Il PD? Il Partito della guerra (e degli armamenti a spese dei contribuenti)

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Qualche giorno fa Roma si è svegliata con dei manifesti dove si ironizzava su Enrico Letta e il PD, rei di sostenere in queste settimane una politica belligerante e guerrafondaia sulla questione ucraina.
E, così, mentre il PD – in barba all’Art. 11 della “Costituzione più bella del mondo” – sosteneva in Parlamento l’invio di armi all’Ucraina e l’aumento della spesa del PIL dedicata agli armamenti, in strada comparivano centinaia di manifesti della sinistra radicale romana tesi a palesare questa eterna contraddizione interna alla Sinistra: “anti-sistema” (a chiacchiere) sì, ma a targhe alterne.
Ma non è della solerzia con cui il Comune di Roma (in mano al PD, che casualità!) ha rimosso i pericolosissimi manifesti, di cui vogliamo parlare. Quei manifesti, del resto, erano solo colpevoli di dire nient’altro che la verità, e sono stati rimossi con una sospetta solerzia, mentre cinghiali e roditori invadono quotidianamente e senza disturbo alcuno le strade della Capitale.
Quindi, non vogliamo criticare l’operato del Comune, la cui (interessata) tempestività si commenta da sé. Vogliamo palesare un dato molto semplice circa il coinvolgimento di pezzi importanti del PD nel settore della produzione delle armi in Italia. Chi produce e commercia armi in Italia? Chi ha interesse a grandi commesse, esportazioni d’armi e a che la situazione in Ucraina non trovi una rapida soluzione?
Non sappiamo esattamente le risposte ma possiamo fare alcuni nomi, magari poco noti al grande pubblico ma di pubblico dominio (e verificabili con pochi click), di chi dirige le grandi aziende coinvolte nella produzione ed export di armi dell’Italia… 
1) Fondazione Leonardo, il cui Presidente è Luciano Violante (PD); 2) Fondazione Med-Or., il cui Presidente è Marco Minniti (PD); 3) Finmeccanica. Amministratore Delegato: Alessandro Profumo (PD); 4) Agenzia Industrie Difesa il cui Direttore Generale è Nicola La Torre (PD). Casualità?

(Tratto da Affaritaliani.it) – Ucraina, a Roma Letta paragonato a Mussolini. I manifesti fake deridono il Pd
Enrico Letta viene deriso, nuovamente, in un manifesto affisso per Roma: la critica, dall’estrema sinistra, arriva nei confronti del segretario del Pd criticato per la sua posizione nei confronti della guerra in Ucraina.

Tornano i manifesti, a Roma, dove Enrico Letta, segretario del Pd, viene descritto come un guerrafondaio, pronto a tutto pur di sostenere la Nato e di andare contro alla Russia di Putin.

Se a inizio mese il leader dem era stato raffigurato con un elmetto (fake) pronto ad “arruolare” e “arruolarsi” per il conflitto in Ucraina, ora vicino alla foto di Letta vengono scritti dei motti pro guerra e viene riportata la celebre frase detta da Mussolini il 10 giugno 1940 per annunciare l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale. La famosa espressione con la quale il duce dichiarava guerra a Francia e Inghilterra era “Vincere e vinceremo!”.

Frasi ovviamente mai dette dal segretario del Pd, ma che sono state scritte vicino al suo volto nel manifesto pubblicato a Roma nel weekend. Sulla foto si legge: “La parola è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa è già trasvola ed accende i cuori delle alpi all’oceano indiano: VINCERE! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa e al mondo”. In alto, a caratteri cubitali, c’è invece scritto: “Credere alla Nato, Obbedire alla Nato, Combattere per la Nato”.