Polonia e Unione Europea, ma di cosa stiamo parlando?

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Si è riaccesa la scintilla fra l’Unione Europea e la Polonia per via del dibattito sulla sentenza della Corte costituzionale di Varsavia, che ha considerato alcuni regolamenti dell’Unione come non compatibili con il diritto polacco. Non sembrerebbe, ma stanno parlando di Europa, o almeno così dicono i giornali e così credono loro.
Al di là della discussione che si è tenuta a Strasburgo e della presa di posizione dei due contendenti, ciò che ci interessa maggiormente è il problema strutturale e fondativo dell’Unione Europea. Ovvero il problema della sua origine e della sua direzione. E questo problema è che non può esistere una vera Europa unita e coesa se al suo fondamento non si trovano dei Valori tradizionali, i Valori millenari della Tradizione e della civiltà Europea. Quegli stessi valori che hanno plasmato il nostro continente, che hanno dato vita alla civiltà europea e che questa civiltà condivide con altre civiltà tradizionali sorte in ogni parte del globo. Al contrario, l’Unione Europea del secondo dopoguerra è un guazzabuglio di interessi economici contrastanti, il risultato dei più biechi desideri di élite di banchieri e affaristi. Vi è infatti poco della vera Europa nell’Unione europea, un’istituzione corrotta che ha fatto di una moneta il suo gonfalone e di vuote parole la sua costituzione. Suonano dunque come inverosimili le parole del premier polacco per cui “l’integrazione europea” è il prerequisito necessario affinché “l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa”
Se davvero le parole di Morawiecki sono sincere, allora dovrebbe sapere per primo che un’Europa forte, ambiziosa e coraggiosa non può nascere all’interno delle istituzioni dell’Unione.

(Tratto da tgcom24.it) – Polonia, von der Leyen: “La sentenza della Corte Suprema mette in discussione le basi Ue” | “Non permetteremo che i nostri valori siano messi a rischio”.

Il premier Morawiecki ribatte: “Siamo in Ue qui e non andiamo da nessuna parte. Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, respingiamo la lingua delle minacce e del ricatto”.

La Commissione europea “sta analizzando la sentenza della Corte Suprema polacca”, ma “posso già dirvi che sono fortemente preoccupata perché essa mette in discussione la base dell’Unione europea. Costituisce una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei”.

 

E’ quanto ha detto il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il dibattito al Parlamento europeo sullo Stato di diritto in Polonia.

“Il destino della Polonia è l’Europa”, ha ribadito von der Leyen intervenendo al dibattito al Parlamento europeo sulla crisi dello Stato di diritto in Polonia.

“La Commissione Ue agirà” – Sul rispetto dello Stato di diritto in Polonia, “non permetteremo che i valori Ue siano messi a rischio”, ha aggiunto la von der Leyen. La Commissione europea “agirà, le opzioni sono ben conosciute: le procedure di infrazione, il meccanismo di condizionalità e altri strumenti finanziari. E l’articolo 7, uno strumento potente su cui dobbiamo tornare. Questa situazione deve essere risolta e lo sarà”.

Morawiecki: “Siamo in Ue qui e non andiamo da nessuna parte” – “Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte, vogliamo che l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa”. Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawiecki, intervenendo al parlamento europeo a Strasburgo.

“No all’Ue dei doppi standard, respingiamo il ricatto” – “Troppo spesso abbiamo a che fare un’Europa dei doppi standard”, ha proseguito il primo ministro polacco. “Non dobbiamo lottare gli uni contro gli altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato, le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto”.