E’ tornata l’eugenetica: ma stavolta è “liberale” ed è un business (legale)

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Dire “eugenetica” evoca immediatamente, nell’uomo della strada, parole come “nazismo” e “razzismo” (…se possibile, da pronunciare con tre, o più, zeta). Molto presto, però, potrebbe non essere più così.
Perchè? Perché l’eugenetica sta venendo ripensata in chiave “liberal” trovandole anche un nome decisamente meno compromesso, come il più neutrale “predizione genomica“.
Per di più, rendendola uno strumento di sfruttamento economico-capitalistico, a beneficio di chi potrà permetterselo, sappiamo che automaticamente qualunque cosa può essere facilmente riabilitata.
Con la differenza che se un tempo l’eugenetica, pur con le sue pretese biologiste e para-darwiniste, poteva avere almeno l’ambizione di contribuire a creare un “uomo nuovo”, oggi si tratta solo di squallido business.
E così negli Stati Uniti, dove la selezione dei bambini in base all’intelligenza è già legale, si procede da tempo alla classificazione degli embrioni in base al potenziale quoziente intellettivo.
Non solo, perché gli embrioni possono essere scelti (e scartati) anche  in base alla presenza di variazioni genetiche comuni che potrebbero avere effetti minuscoli, come la possibilità di sviluppare malattie comuni ma di per sè sufficienti a scartare l’embrione di turno. Il tutto a beneficio di chi potrà permettersi questi servizi, decisamente costosi.

www.radiomaria.it – Arrivano i “primi bambini Gattaca”. Selezione genetica per creare una prole “migliore”. Si sceglie anche l’intelligenza

“Rafal Smigrodzki non ne farà un grosso problema, ma un giorno, quando sua figlia Aurea sarà abbastanza grande da capire, ha intenzione di spiegarle la sua storia medica al momento della nascita. Aurea sembra essere la prima figlia nata dopo un nuovo tipo di test del Dna che le ha dato un ‘punteggio di rischio poligenico’. Si basa su più variazioni genetiche comuni che potrebbero avere effetti minuscoli; ma insieme, creano probabilità più alte o più basse per molte malattie comuni”. Si apre così una terrificante inchiesta di Bloomberg sulla “nostra Gattaca”.

I genitori di Aurea si sono sottoposti a un trattamento di fertilità e hanno dovuto scegliere quale dei quattro embrioni impiantare. Si sono rivolti a una azienda chiamata Genomic Prediction e hanno selezionato l’embrione con le migliori probabilità genetiche di evitare malattie.

Smigrodzki, un neurologo della Carolina del nord con un dottorato in genetica umana, sostiene che i genitori hanno il “dovere di dare a un bambino un inizio di vita il più sano possibile”.

“Parte di questo dovere è assicurarsi di prevenire le malattie, ecco perché facciamo le vaccinazioni. E il test poligenico non è diverso. E’ solo un altro modo per prevenire le malattie”. Solo che in questo caso si selezionano i bambini alla nascita in questo caso. Il “punteggio” vi darà le percentuali di probabilità del bambino di sviluppare diabete, attacchi di cuore, colesterolemia, ipertensione, cancro alla prostata, melanoma maligno, disabilità intellettuale…

La scelta è stata semplice per Smigrodzki, ma il New England Journal of Medicine ha appena pubblicato un rapporto sui problemi con l’utilizzo della selezione degli embrioni. Il saggio indica le aziende negli Stati Uniti e in Europa che già offrono “punteggi di rischio embrionale” per condizioni tra cui schizofrenia, cancro al seno e diabete.

“Dobbiamo parlare di quale tipo di regolamentazione vogliamo avere”, ha detto il co-autore Daniel Benjamin, un economista specializzato in genetica alla Ucla. A differenza della  prospettiva dei bambini Crispr (il taglia e cuci del Dna che ha vinto un Nobel per la chimica), “questo sta accadendo ora”. Ma questa scienza è così nuova che rimangono enormi incognite. E la selezione potrebbe esacerbare le disparità di salute tra razze e classi. Genomic Prediction, che elenca quasi due dozzine di cliniche che offrono i suoi test poligenici, addebita 400 dollari per ogni embrione testato.

I concorrenti includono Orchid, una startup lanciata con il sostegno delle star della Silicon Valley. La selezione dei bambini in base all’intelligenza è legale negli Stati Uniti, spiega Michelle Meyer, studiosa di diritto e bioeticista presso il Geisinger Health System in Pennsylvania.

“Questa è eugenetica liberale”, ha affermato Steven Hyman, direttore dello Stanley Center for Psychiatric Research presso il Broad Institute del Mit. Stephen Hsu, vicepresidente della ricerca presso la Michigan State University e a capo della Genomic Prediction, ha detto che “si stanno classificando in modo affidabile gli embrioni in base al potenziale quoziente intellettivo”. Ci sono libri di fantascienza che non raccontano come poteva andare, ma come sta andando. Leggere Philip Dick aiuta a capire come siamo arrivati alle “pre persone”.