Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

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FUOCO ANNO 1 N.3

SOMMARIO:

EDITORIALE

L’insostenibile leggerezza dell’essere sostenibili

di Fuoco

ALTER-VISTA

Afghanistan ‘talebano’

intervista a Massimo Fini

(GEO)POLITICA

Quelle guerre da Instagram

di Daniele Dell’Orco

FUOCO DI PAGLIA

Una destra alla buona

di Roberto Asse

RADICI

Il signore degli anelli

di Paolo Paron

SCHEDA

Una rosa per Norma

a cura di Cristina Di Giorgi

* * *

SPECIALE “SOSTENIBILITÀ’ INSOSTENIBILE”

Ecologia e ambientalismo nella mistificazione sulla ‘sostenibilità’

di Eduardo Zarelli

La sostenibilità uccide. Nuove tecnologie per nuove malattie

di Maurizio Martucci

Sostenibilità e proletarizzazione

di Renzo Giorgetti

Da Malthus a Rockefeller: il lato oscuro della ‘sostenibilità’

di Cristiano Puglisi

* * *

VITA DI TRINCEA

La vita in ufficio ai tempi del new work

di Roberto Giacomelli

RADICI

La scomparsa del lavoro

di Enzo Iurato

360°

la distruzione creativa dei popoli

di Cristina Coccia

IL DISPACCIO

Pornografia, tomba della sessualità

SPAZIO OCCUPATO

Un meme vi seppellirà

di Federico Palmaroli (OshØ)

RADICI

I gradi dell’ignoranza

di Carlo Corbucci

MENS SANA

Scocca la freccia (e conosci te stesso)

di Giorgio Lucchesi

INTERNI
Quel Milite Ignoto e… ignorato

di Emanuele Merlino

SOLIDARIETÀ

Territorio & Comunità

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MISHIMA

Titolo completo: Mishima – Acciaio, sole ed estetica.

Autore: Riccardo Rosati

Anno: 2020
 
Collana: Militia
 
Pagine: 106
 
IL LIBRO:

Il Giappone, malgrado lo si ritenga un protagonista del progresso, è stato preda della modernità, sul cui altare ha sacrificato i propri usi e costumi, in buona sostanza la sua Tradizione. Di ciò Yukio Mishima era perfettamente consapevole, come, del resto, sapeva che serviva un «antidoto», così da estirpare dal Paese le perniciose influenze occidentali. Il celebre scrittore nipponico individuò nell’acciaio del corpo la migliore forma di lotta. Una battaglia, la sua, che non era però semplice eversione, bensì frutto di un ragionamento vigoroso che mirava a rivitalizzare lo spirito antico del Giappone medievale. Perciò, oggi è quanto mai necessario sostituire la parola «Politica» con «Estetica» nel campo degli studi mishimiani. Chi indaga Mishima rifiutando preconcetti di sorta, scopre in lui un intellettuale antiborghese, in possesso di una raffinata vena provocatoria. L’intento di questo libro è principalmente quello di offrire una disamina esaustiva e informata della visione estetica, alla insegna dell’azione, in Mishima, in modo da portare l’esegesi dell’autore finalmente a uno stadio scevro di quei pregiudizi che hanno spesso influenzato la interpretazione dei suoi scritti, per ribadire che il suo è stato sì, un universo tragico, ma pur sempre intriso di una ansiosa vocazione creativa.

L’AUTORE:
Riccardo Rosati è un orientalista (Cina e Giappone), bilingue italiano-inglese e con conoscenza pari anche del francese. Ha al suo attivo numerosi articoli e saggi su pubblicazioni italiane e straniere oltre ad aver preso parte a conferenze in Italia e all’estero. Con Starrylink ha pubblicato: La trasposizione cinematografica di Heart of Darkness (2004), Nel quartiere (2004), La visione nel Museo (2005). Ha inoltre scritto: Museologia e Tradizione (Solfanelli, 2015), Lo schermo immaginario (Tabula fati, 2016), La Bellezza antimoderna (Solfanelli, 2017) e Cinema e Società. Al di là della critica (Tabula fati, 2020). Sue monografie sul Giappone sono: Perdendo il Giappone (Armando Editore, 2005); con Arianna Di Pietro, Da Maison Ikkoku a NANA. Mutamenti culturali e dinamiche sociali in Giappone tra gli anni Ottanta e il 2000 (Società Editrice La Torre, 2011); con Luigi Cozzi, Godzilla 2014 (Profondo Rosso, 2014); Dalla katana al revolver. Akira Kurosawa e Sergio Leone a confronto (Profondo Rosso, 2018). Ha poi co-curato il testo Nihon Eiga – storia del Cinema Giapponese dal 1970 al 2010 (csf edizioni, 2010) e quello di Julius Evola, Fascismo Giappone Zen. Scritti sull’Oriente 1927-1975 (Pagine, 2016). Negli anni, ha comunque continuato a fare ricerca pure nell’ambito della anglistica, della francesistica, della museologia e del cinema.acciaio, sole ed estetica.

