COP26: quanta ipocrisia

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COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico si sta rivelando giorno dopo giorno, proprio come previsto, una vera barzelletta. Infatti, non solo si tratta dell’ennesimo incontro che si concluderà con le solite false promesse di leader in cerca di notorietà e visibilità, ma si sta rivelando un vero e proprio susseguirsi di gaffe.
In primis la maggior parte dei partecipanti sono arrivati a Glasgow, in Scozia, a cavalo di ben 400 jet privati, intasando così il piccolo aeroporto scozzese. Fra questi spicca il nome di Ursula von der Leyen, che è un habitué di brevi e costosi voli privati. Pare infatti che abbia volato su jet privato già 18 volte su 34 viaggi ufficiali, di cui uno fra Vienna e Bratislava (50km appena). Come possono pensare di combattere seriamente il “cambiamento climatico” se loro per primi inquinano il triplo di una persona normale costretta a treni, bus e metropolitane?
Un’altra gaffe l’ha fatta il governo britannico di Johnson nei confronti della ministra israeliana Karine Elharrar. Karine non ha potuto partecipare ad alcune delle riunioni a cui era chiamata perché non era presente un accesso per le persone disabili. Il ministro dell’energia è infatti costretto ad utilizzare una sedia a rotelle per via di una distrofia muscolare. Sconfitta dalla mancanza di alternative, il ministro israeliano è tornato in albergo dopo essersi ufficialmente lamentata con il governo britannico. Per un popolo che è abituato a fare da maestrino insegnando agli altri cosa sia giusto e cosa sbagliato è un grande contraccolpo mediatico.
Incontro dopo incontro l’ipocrisia dilaga a Glasgow, dove si è affrettata ad arrivare anche Greta Thumberg, che, in quanto ad ipocrisia, non ha da imparare da nessuno.

(Tratto da agi.it) – Esclusa da lavori Cop26, scuse Gb a ministra disabile israeliana

La ministra dell’Energia Karine Elharrar parteciperà al bilaterale dei premier Boris Johnson e Naftali Bennet

AGI – Il governo britannico si è scusato con la ministra dell’Energia israeliana, Karine Elharrar, alla quale ieri non è stato permesso partecipare ai lavori della Cop26 a Glasgow perché non c’era l’accesso per le sedie a rotelle. La rappresentante dello Stato ebraico in un tweet si è detta “dispiaciuta” per l’accaduto e la delegazione ha ufficialmente protestato.

Dell’incidente hanno anche parlato il premier Naftali Bennett con il padrone di casa Boris Johnson ed è stato deciso che la ministra partecipi al bilaterale tra i due.

Un incidente “profondamente spiacevole”, ha commentato il ministro dell’Ambiente, George Eustice, sottolineando che il governo britannico si è scusato con Elharrar, costretta in carrozzina da una distrofia muscolare.

Lo stesso Eustice però, in un’intervista precedente, aveva sollevato alcune questioni, sostenendo che sarebbe stato compito della delegazione israeliana fare presente agli organizzatori tale “necessità particolare”.

“Qualcosa è andato storto ma so che la maggior parte degli altri ingressi hanno l’accesso per le sedie a rotelle. Evidentemente lei si è presentata a un’entrata che non aveva una simile misura”.

Per Scope, organizzazione benefica nell’ambito della disabilità, quanto avvenuto è “inscusabile” e gli organizzatori “avrebbero dovuto prevederlo”. La Elharrar ha riferito ai media israeliani di essere stata costretta a restare per due ore fuori dal sito della Cop26, senza poter entrare perché l’unico modo era “camminare per quasi un km o salire su una navetta non accessibile con una carrozzina”. A quel punto, era rientrata in hotel in Edimburgo a 50 km di distanza.

Come ha sottolineato il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, “è impossibile prendersi cura del futuro, del clima e della sostenibilità se non ci prendiamo prima cura della gente, dell’accessibilità e delle persone con disabilità”.

 

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