Nuove varianti in saldo e Natale a rischio; cosa vi avevamo detto?

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La nuova variante sudafricana salva un governo in affanno e ci fa ripiombare nell’incubo dello scorso inverno. Sembra proprio una coincidenza, ma quando il governo, sotto diverse volte in Parlamento e sempre più in difficoltà, ha varato nuove restrizioni, ecco che arriva, come un deus ex-machina, una nuova “pericolosissima” variante. Proprio come è successo l’anno scorso, con la “variante inglese” che ha terrorizzato l’Europa intera, ora i mass media stanno manipolando e modificando le informazioni per terrorizzare i cittadini italiani.
Questo inverno è però diverso per numerosi motivi rispetto a quello dell’anno scorso. Se l’anno scorso i media e lo Stato promettevano nel vaccino una cura miracolosa, capace di sconfiggere il covid e salvare un’umanità allo sbando, quest’anno a salvarci sarà l’apartheid dei non vaccinati, dei negazionisti e dei no-vax. Dopotutto, in seguito al fallimento del vaccino come cura – siamo infatti alla terza dose e in certi paesi si sta già parlando della quarta- gli stregoni dell’informazione devono trovare un colpevole verso cui aizzare le persone spaventate e sempre più smarrite.
Preparatevi, dunque, ad una nuova e imponente campagna mediatica invernale, incentrata sulla demonizzazione dei non vaccinati e sulla loro reclusione in casa. È necessario, oggi più che mai, stracciare le bende delle falsità del mondo moderno.

(Tratto da Ansa.it) – Nessuna restrizione per viaggi nell’Ue con il Green pass

BRUXELLES – La raccomandazione sui viaggi all’interno dell’Ue presentata dal commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, propone un approccio più centrato sulla situazione personale di chi viaggia rispetto al metodo attuale, basato sulle mappe aggiornate dall’Agenzia europea per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc).

“Una persona in possesso di un green pass Covid valido in linea di principio non dovrebbe essere soggetta a ulteriori restrizioni, come test o quarantena, indipendentemente dal luogo di partenza nell’Ue”, ha detto Reynders, ma dovrebbero essere scoraggiati i viaggi da e per le zone “rosso scuro”.

“Raccomandiamo agli Stati membri un periodo di validità standard per il green pass di nove mesi dalla vaccinazione completa. Al di là dei nove mesi il certificato non dovrebbe più essere accettato a meno che non sia stata somministrato un richiamo”.

Per evitare approcci divergenti – ha spiegato Reynders – “la Commissione propone un periodo standard di accettazione di 9 mesi per i certificati di vaccinazione rilasciati dopo il completamento della serie di vaccinazioni primarie. Il periodo di 9 mesi tiene conto della guida dell’Ecdc sulla somministrazione di dosi di richiamo a partire da 6 mesi e prevede un periodo aggiuntivo di 3 mesi per garantire che le campagne di vaccinazione nazionali possano adeguarsi e i cittadini possono accedere ai booster”.

Questo significa che, nel contesto dei viaggi, gli Stati membri non dovrebbero rifiutare un certificato di vaccinazione rilasciato da meno di 9 mesi dalla somministrazione dell’ultima dose della vaccinazione primaria. Gli Stati membri dovrebbero adottare immediatamente tutte le misure necessarie per garantire l’accesso alla vaccinazione per quei gruppi di popolazione i cui certificati di vaccinazione precedentemente rilasciati si avvicinano al limite di 9 mesi.

“Per i richiami al momento, non ci sono studi che affrontino espressamente la loro efficacia e quindi non è possibile determinare un periodo di accettazione per i richiami. Tuttavia, visti i dati emergenti, ci si può aspettare che la protezione dalle vaccinazioni di richiamo possa durare più a lungo di quella risultante dalle serie di vaccinazioni primarie”. La Commissione seguirà da vicino le nuove prove scientifiche emergenti sulla questione.

Le mappe dell’Ecdc restano, ma cambiano i criteri per definire i colori, ovvero si combinano i nuovi casi col numero di vaccini somministrati ed i test eseguiti. L’utilizzo delle mappe sarà principalmente a scopo informativo ma servirà anche a coordinare le misure per le aree con un livello di circolazione del virus particolarmente basso (verde) o particolarmente alto (rosso scuro). Per questi settori si applicherebbero norme specifiche in deroga all’approccio basato sulle persone.

Per i viaggiatori provenienti da aree verdi non dovrebbero essere applicate restrizioni. Dovrebbero essere invece scoraggiati i viaggi da e per le zone rosso scuro, dato l’alto numero di nuovi contagi presenti, e le persone che non sono state vaccinate o guarite dal virus dovrebbero essere obbligate a sottoporsi ad un test prima della partenza e alla quarantena dopo l’arrivo.

“La Commissione europea propone che gli aggiornamenti della raccomandazione per i viaggi all’interno dell’Unione si applichino a partire dal 10 gennaio 2022, per concedere tempo sufficiente per l’approccio coordinato”, ha aggiunto Reynders, al termine della conferenza stampa.

Dal primo marzo “tutti quanti sono vaccinati con sieri che sono stati autorizzati dalla Commissione europea” e dall’Ema “potranno sempre entrare nell’Unione europea” senza restrizioni aggiuntive. Ma la validità della vaccinazione riconosciuta dalla Ue, dal 10 gennaio, sarà di 9 mesi. Lo ha annunciato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, presentando una nuova raccomandazione che cambia le regole attuali, passando da un approccio centrato sul Paese a quello basato sulla persona. Saranno ammessi anche tutti i sieri riconosciuti dall’Oms, ma in questo caso sarà necessario anche il tampone.