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IL DRAGO E L’EROE NEI MITI DEL NORD

Titolo completo: Il drago e l’eroe nei miti del nord

Autore: Mario Polia

Anno: 2020

Pagine: 242

IL LIBRO: Con Mario Polia e la collana Paideia da lui alacremente diretta, continuiamo il viaggio inaugurato con Exempla – a Roma e nell’Ellade – grazie al quale siamo stati ispirati dal mos maiorum e dalle gesta degli eroi dell’antichità classica; proseguito con L’etica del guerriero, con il quale abbiamo assaporato – nell’India aria – i versi della Bhagavad Gita e riscoperto la via del guerriero, il nostro cammino giunge, oggi, nell’antico nord d’Europa. Mario Polia riparte dai simboli del drago e dell’eroe delle saghe del nord, da Sigfrido a Beowulf: il drago rappresenta la brama di potere, mentre l’eroe simboleggia la parte più nobile e luminosa dell’animo umano, che è chiamata a combattere contro la prima. Il drago, spesso, custodisce gelosamente un tesoro, simbolo profondo del senso ultimo della battaglia condotta: immagine della battaglia interiore per la trasfigurazione della propria anima nelle sue possibilità superiori ed eroiche, combattendo e neutralizzando quelle inferiori, quali, innanzitutto, l’istinto di conservazione e la bramosia dell’impossessamento.

L’AUTORE:
Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947), archeologo, antropologo ed etnografo, nonché specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni, ha diretto in Perù un programma di ricerca sulle tradizioni indigene e sullo sciamanesimo andino. Vincitore del Premio Paolo Toschi (1999) per la ricerca sul campo, è oggi curatore del Museo Demo-antropologico di Leonessa (Rieti). Già docente di ‘Antropologia Medica’ presso la Pontificia Universidad Católica di Lima e di ‘Antropologia’ alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, alterna ad una prolifica attività di saggista quella di conferenziere in Italia e all’estero. Per Cinabro Edizioni ha pubblicato Exempla. L’ideale eroico nell’epica greca e romana e L’etica del guerriero. La via dell’azione nella Bhagavad Gita nella collana Paideia da lui fondata e diretta.

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LO STATO INTERIORE. IL DESTINO DI EVOLA DOPO EVOLA

Titolo completo: Lo stato interiore. Il destino di Evola dopo Evola.

Autore: Alessio De Giglio

Anno: 2021

Il libro: La vivacità degli studi dedicati a Julius Evola non ha risolto il mistero di quest’uomo che passa per un conservatore anche se nella sua vita non ha conservato niente, portando gradatamente a morire dapprima l’arte, poi la filosofia e infine la tradizione, arse dalla sua individualità che ha la natura della fiamma. Quel che resta, come cenere, è l’ennesima superstitio. Il Barone è diventato persino il “filosofo della libertà”, da quando la grazia accademica l’ha piantato sul terzo gradino del podio tutto italiano, accanto a Croce e Gentile. La tigre è stata infine addomesticata o è ancora capace di sorprendere le nostre vite? Alessio de Giglio scommette sulla seconda possibilità, sempre che per comprendere Evola si sia disposti ad andare “oltre Evola”, alla ricerca di quella “singolarità non normalizzabile dal logos del tempo presente”, come scrive il filosofo Giovanni Sessa nell’introduzione. Senza indietreggiare, se al di là della maschera troveremo un volto sconosciuto.

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LA BELLEZZA ANTIMODERNA

Titolo completo: La bellezza antimoderna

Autore: Riccardo Rosati

Anno: 2017

Pagine: 176

Il libro: Nella nostra società la Bellezza va cancellata, giacché presuppone qualità, impegno. Per non parlare del fatto che i nostri musei sono un esempio incontestabile del primato italiano in ogni settore, o quasi, della conoscenza. Inoltre, sembra sempre di più che una certa mentalità incoraggi a non far conoscere l’Italia e i suoi tanti tesori; sia quelli meno noti, che quelli celebri, a partire dai suoi musei. In primis, nel negare la netta superiorità dei Musei Vaticani sul Louvre, per proseguire col divulgare il messaggio corruttore che questi non siano Italia, che non facciano quindi parte della nostra storia e ricchezza. Con questo libro, si intende difendere la Bellezza, la quale per essere vera non può che essere antimoderna, perciò in contrasto col nichilismo spirituale tipico della era attuale, nonché rettificare le solite generalizzazioni giornalistiche di chi commenta senza avere una adeguata competenza specifica. Nel fornire vari spunti di riflessione sui musei e i Beni Culturali, ci si augura che il lettore si persuada definitivamente di vivere nel più bel Paese del mondo, e non a mo’ di slogan, come avviene puntualmente nel dibattito politico-culturale italiano.

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