Coscienza e Dovere | Riflessioni in alta quota

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Nulla sa mettere a nudo l’uomo, le sue debolezze e le sue vigliaccherie, come sa fare la montagna.
I passi si alternano, l’uno dopo l’altro, con i pensieri, che battono incessantemente nella testa quanto più cresce lo sforzo. Salendo in vetta, ci si rende conto di quanto ognuno di noi sia piccolo su questo mondo: la vana gloria e le illusorie sicurezze, tanto grandi a valle, rimangono lì: così piccole e inutili dalla vetta! Lì su, si è soli a combattere contro la stanchezza e contro quella vocina che ci sobilla verso il basso, che ci invita alla piattezza della comoda, calda pigrizia.
Si parte in allegria su quel sentiero che va dritto verso la cima, in compagnia della “gente migliore”, per dirla alla Morsello, quella che vive ogni giorno le tue stesse sfide, che sente allo stesso modo, che ama e difende con la tua stessa forza.
Tutti sanno più o meno bene ciò che li aspetta: è il motivo per cui tu sei lì ora, il motivo per il quale tutti hanno sacrificato impegni e piaceri per essere presenti. Attimi da vivere in modo lucido e presente se si intende custodire la grandezza di questa esperienza che, altrimenti, svanirebbe non appena si sarà a valle, tornando nella vita di sempre.  
Si parte, tutti insieme. C’è chi ride, c’è chi parla e c’è chi è più pensieroso, c’è poi chi è alle prime armi e non sa cosa aspettarsi e chi, invece, di esperienza ne ha già tanta sulle spalle e cerca di risparmiare il fiato per la salita. 
La montagna riassume l’andamento sinusoidale della vita: con le sue salite e le sue discese, disegna l’armonia fra lo sforzo e la distensione, in cui, però, deve essere sempre costante l’attenzione. Di fatto, spesso si sottovaluta la discesa, ma è proprio lì che ci si può far più male. Sono, poi, molti i momenti in cui ci si ritrova soli a camminare fra il vento e la neve oppure sotto il sole cocente di mezzogiorno. Ci si ritrova, tutto d’un tratto, da soli con i propri pensieri. È proprio in questo momento che inizia la guerra interiore contro il proprio ego. L’obiettivo è lontano e sai che dovrai faticare ancora per arrivare. Magari sei l’ultimo del gruppo e ti senti anche un peso per gli altri: ti poni mille domande inutili, ma dubbi e ansie sono solo il riflesso dell’ego che vorrebbe prevalere su di te.
Dall’esterno, sembra che tu stia solamente camminando in una direzione ma, in realtà, dentro te è in corso una vera e propria guerra. Senti dentro mille voci che ti chiamano e che ti urlano di tornare indietro, ma cerchi di ignorarle, di tirare dritto e fare ciò che è giusto: continuare il cammino; proprio come nella vita, in cui tanti sono i lupi che ululano alle tue orecchie e cercano di farti mollare. In questi momenti, come in montagna, sei da solo a combattere: tutto dipende da quanto il tuo spirito sia temprato e, se anche dovessi cadere, da quanto sarai disposto a rialzarti. 
Raggiungi il gruppo che si è fermato per aspettare quelli rimasti indietro. Con quei camerati, il rapporto è sincero e limpido come l’acqua; sai che per te faranno solo il vero bene. Non ti aspetti commiserazioni o elogi, ma solo un rettificante invito alla lotta. Riprendi fiato, bevi un sorso d’acqua e riparti, con maggior consapevolezza e coscienza del dovere da compiere. 
Manca poco per arrivare, il peggio è passato. Le voci che ti invitavano a lasciar perdere tutte quelle fatiche e sacrifici adesso sono scomparse come nebbia alle prime luci del sole. Procedi verso la vetta, con la gioia nel cuore nonostante la grande stanchezza: le gambe tremano, il respiro è affannato. 
Scavalcato l’ostacolo della vita comoda, fatta di vizi e di giustificazioni che soffocano il cuore è proprio lì, in quel preciso momento, che ti rendi conto che esistono altri linguaggi, altre misure, altre altezze oltre i propri bisogni e istinti.
Molte volte, nella vita quotidiana, ci capita di percorrere strade difficili. Ci troviamo a dover fare i conti con sfide che ai nostri occhi sembrano molto più grandi di noi. Soprattutto nei primi passi, la via da dover percorrere appare interminabile ma sarà la felicità che conserviamo nel cuore e la consapevolezza per la scelta fatta che ci porteranno al  raggiungimento di quell’obiettivo, che inizialmente sembrava impossibile da raggiungere.
È ora di tornare alle macchine, inizia a fare buio. 
Rientrato in casa, come ben sapevi quando sei partito per l’escursione, senti che qualcosa dentro te è cambiato. Non sei lo stesso di quando sei partito. Questa esperienza, come molte altre nella vita di un militante, ti ha insegnato molto: è il vivere la vita come militia, a trecentosessanta gradi, che migliorerà te stesso e che saprà farti comprendere il mondo in maniera più profonda e completa.
Ciò che noi facciamo si basa su una visione del mondo che orienta ogni nostra azione e parola nella Verità. Sei un privilegiato e lo sai: puoi vivere secondo l’antica massima Vita est Militia super terram. 
E non è per tutti.