Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 4

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«Devi esercitarti a morire. Questa affermazione è un invito alla libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a esser servo: è al di sopra, o comunque al di là di qualsiasi dominio altrui. […] Una sola è la catena che ci stringe: l’amore per la vita, che non deve essere ripudiato, ma diminuito in modo che quando le circostanze lo esigeranno, nulla più ci freni né ci impedisca di compiere risolutamente ciò che prima o poi bisognerà pur fare».
(Seneca, Epistulae Morales ad Lucilium, Liber III, Ep 26, par. 10)
Seneca riflette sul rapporto tra libertà e morte. Chi non ha paura della morte non teme nulla e perciò è libero. Libertà per affrontare qualsiasi prova, anche quelle che chiederanno il prezzo della vita.
Il destino mortale dell’uomo va accettato umilmente e la vita va riconosciuta come un dono sacro da valorizzare, trasformando i propri vizi in virtù.
Bisogna far morire l’ego. Quella pesantezza superflua è destinata a bruciare per sublimarsi in qualcosa di nuovo, come il “sacrificio” del legno permette al fuoco di bruciare.
Come la fiamma effonde luce calorcosì la morte può rendere più chiaro il senso della propria vita e illuminarne la direzione. Il legno non si muove eppure la fiamma che da esso scaturisce raggiunge grandi distanze, allo stesso modo una vita ben spesa va oltre la morte.
Solo chi vive con autenticità, serietà, con consapevolezza della caducità umana avrà una vita in libertà. Liberi dalla paura della morte, che è parte della vita tanto quanto la nascita. Non per questo si può morire senza motivo.
«L’amore per la vita non deve essere ripudiato» insegna infatti Seneca che la vita non va gettata. Essa va vissuta come una battaglia da affrontare senza aspettarsi nessun tornaconto. Combattere con la sola gioia di aver avuto l’opportunità di dimostrarsi all’altezza.
Tra le battaglie, la nostra è quella della militanza. Una prova innanzitutto con se stessi da condurre in terra rivolti verso il Cielo, cercando di scrivere con ogni azione quotidiana un inno ai principi spirituali che ci sono di ispirazione. Questa è la strada per superare i condizionamenti e i limiti individuali, compresa la paura della morte.