Perché ‘Il Sole 24 Ore’ rosica se la Russia va (da sola) su Marte?

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In queste settimane stiamo assistendo a una russofobia montante e cieca, degna di un vero e proprio “sonno della ragione” per usare una categoria tanto cara ai sostenitori del politicamente corretto. Infatti, anche una testata considerata seria, qual è “Il Sole 24 Ore” – che si è recentemente guadagnata il titolo di primo quotidiano italiano per credibilità (secondo il Reuters Institute) – si è lasciata affascinare dalla tentazione del conformismo duro e puro contro Mosca. 
In un recente articolo, infatti, la testata di Confindustria, ha commentato la recente decisione (unilaterale) dell’Agenzia spaziale europea di uscire dalla partnership con la sua omologa russa, nel progetto di missione per l’esplorazione su Marte. Con toni degni di una più divertente (e irriverente) gazzetta livornese quella che dovrebbe essere la voce ufficiale dell’industria italiana stigmatizza con toni patetici la scelta russa di proseguire comunque nel progetto dedicato al pianeta rosso.
E cosa fa, il quotidiano di Confindustria, per stigmatizzare la (legittima) scelta dell’Agenzia spaziale russa? Anzitutto utilizza come immagine di copertina (realizzata graficamente con Paint?) il faccione di Putin accostandolo a Corrado Guzzanti in versione “Duce-fascista su Marte”, esattamente come abbiamo riproposto a corredo di questo articolo. Poi, accosta il cognome del responsabile della missione spaziale russa (che avrà come minimo il quadruplo delle lauree dell’estensore del pezzo in questione) al protagonista de “l’Idiota” di Dostoevskij, perché omonimi: roba da terza media o film di Alvaro Vitali.
Ma è quando si tratta di analizzare i termini dell’opportunità della scelta russa di proseguire nella missione che “il Sole” dà il meglio/peggio. I russi sono sbeffeggiati perché hanno deciso di portare comunque avanti la missione e andare da soli su un pianeta: ma non è la stessa cosa la fecero nel 1969 gli americani sulla Luna? Per carità, altri tempi, altri scenari, ma allora per equità vogliamo vedere pubblicato sul giornale in questione il faccione di Neil Armstrong a fianco – almeno! – a quello di Starace o di un gerarca qualsiasi e fare così un po’ di “sana” cancel-culture! Infine – e qui sta tutta la faciloneria di un quotidiano che pretende di parlare alla pari con un Paese (la Russia) che nello spazio ci è andato per davvero – si dimentica (o si finge, è lo stesso) che su Marte ci vogliono andare molti Paesi (pure la Cina e gli Usa).
E questo perché la conquista dello spazio – per quanto possa sembrare qualcosa di inutile a noi italiani – è effettivamente un asset strategico e potenzialmente determinante per l’approvvigionamento di informazioni e materie prime. Soprattutto, il cosmo è esso stesso per definizione una estensione del campo geopolitico propriamente terrestre, in cui esercitare la “sovranità” – parola poco nota nella Redazione del “Sole”? – di qualunque Stato che mira ad un ruolo primario nel mondo.

(Tratto da ilsole24ore.com) – La Russia andrà da sola su Marte (dopo i fascisti di Guzzanti) di Francesco Prisco

Aiuto: la Guerra Fredda 2.0 figlia della terribile guerra in Ucraina è improvvisamente andata in orbita! Prima la decisione dell’Agenzia spaziale europea di interrompere la cooperazione per la missione ExoMars, poi la minaccia più volte reiterata da Mosca di far cadere la Stazione spaziale internazionale in un posto a caso del mondo Occidentale, causa sanzioni contro la Russia, e ora qualcosa di completamente diverso: l’agenzia spaziale russa Roscosmos fa sapere che invierà da sola una missione su Marte. Lo annuncia il direttore del programma Dimitry Rogozin (stesso cognome del personaggio dell’Idiota di Dostoevskij che, rimasto senza un rublo, torna all’ovile per reclamare l’eredità paterna).

«Perderemo diversi anni, ma copieremo il nostro modulo di atterraggio, lo forniremo di un veicolo di lancio Angara e condurremo questa spedizione di ricerca dal nuovo sito Vostochny Cosmodrome in modo indipendente», ha detto Rogozin su Telegram. Il direttore del programma ha quindi pubblicato la copia della lettera in cui il dg dell’Esa, l’austriaco Josef Aschbacher, informa i russi della decisione di sospendere il progetto ExoMars. «In effetti, questo è un evento molto triste per tutti gli appassionati di spazio. Ciò significa che la missione congiunta russo-europea su Marte prevista per settembre 2022 è stata cancellata», ha sottolineato Rogozin.

Russi da soli su Marte, insomma, mentre qui sul pianeta Terra più modestamente si discetta di una tragedia umanitaria senza fine e su se la «democratura» instaurata in Russia da Vladimir Putin abbia più a che fare col nazismo o col fascismo. Vladislav Inozemtsev, economista russo, direttore del Centro di studi post-industriali di Mosca, propende per la seconda opzione. Sono tempi davvero difficili per la satira, la voglia di sorridere sulle storture del mondo è prossima allo zero, ma è un attimo andare con la mente all’unico grande precedente di superpotenza autarchica sbarcata sul Pianeta Rosso: i Fascisti su Marte di Corrado Guzzanti. Le divise sono simili, la retorica irredentista la stessa, il dubbio uno: chissà che ne pensano i marziani. Dopo la più grande pandemia dai tempi della Spagnola e il più estenuante braccio di ferro Nato-Russia dai tempi della crisi missilistica, ci mancherebbe solo la guerra dei mondi.