Anche il premio Nobel dice “aiutiamo la famiglia”

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Quando Parisi ha vinto il Nobel, i collettivi dei ‘compagni di Università’ della Sapienza di Roma hanno esultato in stile ‘vittoria del Mondiale‘, con tanti di striscioni, cori da stadio, fumogeni e la solita pelosa politicizzazione sinistroide, fatta di stelle rosse e sinistri pugni chiusi.
D’altra parte, li conosciamo: sempre pronti a pennellare di rosso qualsiasi evento, alla disperata ricerca di miti ed eroi che non hanno mai avuto e che mai avranno, a meno che non si vogliano considerare ‘eroi’ quegli assassini, codardi e voltagabbana che hanno contraddistinto la loro infame storia.
Però poi succede che proprio quel Parisi dica una cosa veramente poco ‘di sinistra’. Dice, infatti, “meno tasse per la famiglia, facciamo ripartire le nascite, incentiviamo gli italiani a fare figli, aiutiamo i giovani che vogliono fare una famiglia“. Non sono parole di sinistra. Sinistra che ha dichiarato guerra alla famiglia, ai figli, alla natalità. Ha dichiarato guerra alla Vita. Aborto, eutanasia, individualismo, egoismo, omosessualismo che non può procreare. Odio per l’eterosessuale, quello sì che può ambire a una famiglia.
La Sinistra ormai parteggia solo per i figli comprati da madri povere e disperate, acquistati a caro prezzo da coppie di omoerotici che – viziati e presuntuosi – vogliono prendersi un umano al posto di un cane o di un gatto.
Allora, la parole di Parisi, oltre a trovarci del tutto in accordo, ci fanno anche piacere. Perché la Sinistra ha steso tappeti d’oro a uno che non la pensa come loro e perché – lo sappiamo, è sempre stato così – molti compagni stanno rosicando, eterni sfigati di una guerra che non potranno mai vincere.

(Tratto da repubblica.it) – Premio Nobel Parisi: “Sgravi fiscali per combattere la denatalità, i contratti precari non aiutano i giovani a mettere su famiglia”

Il fisico che pochi giorni fa è stato premiato per le sue “Ricerche sui sistemi complessi” ha aperto il convegno dal titolo “Aspetti medici e sociali dell’età pediatrica in Italia”, promosso dall’Accademia dei Lincei, l’Università La Sapienza e la Società italiana di pediatria.

Parla di bambini il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Di bimbi e di aiuti fiscali a mamma e papà per riempire le culle sempre più vuote. E parla di precarietà dei contratti che non aiutano le giovani coppie a mettere su famiglia. Incanta la platea con la semplicità delle parole. Proprio lui, fisico che pochi giorni fa è stato premiato per le sue “Ricerche sui sistemi complessi” spiega come “l’Italia non sia un Paese per giovani”. Lo fa aprendo il convegno dal titolo “Aspetti medici e sociali dell’età pediatrica in Italia”, in corso oggi a Roma e promosso dall’Accademia dei Lincei, Sapienza Università di Roma e la Società italiana di pediatria.

“Sono necessari aiuti fiscali per contrastare il problema del calo delle nascite in Italia – dice Parisi – “L’Italia si trova in una trappola demografica: il numero dei nati è sempre più basso, bisogna intervenire anche mediante aiuti fiscali”. “Abbiamo l’impressione che il nostro Sistema sanitario nazionale sia più che soddisfacente – spiega – ma si è visto, sia prima che durante l’epidemia da Covid-19, che ci sono luci ed ombre. Le sacche mal funzionanti, ad esempio, riguardano gli ospedali con meno di 500 nascite l’anno, che mettono a rischio la salute dei bambini. La ristrutturazione sanitaria deve partire dal ristrutturare proprio le strutture piccole, che potrebbero diventare i centri di primo contatto con il territorio. Non vanno chiusi, ma le nascite devono avvenire in strutture attrezzate”.  Perché spiega: “I medici devono avere le capacità di intervenire correttamente, ma le competenze si acquisiscono con una frequente ripetizione delle stesse operazioni”.

Parlando di natalità, la prognosi peggiore che “vede nelle regioni meridionali un +36% di mortalità infantile, rispetto al Nord e al Centro, corrisponde a un numero considerevole di morti infantili che si potevano evitare con delle strutture migliori. Morti di bambini appena nati o gravidanze non portate a termine- conclude Parisi- sono disastri che investono altamente le famiglie. È un problema che deve essere portato davanti ai decisori politici”.  Racconta poi come “la natalità in Italia si sia ridotta “anche per effetto della pandemia, ma è difficile non pensare che questo non dipenda dalla struttura della nostra società. L’Italia non è un Paese per giovani”.

Poi, affronta iltema della precarietà e di come in Italia si abbia “’emigrazione ampia, sostanziosa e costante di persone con un’alta preparazione professionale e il motivo di questo fenomeno è chiaro per me, forse non per tutti: una coppia, per decidere di fare un figlio vuole avere una sicurezza economica e questa, con i contratti precari non c’è”.