Lucano criminale, difeso da Repubblica

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Guardate come Repubblica tratta Morisi, l’ex collaboratore di Salvini, indagato dalla magistratura: 
Adesso, guardate come Repubblica tratta Mimmo Lucano, l’ex Sindaco di Riace, condannato – mica solo imputato, né solo indagato, come Morisi – per reati non proprio banali: associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato:
Notate nulla di strano? Beh, come no?!
Allora, facciamo uno schemino veloce.
Morisi: è solo indagato, ma già lo trattano da condannato. Colpevole a prescindere. Il giornaletto da 4 soldi quale è Repubblica fa il giustizialista e colpevolista: “Incarceratelo e buttate la chiave!”.
Lucano: è stato condannato da un tribunale (primo grado, ma sentenza è), ma viene dipinto come un eroe della disobbedienza civile.
Morisi: forse (indagini ancora aperte) ha violato la legge e, quindi, secondo Repubblica, è da condannare. Ci mancherebbe, così funziona lo stato di diritto.
Lucano: ha certamente violato la legge, come una sentenza afferma, ma non è da condannare. Ha violato la legge – e ne era consapevole, come emerso dall’istruttoria – però comunque non va punito: Repubblica sembra rivendicare una sorta di ‘immunità da idolo della sinistra per coraggiosa disobbedienza civile’. Quindi, sì, sarebbe colpevole ma, che volete farci, è protetto dal buonismo immigrazionista e allora non deve pagare.
Morisi: gli articoli di Repubblica su di lui sono tutte indiscrezioni senza fonti, gossip e pettegolezzi senza alcun dato certo, coperti di odio politico e condanna per lui e chi gli sta intorno (quell’altro fenomeno di Salvini…).
Lucano: gli articoli di Repubblica sono interviste a pettinati e ‘stimati, autorevoli e attendibili’ personaggi dello star system sinistroide, dal sempre-vivo-dal-suo-attico-di-Manhattan Roberto ‘Bob’ Saviano a Giuseppe ‘Beppe’ Fiorello.
Morisi: i magistrati non si discutono, sono un potere da difendere, garanzia di democrazia, ci difendono dai cattivoni ‘fascisti’.
Lucano: i magistrati sbagliano.
(Piccola parentesi: Lucano – secondo la sentenza – ha fatto sparire 5 milioni di euro destinati all’integrazione, ha affidato appalti a cooperative senza requisiti, ha organizzato falsi matrimoni per far ottenere la cittadinanza a immigrati clandestini. E se ne vantava…)
E’ utile questo gioco della lavagna: da una parte un atteggiamento, da una parte l’altro. Peccato che quando capiti nello stesso soggetto – Repubblica – si tratta, nel migliore dei casi, di bipolarità. E, nel peggiore dei casi, di malafede e disonestà.