Rovesciare i simboli: il Covid non è la nostra Troia in fiamme

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“La questione del rovesciamento dei simboli è dunque assai complessa, diremmo volentieri estremamente sottile, poiché ciò che si deve esaminare, per vedere con che cosa si ha veramente a che fare nei singoli casi, non sono tanto le raffigurazioni prese nella loro «materialità», quanto le interpretazioni che le accompagnano e con le quali si spiega l’intenzione che ha suggerito la loro adozione. Anzi, la sovversione più abile e più pericolosa è certamente quella che non presenta singolarità troppo evidenti e che chiunque può facilmente individuare, che deforma il significato dei simboli e rovescia il loro valore senza apportare la pur minima variazione al loro aspetto esteriore.”
René Guénon, Il rovesciamento dei simboli, in Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi

(Tratto da ansa.it) – Amazzonia, 12 ore con il papà sulle spalle per vaccinarlo. L’impresa del giovane indigeno Zoé fa giro del mondo sui social

Sei ore di cammino nella selva brasiliana con il papà sulle spalle, e altre sei per tornare nel proprio villaggio: è l’impresa attribuita a Tawy Zoé, un giovane indigeno, per permettere al proprio genitore di vaccinarsi con la prima dose contro il Covid, secondo quanto raccontato dal medico Erik Jennings.

Il quale sul proprio profilo Instagram ha pubblicato una foto di padre e figlio che sta facendo il giro del mondo. “È lo scatto più significativo del 2021”, ha scritto Jennings, che ha diffuso la foto di Tawi Zoé e del padre Wahu lo scorso 2 gennaio.

Secondo Bbc World, la zona in cui vivono i due è lo stato di Pará, nel nord del Brasile, in una zona di foresta considerata altamente protetta per il proprio valore ecologico. Jennings ha spiegato al quotidiano spagnolo El Mundo di essersi occupato della vaccinazione della popolazione dell’area. “È arrivato il 2022 e nessun caso di Covid-19 è stato registrato nella popolazione di Zoé”, ha aggiunto il medico su Instagram.