Messo a tacere un giudice contro la tessera verde

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È stato sospeso il giudice Giorgianni che il 9 ottobre scorso parlò a Roma dal palco della manifestazione contro il green pass. Continua indefessa l’oppressione da parte delle autorità democratiche di tutti coloro che si oppongono alle imposizioni governative su lavoro e vaccino. La colpa di Giorgianni è stata quella di parlare liberamente, di parlare al popolo in piazza, quel popolo che lo Stato dovrebbe rappresentare ed ascoltare.
Reo di aver chiesto giustizia per i morti, le privazioni e le sofferenze che il governo Conte ed il governo Draghi hanno causato agli Italiani, Giorgianni è stato subito portato davanti alla Sezione disciplinare. Nell’Italia di Letta, Di Maio e Draghi è ormai impossibile parlare liberamente, non solo per la censura delle istituzioni, ma anche a causa della macchina social che è ormai divenuta un utile strumento nelle mani dei governanti.
Parlare fuori dagli schemi preimpostati dell’ideologia liberale italiana vuol dire infatti svegliare quella bestia che getta fango noncurante della verità o delle conseguenze. Nell’Italia de 2021, dunque, il vero crimine è diventato quello di pensare con la propria testa.

(Tratto da ansa.it) – Sospeso il giudice Giorgianni, parlò dal palco dei no Green pass

Aveva detto che i manifestanti avevano dato un “preavviso di sfratto” a “coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere”.

Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il giudice Angelo Giorgianni, consigliere alla Corte d’appello di Messina, che il 9 ottobre scorso parlò a Roma dal palco dei no Green pass a piazza del Popolo.

Lo ha deciso la Sezione disciplinare del Csm, accogliendo la richiesta del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi

Nel suo intervento a piazza del Popolo Giorgianni aveva detto che i manifestanti avevano dato un “preavviso di sfratto” a “coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere” e aveva invocato nei confronti di questi ultimi una nuova Norimberga, chiedendo “giustizia per i morti, le privazioni, la sofferenza che hanno causato”. La ministra della Giustizia Marta Cartabia aveva reagito dando incarico ai suoi ispettori di procedere ad accertamenti. Poi si era mosso anche il Pg della Cassazione, mentre al Csm il gruppo di Area aveva chiesto l’apertura di una pratica in Prima Commissione.

Davanti alla Sezione disciplinare la difesa di Giorgianni aveva provato a giocare la carta del rinvio, allegando la richiesta del magistrato, che andrà in pensione a gennaio, di anticipare a novembre il collocamento a riposo.