VIRES vs VIRUS – pillole tradizionali contro il contagio della paura – 1

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«Vi sono due errori, uguali opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L’altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano»
(Le Lettere di Berlicche, C.S. Lewis – ed. Mondadori)
Questa citazione, tratta dalla premessa che l’autore fa al libro, introduce alla lettura di quello che sarà, con un efficace espediente narrativo, lo scambio di lettere tra un diavolo esperto e un apprendista diavolo al quale vanno insegnati i trucchi del mestiere.
Gli errori che l’umanità commette nei confronti del diavolo vengono categorizzati da Lewis in maniera tranchant come materialismo oppure come magia (nera). In entrambi i casi, il diavolo gioisce di questi eccessi umani.
Drago spaventoso, mostro cornuto o serpente biforcuto: ogni epoca ha avuto il suo modo di immaginare il diavolo. Invece, al giorno d’oggi in cui il materialismo impera, si nega la sua esistenza. Si nega l’esistenza di Dio e così si nega quella del suo antagonista. Ma proprio la sua stessa negazione è per il diavolo una vittoria.
Dal lato opposto, coloro che credono nel diavolo e ne sono catturati diventano suoi servitori e operano su un piano che va oltre la materia. Sono seguaci di una religione (del demonio) che ha adepti e riti propri, e risponde a motivazioni non razionali. Servitori – più o meno consapevoli – di interessi occulti ma realissimi che superano la comprensione dei mortali.
Per non cadere in questi errori, bisogna riconoscere Dio come unico e vero portatore di Luce, senza negare l’esistenza di Lucifero.
In un tempo in cui in nome del progresso, della scienza e della ragione si nega tutto ciò che non si può dimostrare, il militante della Tradizione deve avere una solida formazione culturale, una salda tenuta valoriale e un’aspirazione spirituale.