Riflessioni per la milizia spirituale nel mondo attuale

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di C. Castaneda, Viaggio ad Ixtlan

Spesso usiamo il termine generico “sistema” per definire uno stato di cose che ingloba, dirige e condiziona gli individui.

In misura differente ed in base al cammino per la consapevolezza di ogni individuo, il sistema, come entità, sta dietro alle motivazioni che spingono le persone ad operare delle scelte rispetto ad altre, dalle più piccole alle più grandi.

La domanda da porsi non è tanto quella relativa alla bontà di questo o altri possibili sistemi, ma perchè esiste questa struttura (composta in realtà da tante strutture) e cercare di capirne le leggi naturali immanenti ad essa, il perchè siamo condizionati così tanto in un mondo dominato dalla tecnonologia, e come vivere al suo interno da uomini liberi “cavalcando la tigre”.

Come sopra anticipato, ci sono delle sotto-strutture che ne costituiscono una più grande che abbiamo chiamato “Il sistema”.

Parlando in termini energetici è sensato definirle “strutture d’informazione” che trovano nelle azioni e nei pensieri della gente la loro fonte di sostentamento e la loro ragione d’essere, in termini più esoterici potremmo definirle “eggregori” ovvero vere e proprie creature, viventi di vita propria, che si nutrono dell’energia fissata da un gruppo di individui che pensa ed agisce nella stessa direzione.

Questo indirizzare energia ed unità di intenti può essere consapevole, ad esempio quando si tratti di riti o attività che ineriscono al piano spirituale ma, anche, totalmente inconsapevole quando entriamo nella sfera moderna e sovversiva della massificazione tecnogena.

Un esempio su tutti, possono essere i cosiddetti social network, vere mostruosità fagocitanti energia, tipiche del mondo moderno.

A volte riteniamo inspiegabili certi comportamenti di persone o gruppi di individui che agiscono quasi trasportati, dormienti, come se le loro azioni fossero guidate da una volontà esterna; in quei casi la consapevolezza – arma per rimanere liberi da influenze esterne – è praticamente azzerata, la volontà propria del Sè neutralizzata e quella dell’Io, totalmente nelle mani di queste entità.

Don Juan, uno sciamano Yaqui , che compare nei libri di Castaneda come suo mentore, definisce queste strutture energetiche “los voladores” ovvero “quelli che volano”.

Gli antichi sciamani del suo lignaggio, attraverso le loro pratiche, “vedevano” questi esseri e gli diedero il nome di voladores, proprio perchè si accorsero che volano attorno all’aura degli uomini, prosciugandoli della loro energia e pilotandone i comportamenti.

Può risultare difficile da credere, ed in effetti crederci è anche inutile, ma se aumentiamo la nostra consapevolezza nella vita di tutti i giorni, ci accorgiamo di quanto spesso siamo preda di automatismi indotti.

La psicologia moderna ha fatto abuso del termine “inconscio”, riconducendo tutto a quello, ma ha solo sfiorato il problema centrale, che è ben più complesso e di ordine metafisico.

Per capire come los voladores agiscono, dobbiamo analizzare la struttura dell’essere umano e dell’universo in cui vive.

Ogni dottrina tradizionale, ha individuato nel’uomo dei centri energetici, che fungono da tramite tra le forze sottili ed invisibili e quelle materiali, le prime manifestano le seconde e trasformano in atto ciò che è in potenza.

Semplificando, per quel che ci è dato fare, possiamo individuare due centri più importanti che presiedono al funzionamento di un essere umano ovvero il cervello ed il cuore.

Per la Tradizione e ogni tradizione degna di tale nome, il centro del cuore ha rappresentato sempre la sede dello spirito.

Il centro cardiaco è infatti direttamente in contatto con il sapere, con la natura più profonda dell’uomo e dell’universo e si conforma alle leggi naturali e alla sapienza primordiale, per naturale consapevolezza, per intuizione e per giusto sentire.

Tutto ciò,  al di là della parola discorsiva e del ragionamento.

