Una marea in marcia: a Roma per la vita!

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Migliaia di persone sono scese in piazza animate da un solo spirito e da una sola fede: difendere la Vita in tutte le sue manifestazioni. È questa la battaglia delle migliaia di persone che lo scorso sabato 21 maggio sono scese in corteo a Roma. Da piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni in migliaia fra associazioni, famiglie, uomini, donne e bambini, hanno marciato all’insegna della Vita con alla testa uno striscione che recitava semplicemente “scegliamo la Vita“.
Una frase all’apparenza semplice, ma piena di significato. Sceglier la vita vuol dire infatti lottare contro l’inverno demografico che il nostro Paese sta vivendo ormai da anni. Scegliere la Vita significa combattere l’eutanasia, e qualsiasi tipo di cultura della morte esistente. Scegliere la Vita vuol dire ancora una volta condannare l’aborto, una pratica violenta e arbitraria, capace solo di creare morte e distruggere ciò che di più bello una famiglia, un uomo e una donna possono dare in lascito. Scegliere la Vita significa difendere la Famiglia, la famiglia tradizionale, dalle storture e dalle bugie del mondo moderno che vuole farci credere che ogni cosa possa diventare una famiglia. Ma in verità non è così.
In piazza San Giovanni, alla fine del corteo, si sono succedute sul palco diverse persone, madri e padri che hanno raccontato le loro esperienze di vita. Queste testimonianze, a volte molto toccanti, hanno dimostrato la forza e la gioia di coloro che hanno accolto la Vita, anche in situazioni di grande difficoltà. Gli esempi di queste persone che hanno scelto di non seguire la via più semplice, molto spesso macchiata di sangue innocente, sono il segno della speranza che la nostra società, sempre più imbruttita e appiattita al becero materialismo ed edonismo moderno, possa davvero cambiare e prendere una nuova direzione.
Scegliere la Vita allora non è facile, perché chi fa questa scelta sa bene di mettersi contro tutto e tutti. Sa che fare questa scelta significa dover lottare contro un sistema mondo ben radicato, e capace di mettere scatenare forze economiche senza paragoni. Eppure, la piazza sabato era piena, colma di persone dalla fede luminosa e brillante. La piazza era piena di persone che hanno deciso di mettersi in gioco, di lottare e fare valere le proprie giuste idee. Piena di persone, famiglie, che hanno scelto la Vita. Un fuoco di Vita e speranza è già acceso nella nostra società, è nostro dovere allora fare in modo che diventi sempre più grande e luminoso.

(Tratto da Avvenire.it) – Roma. La marcia del popolo che dice «viva la vita»

A migliaia uniti dal no ad aborto, eutanasia e calo delle nascite. «Preoccupante l’inverno demografico» Dalla manifestazione un appello alla politica: misure di sostegno alla natalità

Al centro di tanti palloncini rossi c’è un cuore con la spunta, il segno di chi opta per la vita. Ci sono striscioni e bandiere colorate, tante quante le 100 realtà che sono incolonnate dietro la grande scritta rossa “Scegliamo la vita”, proprio nell’anniversario della legge sull’aborto. Piazza della Repubblica, ore 14. Il sole picchia, ma non spegne l’allegria di chi intona canti con la chitarra o ritma preghiere a suon di tamburi. In diverse migliaia percorrono via Cavour, sventolando cartelloni contro «la cultura dell’aborto». Si battono la mani scandendo “Viva la vita” nella manifestazione nazionale per la vita, per ricordare all’Italia che «il popolo della vita c’è, non si è rassegnato». E soprattutto, come ricorda dal palco uno dei portavoce, Massimo Gandolfini, «per dire no a quelle leggi che non tutelano la vita dal concepimento alla morte naturale».