L’Italia? Una Repubblica fondata sulle morti sul lavoro

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Che la nostra Costituzione (“la più bella del mondo”) fosse un colabrodo, costantemente disattesa e inapplicata non c’era certamente bisogno di una gestione dell’emergenza da Covid-19, per insegnarcelo.
Infatti, il primo articolo della suddetta Costituzione reciterebbe (il condizionale è d’obbligo): “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Peccato, però, che in Italia di lavoro si muoia e, quindi, per la proprietà transitiva, potremmo dire che “di Repubblica Italiana si muore“.
E sono, infatti, numeri da epidemia – quella sì – le statistiche dei morti sul lavoro in Italia: in 14 anni, 15mila morti e 10 milioni di infortuni. Numeri enormi, da guerra civile o da paese sottosviluppato. Nessuno però grida allo scandalo e le morti bianche diventano ordinaria amministrazione o, peggio, numeri da riportare in qualche tabella che nessuno leggerà mai.
Peccato che dietro quelle morti e i milioni di feriti sul lavoro, ci siano persone e storie reali come altrettanto reali sono i costi economici e morali di un popolo costretto a subire tutto questo.

(tratto da tgcom24.mediaset.it) – Incidenti lavoro, l’Ispettorato: “In 14 anni 15mila morti e 10 milioni di infortuni”
 

Il direttore generale Giordano all’audizione sul ddl per istituire la Procura nazionale del lavoro: “Quadro di vigilanza frammentario, serve un coordinamento investigativo”.

In 14 anni si sono registrati 15mila morti sul lavoro e 10 milioni di infortuni, per una media di 700mila infortuni l’anno. Lo riferisce il direttore generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, aggiungendo: “Avremmo dovuto avere 15mila sentenze, perché ne abbiamo solo alcune centinaia? E’ necessario un coordinamento investigativo. Le vittime hanno necessità di avere la stessa giustizia”.

Audizione sull’istituzione della Procura nazionale del lavoro – Il tema è stato affrontato dal direttore dell’ispettorato all’audizione sul disegno di legge del Movimento 5 stelle sull’istituzione della Procura nazionale del lavoro. Giordano evidenzia infatti proprio la “frammentarietà di un quadro di vigilanza nelle materia lavoro” che rende  ancora più urgente “un coordinamento a livello investigativo” e sottolinea “il tema dell’uniformità e omogeneità delle indagini”.