Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 37

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«Azione, operare, fare, come sai è il nostro lessico preferito. […] c’è da fare di più. Bisogna puntare al pensiero, alle idee. Le idee hanno un alto tasso di produttività, ed è sempre qui che possiamo vincere».
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
Arcibaldo in questa lettera al suo allievo Polliodoro indica la necessità di puntare alla mente per avere controllo sull’uomo.
Il pensiero ha, infatti, una posizione gerarchicamente superiore rispetto all’azione, essendone la premessa necessaria. L’agire umano si fonda innanzitutto nella mente, variabilmente nei vari ambiti: intellettuale, conoscitivo o contemplativo.
Le azioni attraverso le quali l’uomo segna la sua esistenza e delle quali il Diavolo cerca di prendere il controllo possono essere del corpo o della mente. Nel primo caso rientrano le parole dette, i gesti compiuti, le decisioni prese e le cose realizzate; nel secondo caso i pensieri e i desideri. La vita di un uomo non consiste solo in tutto ciò che dice e in tutto ciò che fa ma anche in tutto ciò che desidera e pensa.
Infatti, l’agire umano si svolge su tre piani distinti – fisico, verbale e mentale – a cui corrispondono perciò tre tipi di azioni: opere, parole e pensieri. In ogni attività umana intervengono congiuntamente, seppur con intensità variabile, queste tre componenti. Perciò ogni azione è un composto di pensiero, parola e opera fisica.
Il Diavolo tenta l’uomo nei diversi piani a seconda che voglia prendere il controllo di ciò che è pensato, detto o eseguito. Un uomo dominato dal male è condannato a cattivi pensieri, cattive parole e cattive opere. La corruzione di tutto ciò che l’uomo fa rappresenta la conquista più grande a cui puntano le forze luciferine.
Troppo spesso l’uomo preferisce farsi guidare dai cattivi pensieri, ponendo quindi basi sbagliate alla propria azione e al proprio comportamento. Si pensa male e perciò si agisce male, in modo scorretto, maldestro e approssimativo.
Il pensiero non deve essere un artificio cerebrale ma visione, ovvero la capacità di vedere la realtà, interpretare la situazione e scoprire la verità. Solo pensando in questo modo si può comprendere il senso della propria esistenza, conformarsi al ruolo assegnato dal destino e così elevarsi per accordarsi alla propria essenza.
«Ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno».
(Luca, 10, 42)