Le ultime dal mondo distopico: a Roma la mobilità la dirigerà Google

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Forse è passata un po’ in sordina la notizia uscita qualche giorno addietro riguardante il fatto che il nuovo sindaco di Roma, Gualtieri, abbia in mente di delegare la gestione e il controllo del traffico cittadino al colosso Google per risolvere “definitivamente” i problemi del traffico dell’Urbe, segnando di fatto un precedente enorme nella politica gestionale nazionale; ma non è passata inosservata agli occhi dei nostri attenti lettori che ci segnalano l’accaduto. 
Il Campidoglio avrebbe pronti, non a caso, già 6 milioni di euro (mica bruscolini) stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per provvedere all’installazione a Roma di “semafori di ultima generazione”. Fin qui tutto più o meno normale se non fosse che si è fatto apertamente il nome e resa pubblica la volontà di demandare tutto a Google, aggiungendo che se questi soldi non dovessero bastare (!!!) sarà possibile integrare la somma utilizzando i bandi del Pnrr, con tempi però più lunghi.
Google, dicono, penserebbe a tutto ciò che concerne la parte tecnologica, intelligenza artificiale e satelliti compresi. I semafori, con connessione e montaggio, verranno invece commissionati alla ditta che vincerà la gara, nemmeno a dirlo, a livello europeo e con buona pace di garantire degli introiti ad aziende nazionali.
Si partirà con “gli incroci pericolosi, e sfruttando l’intelligenza artificiale, insieme agli agenti della Municipale, potremo fare anche le multe (che fare un po’ più cassa sulle spalle del già martoriato contribuente, fosse anche reo non guasta mai). L’obiettivo, secondo questi signori, oltre a ridurre gli imbottigliamenti, è mettere fine alla “strage sulle strade”. Andrea Giuricin, esperto di Economia dei Trasporti della Bicocca (già ci sentiamo sicuri) di Milano e docente dell’Istituto Bruno Leoni, è certo che il progetto  possa essere “realizzato in tempi brevi. Google ha la tecnologia, la sfrutta da anni con le app come Google Maps, non partono da zero”.
Oltre che sui semafori, secondo il docente si dovrebbe, in una città come Roma, intervenire anche sulle macchine in doppia fila. Ed ecco un punto secondo noi centrale: “Certamente potrebbe comunque essere un notevole passo avanti verso le smart city, ovvero città connesse dove tutti i servizi, dai trasporti agli uffici pubblici, sono regolati da algoritmi”. Paura? Fate bene.
Chi vive a Roma sa bene che il problema del traffico non risiede nei semafori, che probabilmente possono contribuire in qualche modo, ma non sono la causa scatenante. A Roma c’è traffico, un esasperante traffico, perché per decenni non si è seguito un piano urbanistico “pensato”, perché mai si è fatta una costruzione e una manutenzione costante delle infrastrutture stradali, perché ci sono più automobili e altri mezzi di circolazione a motore privati che abitanti, perché il servizio pubblico di trasporti è sempre stato carente e mille altri perché, ma non certo a causa esclusiva dei semafori “di vecchia generazione”! Così come anche le “stragi stradali” non sono il frutto e la colpa di questi semafori!
Tutto questo sembra l’ennesima e vuota proposta-specchietto politica, di una politica vuota, che nulla andrà a portare di veramente nuovo e utile nelle tasche e nella vita del cittadino (a Google e co., invece, assolutamente si). Mentre un impatto funesto ma reale sulle vite dei romani oggi e degli Italiani poi lo avrà eccome, perché una cosa se tutto questo accadrà sarà vera, un colosso dell’economia privata, apolide e globale, avrà in mano una fetta enorme della gestione pratica di una delle infrastrutture pubbliche più importanti e cioè la rete stradale, oggi urbana di Roma, e domani?
Una società dove lo stato, il pubblico, si deresponsabilizza sempre di più, dove i dati della vita dei suoi cittadini vengono utilizzati come merce di scambio per il miglior offerente, dove le criticità pubbliche invece di venir risolte cercando di trasformarle in nuove possibilità di riscatto e utilità per gli enti nazionali vengono invece rese come nuove e propizie attività per i colossi mondiali. Ma se Roma sarà la prima in Italia, non è la prima nel mondo, infatti, Israele è già da tempo che sta sperimentando tutto questo, e noi impariamo sempre dai migliori, da quel faro di umanità, civiltà e bontà umana che è “l’unica democrazia del Medio Oriente”…
Si noti, ovviamente, che per Google saranno fondamentali le informazioni che riuscirà ad acquisire grazie agli smartphone che utilizzano i suoi servizi, come Google Maps e Android, presente nel 70% dei cellulari. E come dice la giornalista di cui vi lasciamo l’intero articolo qui sotto “Sempre più monitorati, anche a discapito della privacy. Ma quantomeno arriveremo in orario”. E qui vorremmo ridere e fare la classica battuta del “Quando c’era LVI” ma evitiamo perché in realtà c’è solo da piangere.

