finisce

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Il grano sta finendo… E no,  non è il ritornello sbagliato di qualche tormentone estivo uscito tempo fa’, anche se effettivamente siamo davvero alla fine dell’estate. Oramai nel mondo della “Bestia”, dove vi credevate tanto liberi e sicuri conformandovi al gregge, sta venendo piano piano a galla che per quanto vi asserviate non è forse proprio così sicuro e tranquillo questo mondo, non per tutti, non lo è neanche per voi!
Le materie prime scarseggiano sempre più, scarseggiano quelle superflue ma fondamentali per creare le tecnologie che vi tengono alla catena e scarseggiano quelle fondamentali ma superflue perché alla fine servono “solo” a tenervi in vita (più o meno). Inoltre non scordatevi che buona parte del problema deriva anche da come ci siamo abituati a vivere, modificando sempre più radicalmente il tipo e la qualità di quello che produciamo e mangiamo (nel caso qui specifico), vivendo tempi frenetici che non danno il giusto tempo, dove ad esempio la pasta deve essere cotta in 5 minuti, non scuocere, avere un bel colore, una bella confezione usa e getta, etc…
E poi chissenefrega se i valori nutrizionali sono bassi, non sazia bene e probabilmente fa anche male!
Ma non preoccupatevi, l’unica materia prima che non scarseggia mai sono le persone, anzi, iniziano a essere anche troppe nella visione malthusiana delle élite, e quindi si, il grano scarseggia ma oramai c’è chi ha più interesse a mietere l’umanità.

(Tratto da maurizioblondet.it) – Crisi del grano, l’allarme dei pastifici: “Manca grano e prezzi aumenteranno

A lanciare l’allarme l’ad del pastificio la Molisana che in un’intervista al sole 24 ore traccia uno scenario difficile per i produttori di pasta a e farine. “Tra marzo e maggio non avremo abbastanza grano per fare la pasta. Il cuore del problema è in Canada – spiega Giuseppe Ferro in un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore’ – che è di gran lunga il primo produttore al mondo di grano duro e che quest’anno ha prodotto 3,5 milioni di tonnellate anziché le solite 6,5”.

Ferro afferma che si sta già assistendo ad una corsa all’accaparramento: “Nemmeno durante la guerra mancò così tanto grano”. Il punto è che il grano “può essere stoccato per un anno o anche due, ma la semola dura solo un mese”. Le ripercussioni sui prezzi si vedono già. L’aumento ricade “su tutti, dai mugnai fino ai consumatori”, spiega l’ad. “So che Lidl ha già aumentato il prezzo della pasta di 10 centesimi – aggiunge – e mi aspetto che ben prima di Natale tutti prevedano aumenti tra i 15 e i 20 centesimi al pacco”.