Le fiabe tradizionali | Cuib femminile (Il corvo e i suoi piccoli)

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A cura del Cuib Femminile RAIDO

I racconti che stai per leggere, caro piccolo amico, furono scritti più di cento anni fa da un grande scrittore russo, che già era ammirato in tutta l’Europa perché aveva scritto un grandissimo romanzo, intitolato “Guerra e Pace” 
L’autore si chiamava Lev (= Leone) Tolstoj, conte di Jasnaja Poljana. Quest’uomo era dunque famoso, nobile e ricco; aveva combattuto eroicamente nel Caucaso, aveva ricoperto importanti cariche pubbliche e possedeva molte terre. Ma, a differenza di altri proprietari del suo tempo, era tanto generoso e amante della giustizia che cominciò a liberare i suoi servi e a spartire i terreni fra i suoi contadini. Avrebbe anche voluto che tutti potessero istruirsi: sapeva infatti che a nulla avrebbe giovato essere liberi dalla schiavitù della terra, se si restava schiavi dell’ignoranza.(…)
(testo tratto dall’introduzione del libro Fiabe e Racconti di Lev Nikolàevič Tolstoj) 
 
Parola chiave ONESTA’ 
Buona lettura!
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Un corvo aveva fatto il nido su un’isola, e quando i piccoli vennero alla luce esso volle trasportarli a uno a uno dall’isola sulla terraferma. Ne prese uno tra gli artigli e volò con lui sopra il mare.
Quando il vecchio corvo si trovò in mezzo al mare, si sentì sfinito, e batteva le ali sempre più lentamente. Pensò: «Ora io sono forte e lui debole e perciò lo trasporto al di là del mare; ma quando lui sarà grande e robusto, e io mi troverò indebolito per la vecchiaia, si ricorderà delle mie fatiche e mi trasporterà così da un posto all’altro?» E il vecchio corvo chiese al suo piccolo: – Quando io sarò debole e tu sarai forte, mi porterai così? Dimmi la verità. Il piccolo corvo ebbe paura che il padre lo lasciasse cadere in mare e rispose: – Certo che ti porterò! Ma il vecchio padre non credette al figlio, aprì gli artigli e lo lasciò cadere.
Il piccolo cadde come un batuffolo e affogò. Il vecchio corvo se ne tornò da solo, attraversando il mare, alla sua isola. Prese un altro piccolo, e lo portò a volo al di sopra del mare. Di nuovo, allorché fu in mezzo al mare, si sentì sfinito e domandò al figliolo se, quando fosse vecchio, l’avrebbe portato così da un posto all’altro. Il piccolo ebbe paura che il padre lo lasciasse cadere e, come l’altro rispose: – Certo che ti porterò. Neppure a questo figlio credette il padre, e lo lasciò cadere in mare. Allorché il vecchio corvo fu un’altra volta di ritorno al suo nido, non gli restava che un piccolo solo.
Lo afferrò e con lui prese il volo sopra il mare. Allorché giunse a metà cammino e si sentì spossato, gli domandò: – Quando io sarò vecchio, mi darai da mangiare e mi trasporterai così da un luogo all’altro? Rispose il piccolo: – No, non lo farò. – E perché mai? gli chiese il padre. – Quando tu sarai vecchio e io sarò grande, avrò anch’io il mio nido e i miei piccoli, e dovrò nutrire e trasportare i figli miei.
Pensò allora il vecchio corvo: «Questo ha detto la verità: perciò mi farò forza e lo trasporterò al di là del mare» E il vecchio corvo non lasciò cadere il suo piccolo, ma con le ultime forze che gli restavano riprese a battere le ali e lo portò sulla terraferma affinché anch’egli potesse costruire il suo nido e allevare i suoi figli.