Referendum cannabis? Ti vogliono schedato e strafatto

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Non bastava la pandemia, la tessera verde, il DDL Zan, l’immigrazione clandestina incontrollata ed una crisi economica ormai inarrestabile; no, ora ci si devono mettere ancora con la droga. Infatti, ha fatto e fa parlare di sé il referendum lanciato per legalizzare la vendita e consumo (alias spaccio) di cannabis sul suolo italiano, che in qualche settimana ha raggiunto le 500.000 firme, nato con l’idea di richiedere un referendum nazionale al parlamento.
Per la grande gioia di tutti i drogati, tossici, spacciatori, mafiosi e malavitosi che campano spacciando merda – perché la droga è e rimarrà sempre merda -, i firmatari aumentano sempre più, facendo ben sperare tutti i promotori. Il loro desiderio sarebbe quello di arrivare al referendum nazionale, per modificare la legge vigente e permettere a tutti, giovani e giovanissimi, di fare uso quotidiano e costante di sostanze stupefacenti.
A quanto pare, ai partiti che hanno appoggiato questa firma, in prima linea + Europa, Possibile e Radicali, poco importa della povertà dilagante che attanaglia il nostro Paese, della disoccupazione e di tutte quelle problematiche e quei disagi che stiamo vivendo dal 2020 a causa della pandemia di Covid, No. A loro interessa che la droga venga legalizzata, così da accontentare i loro “numerosi” elettori strafatti e rifatti. Ad una più profonda riflessione, è forse questo il momento più adatto per approvare la legalizzazione della cannabis: proprio ora è necessario che la gente anneghi la propria sofferenza nella droga, affogando nel profondo abisso della dipendenza e assuefazione.
In una Nazione che non cresce più, in cui la gioventù è sempre più lontana dai Valori tradizionali, la droga non sarebbe altro se non il colpo di grazia, la stoccata finale per finire un corpo già in piena decadenza. Non ci vogliono solo schiavi, incatenati e schedati dalle loro tessere verdi e quant’altro, ma anche rincoglioniti e sottomessi; perché è solo così che potranno fare di noi tutto ciò che vogliono. L’ottundimento della droga cancella ogni spirito di rivolta, ogni resistenza, la droga è infatti l’arma di distrazione di massa per eccellenza.

(Tratto da Repubblica.it ) – Il referendum sulla Cannabis raggiunge le 500 mila firme di Concetto Vecchio 

La raccolta firme per il referendum sulla Cannabis raggiunge quota 500.000, la cifra limite che permetterà al quesito di andare al voto nella primavera del 2022. Si tratta per un referendum è la prima raccolta firme italiana avvenuta interamente online sul sito referendumcannabis.it.

l referendum è promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. Ma ora gli organizzatori invitano ad andare avanti “con almeno un altro 15% di firme in più per sicurezza”.

I promotori parlano di “un risultato straordinario ma non sorprendente: da tempo occorreva un intervento sul tema della cannabis e con la firma digitale in pochi giorni il tema è esploso”, aggiungendo che “la velocità della mobilitazione conferma la voglia cambiamento sulla cannabis ma anche di partecipazione alle decisioni su questioni che toccano personalmente. Adesso però occorre raccogliere un ulteriore 15% in più di firme per essere certi di poter consegnare il referendum in Cassazione il 30 settembre. Il grande afflusso di richieste sul portale ha a volte rallentato la raccolta, il Comitato si scusa dei problemi eventualmente incontrato e invita a tentare nuovamente la firma”.