Blackwashing Tolkien

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Qualche giorno fa’ abbiamo rapidamente riportato e criticato sui nostri canali social, la notizia riguardante l’ennesimo scempio nei confronti dell’opera (a tutti gli effetti un Epica) Tolkieniana. Ci riferiamo alle dichiarazioni riguardanti la presenza di Hobbit “africani” all’interno della nuova serie riguardante l’universo de Il Signore degli Anelli.
In questo articolo cerchiamo di approfondire l’argomento, facendo riferimento alle stesse parole di Tolkien, il quale non mancò di spiegare accuratamente le differenze morfologiche tra le tre razze di Hobbit.
Questa infelice scelta fa rabbia però non tanto e non soltanto per la sua lapalissiana mancanza di sostegno filologico interno all’opera di Tolkien, ma soprattutto perché la si è voluta spiegare invece proprio in questo modo!
Secondo cast e produzione, infatti, questo tipo di Hobbit sarebbero chiaramente descritti così all’interno dei libri, e porterebbero con loro tutta una visione multietnica, politically correct e progressista, lasciando intuire sia opera e pensiero di Tolkien stesso, la cui buon’anima sta sicuramente piangendo/ridendo.
Ma è chiaro come questa sia l’ennesima opera di blackwashing” e che forse, vedendo che alcune lamentele iniziano ad arrivare un po’ ovunque, non tutti stanno più digerendo amabilmente.
Visto che a differenza del nemico Noi invece non abbiamo bisogno di finti proclami e di piegare la verità al nostro interesse, ma soprattutto perché sentiamo di essere in dovere di rendere dignità all’opera di un grande Uomo e maestro come Tolkien, ecco che facciamo quello che “loro” non hanno fatto, fornirvi la fonte originale e alcuni punti di vista critici sulla questione sempre basati sulle fonti. A voi il giudizio!
“I loro primi racconti lasciano intravedere il tempo in cui dimoravano nelle alte vallate dell’Anduin, tra la Grande Foresta Verde e le Montagne Nebbiose; nessuno può dire perché essi intrapresero più tardi la difficile e pericolosa traversata delle montagne, scendendo nella valle dell’Eriador: le loro cronache parlano del numero sempre crescente di Uomini in quel posto e di una grande ombra che oscurò la foresta, alla quale diedero perciò il nome di Bosco Atro.
Prima di valicare le montagne, gli Hobbit erano già divisi in tre razze: i Pelopiedi, gli Sturoi ed i Paloidi.
I Pelopiedi erano i più scuri, bassi e minuti; non portavano barba né scarpe; avevano mani e piedi piccoli ed agili, e preferivano la montagna alla pianura.
Gli Sturoi, al contrario, erano tozzi e ben piantati; avevano mani e piedi più grandi e prediligevano la campagna e le rive dei fiumi. I Paloidi infine, chiari di pelle e di capelli, erano i più alti e magri; essi amavano i boschi e le foreste. I Pelopiedi erano stati in passato, allorché vivevano ancora sulle falde dei monti, grandi amici dei Nani. Furono i primi a emigrare verso ovest, attraversando l’Eriador per giungere fino al Colle Vento, mentre gli altri erano rimasti nelle Terre Selvagge. Erano la razza più tipica e caratteristica, e di gran lunga la più numerosa. Inclinavano a stabilirsi definitivamente in un posto, e conservarono a lungo l’antico costume di vivere in caverne e gallerie sotterranee. “
J. R. R. Tolkien – A proposito degli Hobbit

(articolo pubblicato l’11/10/2021 su lavocedeltrentino.it firmato da Pietro Sighel)

Hobbit multiculturali nella serie tv del “Signore degli anelli”. La letteratura profanata

Non si ferma di fronte a nulla l’ideologia imperante del politicamente corretto. Non si ferma neppure davanti alla letteratura che, quando non ammette interpretazioni, dev’essere profanata.

E’ quello che sta succedendo nella trasposizione cinematografica della seconda era della terra di mezzo. La serie tv del “Signore degli anelli” è in arrivo ma le poche notizie che fuggono dal casting sono a dir poco nefaste.

“Sono un Harfoot, perché JRR Tolkien, che era anche lui di Birmingham, ha pensato all’improvviso che avrebbero dovuto esserci degli hobbit neri.

Io sarò il primo hobbit nero, è fantastico e ciò che è notevole in questa serie di libri, è che un prequel dell’età che abbiamo visto nei film riguarda i primi giorni della Contea e l’ambiente di Tolkien– così ha detto Lenny Henry, un attore della serie intervistato da un’emittente radiofonica-Quindi siamo una popolazione indigena di Harfoot (in italiano Pelopiedi),  siamo hobbit ma ci chiamiamo Harfoot.

Siamo multiculturali, noi siamo una tribù non una razza, quindi siamo neri, asiatici e marroni, con anche i Maori tra di noi”.

E’ questo quanto dichiarato dall’uomo che interpreterà il ruolo di primo hobbit nero. La scelta sarebbe stata fatta dal casting perché, secondo loro, il “professore” aveva pensato che uno dei tre popoli hobbit sarebbe stato di pelle bruna.

Prima di valicare le montagne , gli Hobbit erano già divisi in tre razze: i Pelopiedi, gli Sturoi ed i Paloidi” così scriveva Tolkien ne “La compagnia dell’anello”.

In seguito tutti e tre le razze (non tribù) di hobbit sono state abbondantemente descritte come consuetudine dello scrittore il quale non trascurava neppure il minimo dettaglio.

Gli Harfoots o Pelopiedi sono stati descritti dal professore come più piccoli rispetto agli altri, fisicamente meno possenti, con le mani piccole e la pelle abbronzata.

Nessun riferimento dunque a creature con i lineamenti asiatici o africani. Il dettaglio non è irrilevante e se lo scrittore avesse voluto far riferimento ad una razza di hobbit neri lo avrebbe sicuramente fatto. Aveva certamente i mezzi linguistici adatti per alludere a qualunque minuzia.

Invece no, egli aveva spiegato le differenze di caratteristiche dei Pelopiedi più come le differenze che vi sono fra altoatesini e calabresi. Differenze date dalla conformazione del territorio nel quale si è vissuto.

Risulta quindi una forzatura o forse una profanazione, la storpiatura di una parte della storia narrata. Una storpiatura che fa traboccare la mente dalla fiumana di pensieri e di riflessioni che fluiscono dentro di essa. Valutazioni che fanno infervorare gli animi dei più appassionati e angosciare le menti dei ragionevoli.

Il tutto risulta ancora di più una forzatura considerando che nella parte del “Silmarillion” da cui è tratto l’adattamento cinematografico riguardante la seconda era della Terra di Mezzo, gli Hobbit non sono menzionati.

La trama della serie però, non è ancora stata ben delineata.

Dati gli investimenti enormi fatti per il casting le aspettative sono alte ma, come spesso accade, i soldi non sono necessariamente sinonimo di qualità. 

(SP)