La guerra della carta contro l’editoria tradizionale

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Esploderà forse la “guerra della carta”? O forse è già in atto, come molte altre guerre, crisi, di cui non ci accorgiamo o curiamo. Chi rischia di rimanere ferito in questo caso? Tra le vittime illustri sicuramente è il libro uno dei potenziali colpiti.
Questo perché la crisi delle materie prime non lascia fuori nessuno: a gas, acciaio e legno, si unisce ora la penuria di cellulosa. La materia prima usata per fare la carta oggi scarseggia e i prezzi lievitano, arrivando anche a segnare +70% rispetto alla fine del 2020. I tempi di attesa per ricevere i rifornimenti aumentano, e a far sentire il loro peso ci si mettono anche gli aumenti dell’energia consumata dalle cartiere. Le ripercussioni sono inevitabili sulla stampa dei volumi e sulla sopravvivenza delle tipografie e delle case editrici.
Questo è un tema a noi molto caro perché da sempre attraverso la produzione e la diffusione di libri, riviste e materiale affine, abbiamo voluto costituire un polo attorno al quale raccogliere materiali ed energie per una restaurazione integrale della ‘Weltanschauung’ tradizionale.
La stampa di tutte quelle opere che possano dare un valido contributo all’interpretazione, alla chiarificazione e alla trasmissione della cultura tradizionale, nonché alla formazione del militante della Tradizione, è un atto rivoluzionario oggi giorno, che ci appartiene. Si tratta sempre e comunque di fare un’opera di afferm-Azione, in questi tempi oscuri di disorientamento, della Verità e della Giustizia.
E cosa sta succedendo precisamente? Da metà settembre c’è chi parla di ‘guerra della carta’: gli aggiornamenti/aumenti sul prezzo si sono susseguiti di settimana in settimana. A un aumento del costo della cellulosa si è unito quello del costo del gas naturale, che viene utilizzato in maniera massiccia dalle cartiere.
Per non rimanere sguarniti alcuni hanno stoccato carta in bobina, pagandola già molto di più, fino a fine dicembre. Ma per molti fare più di questo non è stato possibile. Per come stanno le cose, non si sa quale sarà la coperture del settore anche per il mese di gennaio 2022: le variabili coinvolte sono troppe.
La crisi della carta, va ricordato, è sintomo di problemi globali. Sicuramente, al di là dei problemi intrinseci al settore, le passate chiusure dettate dall’emergenza Covid, la logistica che fatica a tenere il passo della ripresa, il lavoro di porti e trasporti marittimi non ancora tornato a pieno ritmo hanno il loro peso.
Ma a gravare sui costi della carta sono anche i prezzi dell’energia elettrica e del gas, che le cartiere utilizzano in grandi quantità. Inoltre con la ripresa delle attività molte aziende non hanno riaperto, determinando un drastico calo nella produzione e distribuzione di nuove materie prime e prodotti lavorati.
La combinazione di tutti questi fattori ha fatto sì che la richiesta di carta e cartone è enormemente aumentata, mentre la produzione è diminuita ed ha pure costi maggiori. Il risultato è una sorta di ‘tempesta perfetta‘ che sta per travolgere l’editoria.
La prima conseguenza che sta già avvenendo un po’ in tutto il mondo, è uno slittamento delle uscite editoriali, per fare un esempio il Giappone, una delle realtà nazionali che grazie al massiccio fenomeno culturale del fumetto manga stampa più nel mondo, è quasi a corto di scorte; gli albi non escono e c’è chi pensa già alla sola pubblicazione online.
Ma le conseguenze di quanto sta avvenendo potrebbero essere ben peggiori in futuro, e potrebbero portare a un rincaro dei prezzi dei prodotti editoriali cartacei…e forse della loro sempre più scarsa presenza sul mercato a tutto vantaggio del digitale? Della fine del tangibile, del concreto con l’avvento del virtuale? Quando non esisterà più chi stampa e pubblica indipendentemente sulla “carta che canta”, ma solo un pugno di byte, di dati, modificabili con un click, sarà un mondo davvero migliore ed ecosostenibile?
Questa è una notizia, un fatto, come tanti altri, come i semiconduttori e chip in aumento per mancanza di risorse primarie, gli additivi per i motori di ultima generazione che scarseggiano e bloccano auto e trasporti, l’energia che forse andrà “razionalizzata” e non solo razionata (ovviamente solo per i comuni mortali), gli alimenti “veri” che scompariranno dalle tavole di molti e l’arrivo del cibo fabbricato in laboratorio, etc, etc, etc