Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 34

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«La fede dovrà dipendere dall’uomo, dalle sue esigenze e non l’uomo dalla fede e dalla sua cogenza. Sarà l’uomo a giudicare la fede e non la fede la vita dell’uomo. […] Ciò a cui dobbiamo puntare è una Chiesa che navighi nella confusione. […] Dove tutto è interpretabile. […] Dove tutto in fondo è relativo».
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
L’esperto diavolo Arcibaldo indica al suo allievo Polliodoro come, tra le varie tecniche per sovvertire la fede neutralizzare la Chiesa sulla terra, la più efficace sia rappresentata dal relativismo. 
Esso, infatti, ammette che l’uomo, in quanto dotato di intelletto e di libero arbitrio, può scegliere quale verità (e così quale fede) sia più aderente alle proprie percezioni, convinzioni e comodità. Ecco perché esistono tante verità, tante dottrine e tante chiese, quanti sono gli uomini.
Le moderne tendenze razionaliste e scientiste facilitano questo processo di atomizzazione della Chiesa e di rinnegamento della Fede, in nome della libertà e del rinnovamento. Allo stesso modo la visione egualitaria dell’esistenza consente a chiunque di avere voce in capitolo su qualsiasi cosa.
L’attacco frontale alla Fede comporta la scomparsa di verità assolute e di dogmi universali. Non esistendo più la Fede ma tante e nuove fedi, ognuno potrà costruirsi la propria chiesa a negazione dell’Assoluto.
Il risultato di questa mancanza di discernimento dell’autentica Verità porta allo smarrimento e alla perdita di riferimenti, come colui che nel cambiare la strada vecchia per quella nuova si ritrova disorientato sul ciglio del burrone.
La ricerca di una fede senza vincoli, abile a far tutto e aderente a ogni capriccio dell’uomo consente qualunque cosa ma comporta la perdita di quel Centro che ricollega alla vera essenza e grazie al quale vivere una vita ordinata e rispondente ai valori autentici.
Il relativismo fornisce le scuse attraverso le quali giustificare le scelte di comodo e con cui potersi costruire la verità che più aggrada per non mettersi in discussione non dover compiere delle scelte.
Invece, la Fede autentica – quella per cui vale davvero la pena di vivere e morire – non è accomodante, di parte né soggetta ai cambiamenti del tempo ma oggettiva, universale e assoluta.