Cuib Femminile RAIDO | Auguri e fictofigli maschi!

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Sicuramente una moglie con cui non litigare mai, con una salute di ferro e che non spende un centesimo può avere i suoi lati positivi. Esiste, ma ovviamente si tratta di un ologramma dai capelli blu!
Del resto l’amore è cieco e quando Cupido scaglia una delle sue frecce non si può andare troppo per il sottile. Sembra, tra l’altro, che in Giappone sia pieno di coppie uomo-ologramma, per la gioia degli psichiatri.
E poiché, si sa, in quest’epoca occorre essere molto aperti mentalmente, dopo la sposa ologramma siamo pronti a festeggiare spose finestre, spose matite, spose abat-jour (elegantissime), poi ci saranno le spose del mondo animale, dalla sposa gattina alla sposa ranocchia (di sicuro meno attraente) e chi più ne ha più ne metta.
Noi assistiamo a questo circo incuriositi e con i calici levati in alto. Prosit!

(Tratto da Repubblica.it) – Mia moglie è un ologramma

“Sogni mostruosamente proibiti” e “Io e Caterina”, due classici della commedia all’Italiana, ci avevano visto lungo. Il cinema ha affinato la visione aggiungendo alle risate gli interrogativi filosofici di “Blade Runner” e del più recente “Her”, ma tutte storie hanno un comune denominatore: invaghirsi e anche innamorarsi di un personaggio di fantasia e di un’intelligenza artificiale è possibile. Ma in Giappone già parecchie persone sono andati oltre. E una di queste, Akihiko Kondo, 38 anni, ha addirittura sposato il suo amore virtuale, ma virtuale fino a un certo punto perché la sua amata cantante manga Hatsune Miku “esiste” sotto forma di ologramma in un dispositivo chiamato Gatebox, che la rende “viva” come una sorta di tamagotchi sentimentale. Miku è una star in Giappone e anche Lady Gaga l’ha ospitata sul palco, è molto amata e i suoi tratti sono quanto di più classico può esistere nel mondo dei manga, impreziositi da lunghi capelli blu.

E così dopo aver capito che le relazioni umane non facevano per lui, Kondo ha deciso di sposarla. “Sposato” è un termine convenzionale per definire una unione sancita da una sorta di certificato non valido legalmente, emesso da Gatebox. Al matrimonio non è venuto nessuno della sua famiglia ma solo persone conosciute su internet. Un altro salto di qualità insomma nel percorso verso il transumanesimo, ma per Kondo ovviamente l’importante è la qualità della sua vita affettiva, di cui si dichiara soddisfatto. Hatsune Miku nasce come una Vocaloid, ovvero una cantante virtuale, un fenomeno che in Giappone conta moltissimi estimatori. Kondo ha potuto “sposarla” ormai quattro anni fa, dopo un periodo personale e professionale piuttosto complicato che lo ha visto cadere in depressione. E riprendersi però grazie a questo sentimento peculiare per una figura di fantasia. E non è l’unico, anzi: i “fictosessuali”, così si definiscono le persone che hanno una relazione virtuale, sono sempre di più al punto che esistono prodotti specializzati per questi rapporti, come proprio il Gatebox.

Kondo è quello che negli anni 90 si sarebbe definito come “Otaku”, ovvero individui isolati dalla società e che vivono in un mondo di fantasia, spesso chiusi in casa se non in una stanzetta, ma nel mondo sempre più “avatarizzato” di oggi e dalle vicinanze e distanziamenti stravolti dalla pandemia, è una definizione che non ha ormai più molto senso.  L’uomo è perfettamente consapevole che la sua storia d’amore con un personaggio di fantasia, dall’aspetto adolescenziale oltre che cartoonesco, possa suscitare dubbi. Ma se Miku vive nell’immaginazione, il sentimento è sempre reale. Di certo con un partner olografico è difficile litigare, un elemento che in una relazione può essere importante tanto quanto accogliere l’altra persona. Ma quando Kondo ha chiesto all’ologramma di sposarlo, l’intelligenza artificiale gli ha risposto di sì, chiedendogli però di “trattarla bene”.  Anche le IA sanno che la prima regola in una relazione è il rispetto, e hanno imparato a pretenderlo.