(Tratto da ilgiornale.it) – “Il piano del Campidoglio: sarà Google a gestire i semafori” di Valentina Dardari

L’idea del neosindaco Gualtieri è quella di farsi aiutare dal cervellone di Google per gestire il traffico della Capitale

Il Campidoglio starebbe pensando a una soluzione per gestire al meglio il traffico di Roma e ridurre ingorghi e sprechi di carburante. L’esperimento è già stato fatto in Israele e presto potrebbe interessare anche Rio De Janeiro. Subito dopo potrebbe essere la volta della Capitale italiana, insieme a Milano. L’idea è quella di far gestire i semafori direttamente a Google, attraverso una tecnologia che si basa sull’intelligenza artificiale.

Il piano del Campidoglio per snellire il traffico

La giunta di Roberto Gualtieri, e in particolare l’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè, dovrebbe incontrare a breve i rappresentanti di Google in Italia per poter discutere di questa rivoluzionaria prospettiva. A darne notizia è stata l’edizione romana de Il Messaggero, che sembra sia riuscita ad accedere al documento in Campidoglio. All’interno del dossier ci sarebbe un piano per la gestione dei semafori di Roma attraverso Google. Roma, oltre al problema dei rifiuti, deve anche combattere quotidianamente con quello del traffico. L’obiettivo sarebbe quindi quello di decongestionare le strade della Città Eterna e, allo stesso tempo, di far risparmiare i romani sul carburante, riducendo anche le emissioni di CO2.

Il colosso californiano sfrutterebbe i satelliti americani che calcolano i flussi di traffico in tempo reale, andando così a far risparmiare gli automobilisti sia per quanto riguarda il tempo che i costi sulla benzina. Secondo gli esperti americani gli esborsi potrebbero essere ridotti anche del 10-20%. Un bel traguardo per Roma che nell’ultimo rapporto Inrix Global Traffic 2021 risulta essere la città più congestionata d’Italia. Un primato di cui non andare particolarmente fieri. All’anno i romani passano in auto circa 66 ore.

Risparmi su tempo e carburante

Nel documento in Campidoglio si legge che Google sta sviluppando progetti per rendere “più efficienti i percorsi stradali nei centri urbani, anche in chiave sostenibilità ambientale”. L’idea è quella di sfruttare “l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dei semafori”. In Israele si è visto che le nuove tecnologie riescono a “prevedere le condizioni del traffico e fare in modo che i semafori si alternino nel momento migliore, ottenendo come risultato una riduzione del 10-20% del consumo di carburante e dei ritardi agli incroci”. La prossima città interessata potrebbe essere quella brasiliana di Rio De Janeiro e poi, forse, potrebbe toccare anche a Roma e Milano. Al momento il documento si troverebbe sulla scrivania dell’assessore ai Trasporti che sarebbe pronto a un incontro con i referenti italiani del colosso americano per vedere se il piano è realmente fattibile. Il Campidoglio avrebbe già 6 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per provvedere all’installazione a Roma di semafori di ultima generazione. Se questi soldi non dovessero bastare sarà possibile integrare la somma utilizzando i bandi del Pnrr, con tempi però più lunghi. Qualora invece dovessero risultare sufficienti i soldi del governo, si potrebbe iniziare subito, appena firmato l’accordo con Google.

Come sfruttare l’intelligenza artificiale

Il colosso penserebbe a tutto ciò che concerne la parte tecnologica, intelligenza artificiale e satelliti compresi. I semafori, con connessione e montaggio, verranno invece commissionati alla ditta che vincerà la gara a livello europeo. Gli esperti hanno stimato un tempo di 6 mesi. Patané ha spiegato che gli impianti verranno posizionati “agli incroci pericolosi, e sfruttando l’intelligenza artificiale, insieme agli agenti della Municipale, potremo fare anche le multe. L’obiettivo, oltre a ridurre gli imbottigliamenti, è mettere fine alla strage sulle strade”. Andrea Giuricin, esperto di Economia dei Trasporti della Bicocca di Milano e docente dell’Istituto Bruno Leoni, è certo che il progetto”possa essere realizzato in tempi brevi. Google ha la tecnologia, la sfrutta da anni con le app come Google Maps, non partono da zero”. Oltre che sui semafori, secondo il docente si dovrebbe, in una città come Roma, intervenire anche sulle macchine in doppia fila. Certamente potrebbe comunque essere un notevole passo avanti verso le smart city, ovvero città connesse dove tutti i servizi, dai trasporti agli uffici pubblici, sono regolati da algoritmi.

In Israele la sperimentazione è stata avviata in quattro zone, tra cui le città di Haifa e Be’ er Sheva. Qui i sensori sono stati installati nelle strade e in prossimità di incroci e monitorano il traffico in tempo reale facendo scattare il verde o il rosso in modo da rendere il più scorrevole possibile il passaggio delle automobili. Il progetto riguarda poi l’intera rete stradale cittadina. I semafori lavoreranno insieme per snellire il traffico. Per Google saranno fondamentali le informazioni che riuscirà a ottenere grazie agli smartphone che utilizzano i suoi servizi, come Google Maps e Android, presente nel 70% dei cellulari. Sempre più monitorati, anche a discapito della privacy. Ma quantomeno arriveremo in orario.