Vivere nel Metaverso: ogni giorno sarà sempre più facile

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Ogni giorno che passa vivere nel metaverso sarà sempre più facile, economico e -così ci vorranno far credere- comodo e pratico. La tecnologia avanza infatti a passi da gigante verso una direzione che non controlliamo più. Siamo alla mercé dei grandi colossi di Internet che spingono continuamente per trasferire ogni aspetto della vita, quella vera, sulle loro piattaforme e nella rete internet in generale.
Una rete che di giorno in giorno assomiglia sempre di più ad una gabbia, piuttosto che quel mondo libero e anarchico che si era immaginato ai suoi albori. Questa maglia metallica si stringe ogni giorno sempre di più: non solo abbiamo sostituito diversi servizi che prima prevedevano un contatto umano trasferendoli nel mondo virtuale, ma ora stiamo traslando tutta la nostra vita, dalla sfera erotica a quella sociale ed economico-politica, su internet stesso.
Il lancio di Meta e del metaverso da parte di Zuckerberg è solo l’inizio di un processo a spirale che ci porterà sempre più giù, sempre più impantanati ed obbligati a utilizzare servizi e altri sistemi tecnologici (di cui il green pass è un esempio, insieme a tanti altri).  Magari non saremo più rinchiusi in casa per una quarantena imposta dal governo, ma che importa ormai?
Ogni argine è stato distrutto, il contatto umano fra colleghi è stato sostituito dalle chat dell’ufficio e dalle videochiamate su zoom, dal telelavoro o ‘smart working’, ovvero lavoro intelligente, e dalle centinaia di mail che riceviamo ogni giorno, ad ogni ora, perfino a notte fonda.
E per fare tutto ciò sono gli stessi grandi poteri di Internet a procurarci e donarci gli strumenti per trasferirci nel mondo virtuale. Strumenti che pagheremo a caro prezzo come i visori per il metaverso che già da diverso tempo molte aziende stanno sviluppando. Insomma, vorranno farci vivere chiusi in casa con dei visori incollati in faccia per consumare la nostra vita online, e saremo strani se vorremmo vederci dal vivo, faccia a faccia. Chi sono allora quelli matti?

(Tratto da Ansa.it) – Mark Zuckerberg anticipa nuovo visore per il metaverso

Si chiama Project Cambria, verrà lanciato quest’anno.

Arriva un’anticipazione di come sarà Project Cambria, il nuovo visore per il metaverso di Meta-Facebook.

Lo ha mostrato online l’amministratore delegato Mark Zuckerberg che la scorsa settimana è stato in Italia e ha incontrato aziende e anche il premier Draghi.

Il dispositivo, di cui si hanno le prime notizie dallo scorso autunno, da quando cioè il Ceo ha lanciato il progetto del metaverso, viene mostrato durante l’utilizzo di The World Beyond, un mix tra gioco e piattaforma che fonde mondo fisico e virtuale. L’annuncio ufficiale dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, con un arrivo nei negozi nei primi mesi del 2023.

A differenza dei visori della concorrenza, come gli HoloLens 2 di Microsoft e i Magic Leap 2, che hanno lenti trasparenti e inviano immagini olografiche davanti alla visuale dell’utente, Project Cambria è un visore dalle sembianze più classiche, vicino agli attuali Oculus Quest 2, azienda acquisita nel 2014 proprio da Meta, in grado però di offrire sia esperienze di realtà aumentata che virtuale. Ciò è reso possibile da una funzionalità migliore di “passthrough”, ossia di passaggio della visione dal 3D al mondo circostante, che utilizza le videocamere montate sul dispositivo per mostrare in maniera chiara, e a colori, l’ambiente intorno. Per questa tipologia di uso, si parla infatti di realtà mista e non solo aumentata o virtuale.

Il passthrough è già presente su altri visori ma come opzione di qualità inferiore, che non permette a chi li indossa di muoversi liberamente per la stanza senza rischi. Come affermato nella demo di Zuckerberg, Cambria fornirà video a colori ad alta risoluzione per rendere l’esperienza più realistica e utile. L’app usata nella dimostrazione, The World Beyond, è stata sviluppata sulla “Presence Platform”, una piattaforma di creazione digitale che mette insieme scrittura di codice e Intelligenza Artificiale, per semplificare la realizzazione di mondi in 3D, anche per chi non è un esperto sviluppatore.