Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 30

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«Il bene perchè sia tale richiede una causa integra, integerrima. Tutto deve essere buono in un’azione perchè l’azione sia buona: l’intenzione di chi sceglie, il fine che si vuole e la cosa scelta. Invece, per fare il male basta poco; un minimo difetto rovina tutto».
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
Arcibaldo, esperto diavolo, insegna a Polliodoro, giovane discepolo, quanto il bene sia fragile mentre è facile ritrovarsi a fare il male.
Nella visione diabolica, le pretese del bene e viceversa la probabilità di perseguire il male sono le condizioni ottimali in cui operare per indurre l’uomo nell’errore. Un “bene difficile” e un “male facile” sono per il Diavolo le migliori premesse per agire tra gli uomini.
La bontà di un’azione implica il coinvolgimento di ogni aspetto: morale, mentale, psicologico, fisico, tecnico e spirituale. Il bene implica la ricerca della perfezione a tutto tondo che non si esaurisce nell’azione in sé ma riguarda la sua genesi, la sua esecuzione e continua anche dopo il suo compimento. 
Il bene è come un’opera d’arte, deve essere completo ed equilibrato sotto ogni aspetto. Nella fase che la precede, occorre che la buona azione sia ideata e meditata seguendo una logica e una sequenzialità. Affinché possano congiungere al bene le attività devono susseguirsi nel giusto ordine, ognuna al proprio turno e nel momento adeguato. Procedere per tentativi e in modo indisciplinato conduce quasi sempre al caos e mai al bene.
Giusta disposizione mentale, serenità d’animo e spirito allegro sono gli ingredienti per la buona riuscita di un opera di bene, insieme alla concentrazione su quello che si fa. Un comportamento responsabile, etico e moralmente corretto suggellano la qualità benevola dell’azione.
L’azione che porta al bene deve essere scrupolosa anche dal punto di vista tecnico e da quello fisico, rispettosa dei canoni e delle leggi, realizzata con la corretta posizione del corpo e con l’armonia dei movimenti.
Arcibaldo sintetizza che la bontà di un’azione risiede in: «l’intenzione di chi sceglie, il fine che si vuole e la cosa scelta». Un’azione buona è anche sana nell’intenzione, nel fine e in se stessa.
Fare il bene e fare tutto bene eleva l’uomo dalla dimensione meramente mondana e lo libera dalla paura, come insegna l’adagio popolare “male non fare, paura non avere”. 
Fare della propria vita un’opera d’arte, fare bene tutto quello che c’è da fare è il miglior modo per fare il bene agli altri e – in definitiva – a se stessi.