Tesla obbliga i dipendenti di Shangai a dormire in fabbrica per non fermare la produzione col lockdown

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Come è umano Elon Musk! Per consentire a tutto il mondo di acquistare e guidare una costosissima auto elettrica, Tesla ha deciso di far dormire in fabbrica i suoi operai degli stabilimenti di Shangai. 
La provincia cinese è, infatti, protagonista in queste settimane di un lockdown durissimo, con le persone costrette in casa e che si danno appuntamento ogni sera per urlare la loro rabbia e la loro fame. Questo avviene con un silenzio complice dei media occidentali, troppo impegnati a parlare di Ucraina evidentemente.
Per tutta risposta Tesla, da sempre attenta all’innovazione e ai grandi temi contemporanei (come la causa LGBT+), ha trovato la soluzione per impedire il blocco della produzione: isolare i propri dipendenti in “bolle” e farli vivere con materassi e soluzioni di fortuna in fabbrica. 
L’azienda fornirà a ciascun lavoratore un sacco a pelo e un materasso, poiché la struttura che li ospita non dispone di dormitori. Saranno assegnate aree specifiche per dormire, fare la doccia, svagarsi e mangiare: un po’ come avveniva durante la prima rivoluzione industriale in cui i lavoratori vivevano negli stessi luoghi di lavoro. Un balzo indietro di circa 300 anni e una negazione totale di ogni più basilare diritto che, in nome della sostenibilità e dell’inarrestabile processo di elettrificazione pilotato e imposto a tappe forzate a livello mondiale, trova facili giustificazioni.
Ma Tesla è in buona compagnia visto che in Cina producono tutti i ‘big’ occidentali. Qualche esempio? General Motors ha avviato un sistema “a circuito chiuso” per la sua produzione a Shanghai che strizza l’occhio al modello-Tesla. Così come Quanta Computer che produce laptop per Apple.

(tratto da leggo.it) – Shanghai in lockdown, Tesla obbliga i lavoratori a dormire in fabbrica per non fermare la produzione
L’azienda di Elon Musk riprende la produzione in Cina dopo tre settimane di stop

 

Dormiranno in fabbrica per garantire la produzione: questa la decisione finale di Elon Musk per i suoi dipendenti nella fabbrica Tesla di Shanghai. Nel polo cinese che fabbrica le auto elettriche le operazioni riprenderanno dopo una chiusura di tre settimane.

I lavoratori vivranno in loco fino al 1 maggio, in attesa delle modifiche alla rigida politica “Zero-Covid” della città, poiché il Paese sta affrontando la peggiore ondata di virus dai primi giorni della pandemia. La scorsa settimana, nonostante le critiche di imprese e cittadini, l presidente Xi Jinping ha riaffermato l’approccio zero-COVID della Cina per provare ad arginare la contagiosa variante Omicron. Il blocco è così estremo che è stato difficile acquistare cibo e sono circolati inquietanti video sui social media di residenti di Shanghai che urlavano dalle loro finestre in segno di protesta.

I recenti blocchi hanno ritardato la produzione di Tesla di circa 40.000 auto, ha riferito Bloomberg. L’azienda ora fornirà a ciascun lavoratore un sacco a pelo e un materasso, poiché la struttura non dispone di dormitori. Saranno assegnate aree specifiche per dormire, fare la doccia, svagarsi e mangiare.

I lavoratori saranno sottoposti a test Covid per i primi tre giorni nel sistema di isolamento “a circuito chiuso” nei locali della fabbrica, sarà loro controllata la temperatura due volte al giorno e dovranno lavarsi le mani quattro volte al giorno. Tesla fornirà tre pasti al giorno insieme a un’indennità che varierà in base alla posizione e al livello all’interno dell’azienda.

Oltre ad accogliere i circa 400 dipendenti già in loco, Tesla ha anche rilasciato certificati speciali e istituito servizi di bus navetta per il personale che vive in complessi residenziali al di fuori della struttura per unirsi a loro.

L’azienda di auto elettriche non è l’unica a chiedere ai lavoratori di trasferirsi in loco per continuare la produzione in Cina. General Motors ha anche avviato un sistema “a circuito chiuso” per le sue operazioni a Shanghai. Così hanno fatto Shanghai Port, il porto container più grande del mondo, e Quanta Computer , che produce laptop per Apple .