Per questo, ogni maestro del passato ha messo in guardia i propri discepoli sul tentare di arrivare alla Verità attraverso la ragione, cosa pressochè impossibile, piuttosto, attraverso proprio la destrutturazione delle speculazioni della logica, e la ricerca del profondo sentire con le “orecchie del cuore”.

Possiamo notare come, nella società moderna, il cuore assume il significato di sede delle emozioni, ciò è assolutamente fuorviante, anzi, potremmo dire che ogni realizzazione è scevra da inutili sentimentalismi, che rallentano il cammino spirituale.

I risvegliato, il Buddha, è impassibile, determinato e impermeabile ad ogni tipo di fluttuazione emotiva, nociva a qualsiasi azione pura ed efficace.

Dai koan zen, all’esicasmo dei monaci ortodossi, alle icone cattoliche raffiguranti il cuore radioso di Gesù, alle meditazioni profonde del buddismo, ogni vera dottrina spirituale mira a risvegliare questo centro.

Erroneamente si crede che l’intuizione intellettuale, così come l’analisi logica, siano frutto esclusivo della mente umana.

In realtà la mente può essere una facoltà alleata dell’uomo se illuminata dalla dimensione divina dell’essere e deve da questa esser quindi purificata. È allora che il cuore, che non ha parola, può esprimersi attraverso di essa nel mondo materiale, facendosi atto.

Ciò che nel buddismo è chiamato la “Grande Mente”, non è la mente umana, ma l’immateriale, l’infinito campo di conoscenza che è oltre l’umano ma a cui l’uomo può accedere ancora in vita nel silenzio della ragione.

E’ ciò che Don Juan chiama l’Aquila: “Poiché non ho pensieri, vedrò. Poiché non temo nulla ricorderò me stesso. Distaccato, a mio agio sfreccerò oltre l’Aquila per essere libero”

Ritornando allo scopo iniziale di questo scritto, possiamo affermare, dopo queste necessarie precisazioni, che è la ragione che viene attaccata da i voladores, e per quanto istruita, non ha “visione”ed è limitata.

Dobbiamo immaginarla come una potente ricetrasmittente che si sintonizza sulle varie onde che capta, e la qualità della sua emissione e ricezione è in diretto rapporto con le emozioni.

Ora immaginate che l’uomo, in totale assenza di consapevolezza e dimenticando la sua natura spirituale, sia identificato totalmente con questo strumento, e che quest’ultimo sia preda di ogni sorta di segnale vagante nel’etere.

Terribile vero? E’ esattamente ciò che accade da sempre, ma con l’avvento della tecnologia tutto ciò ha assunto tinte drammatiche nell’uomo moderno.

Dietro ogni struttura di potere c’è un’entità energetica, che spreme l’energia dei suoi membri, come se ognuno di noi portasse un tolkieniano anello del potere, che irretisce la nostra volontà.

Così si compone questa gigantesca, fagocitante struttura chiamata sistema. Attraverso ciò che l’uomo mangia, sente, vede, viene distolto con ogni mezzo dal suo perfetto sentire. Irritazione, rabbia, desiderio, insoddisfazione, ansia, insomma tutte le emozione negative sempre più comuni nell’uomo tecnogeno, sono porte attraverso cui veniamo depauperati della nostra energia.

La sola arma, potentissima, che ha l’uomo a sua disposizione in questa battaglia, è la consapevolezza, attraverso la quale può distaccarsi ed elevarsi divenendo signore della propria vita e del proprio destino.

Con l’aiuto dell’imprescindibile volontà divina, attraverso il distacco e alimentando la propria volontà attraverso azioni consapevoli, l’uomo può rompere quei limiti che lo incatenano alle leggi del karma.

Anche il più piccolo atto di volontà consapevole, ne richiama un altro più grande, e gradualmente si ha come una riconquista della libertà che abbiamo dimenticato, ma che è connaturata al nostro essere. E’ ciò che Castaneda chiama “impeccabile intento”, una forza interiore che si costruisce attraverso la disciplina ed una serie di atti deliberati e puri.

Il potere personale è una sensazione simile all’essere fortunati. O forse si potrebbe definirlo uno stato d’animo. Il potere personale si aquisisce attraverso una vita di battaglie” 

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