La lezione orientale

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La precipitosa e rocambolesca ritirata di statunitensi e alleati dall’Afghanistan ci danno la possibilità di sfatare una credenza ben radicata dalle nostre parti: ovvero che l’oriente sia oramai ‘modernizzato’, una estensione occidentale, materializzata e desacralizzata.
Renè Guénon, in ‘La crisi del mondo moderno’, stigmatizza il pensiero occidentale che vuole oramai un oriente in linea con la (decadente) civiltà europea/americana. Seppur esistano in Oriente elementi occidentalizzati che causano spesso perturbazione e agitazione “per conto nostro, crediamo che non sia ancora il momento di esagerare l’importanza di questi elementi”. Esiste un Oriente che in maggioranza non ha alcuna voglia di farsi conoscere, né di dialogare con le logorroiche democrazie occidentali.
La questione Afgana regala un affresco evidente di quanto affermato da Guénon. Venti anni di invasione occidentale che non hanno piegato in alcun modo il Popolo Afgano. I più grandi e tecnologicamente avanzati eserciti del mondo non hanno potuto nulla contro la tenacia di un Popolo abituato a lottare, a non arrendersi, che sa aspettare. Americani&Co. in venti anni guerra non sono riusciti in alcun modo a modificare la civiltà degli afgani, che li hanno costretti ad una guerra corpo a corpo, volontà contro volontà, in cui i talebani erano di gran lunghi superiori. Un combattente Talebano spiega ad un inviato della stampa occidentale: “Il Profeta dice che la guerra è una cosa ingannevole, a volte avanzi e a volte ti ritiri. Ma se noi ci ritiriamo adesso è per tornare dopo”.
i Talebani rappresentano una fazione degli afgani e al momento stanno avendo la meglio su tutti gli altri gruppi e hanno guidato – e vinto – la resistenza anti-USA. Con ciò non vogliamo di certo superare le numerose riserve verso i Talebani – che possono essere condannati per moltissime ingiustizie perpetrate – ma piuttosto intendiamo sottolineare che la super-potenza USA, glitterata e con i “fucili alla moda“, ha fatto fagotto e se ne è andata, vinta da un esercito meno attrezzato, meno blasonato ma certamente maggiormente disposto a lottare e morire per la propria vittoria.
Solo una piccola parte degli ‘abitanti della città’ si è lasciata persuadere dallo stile di vita materialista che gli occidentali gli hanno portato in dono. Il resto del Popolo afgano è rimasto dritto, hanno saputo aspettare che l’invasore si stancasse di combattere e sono tornati.