A. Medrano | La cosmovisione tradizionale (I/II)

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La Cosmovisione Tradizionale. Suoi pilastri o componenti fondamentali
tratto da www.heliodromos.it
di Antonio Medrano
  1. Dottrina sacra
Un insieme di principi di origine non umana (o sovraumana), trascendente, divina, che orientano la vita in tutti i suoi aspetti e livelli (religione, etica e morale, scienza, arte, filosofia e pensiero, ordine sociale, ecc.).
Sapienza millenaria, atemporale, sovratemporale e sovra spaziale, sempre attuale, che viene dalle Origini. Un Sapere con assoluta certezza (senza ombra di dubbio) sul divino, l’umano e il cosmico, che ha la sua validità e la sua durata al di sopra delle circostanze cangianti dei tempi, delle epoche, delle vicissitudini storiche, i luoghi e le localizzazioni geografiche.
Ha la sua origine in una Rivelazione divina e si trasmette attraverso i secoli di generazione in generazione (Tradizione = trasmissione attenta e rispettosa)
Questa Dottrina riunisce i caratteri di unità e totalità: abbraccia tutto, non lasciando nulla al di fuori del proprio ambito e del proprio punto di vista, dando così unità all’esistenza umana (cosa che solamente si può conseguire da una prospettiva spirituale, trascendente).
La Dottrina tradizionale racchiude una autentica Cosmovisione. Contiene una visione integrale del Cosmo, in tutte le sue dimensioni, aspetti, piani e livelli. E non solo abbraccia il Cosmo, ma anche il Sovra Cosmo, la Realtà ultima e suprema, che sta ben al di là di tutto il visibile e di tutto quello che le parole possono esprimere.
In questa Dottrina c’è tutto quello che ci serve per incanalare, orientare e organizzare correttamente la nostra vita, per realizzarci integralmente come persone, così come per organizzare e articolare in modo più generale e globale l’esistenza umana nella sua dimensione sociale, culturale, politica e religiosa.
Antonio Medrano (1946-2022)
Una componente importante della Dottrina tradizionale sono le Scienze sacre: Cosmologia, Astrologia, Antropologia, Simbologia, Mitologia, Etimologia simbolica (Nirukta), Pneumatologia (Meta-psicologia), ecc. Fra le Scienze sacre bisogna evidenziare le Scienze riferite a Dio, la Teoria che ci parla della Realtà divina, il Sapere sul Divino e sull’Assoluto: Teologia e Teosofia (Sapienza su Dio, compresa la Teogonia), Dottrina metafisica (la Scienza, Sapienza o Visione su ciò che sta al di là dell’Essere e dell’Uno o dell’Unità, sopra il Sopra-Essere, sopra la Realtà suprema, sopra l’Infinito e l’Assoluto).
La Dottrina tradizionale è l’espressione della Verità unica e sola, la Verità suprema ed eterna (Paramartha-Satya), fonte e origine di ogni verità. È basata sulla Verità assoluta che fonda e sostiene tutte le verità che possiamo trovare, conoscere o scoprire, necessariamente relative (samvriti-satya), con un maggiore o minore grado di relatività (per quanto basilari, fondamentali, importanti, elevate e sacre possano essere).
Ma, pur essendo unica e sola la Verità che ispira e sostenta la Dottrina tradizionale, non è per nulla monolitica né uniforme: ammette una pluralità e diversità di formulazioni, di norme o espressioni dottrinali — con distinti livelli e gradi di elevazione o profondità (come i livelli exoterico ed esoterico, fideistico e sapienziale) — le quali, pur essendo molto differenti l’una dall’altra, coincidono nell’essenziale e nei punti capitali.
Tali formulazioni dottrinali sono spesso così diverse, che a volte possono sembrare contrapposte o contradittorie (anche se solo da un punto di vista molto superficiale). Così, per esempio, troviamo tradizioni di tipo teista e altre di tipo non teista (come il Buddhismo e il Taoismo).
La Dottrina o Sapienza tradizionale può assumere molte diverse forme, presentando molteplici approcci e prospettive, che si adattano alle condizioni di tempo e luogo (secondo le differenti epoche e i distinti contesti geografici, etnici e razziali), così come ai diversi tipi umani (le loro vocazioni, le loro mentalità, le loro inclinazioni, le loro tendenze fondamentali, le loro qualificazioni e il loro livello intellettuale). Ma domina sempre l’unità al di sopra della diversità e delle differenze legittime, necessarie e indispensabili: la molteplicità nell’Unità e l’Unità nella molteplicità.
2. Visione centrata nel Principio, nell’Essere (e nel Sovra-Essere)
Grazie alla Cosmovisione tradizionale la totalità dell’esistenza è fondata sull’Essere, è radicata sulla roccia incrollabile dell’Essere, elevandosi al di sopra del Divenire (la ruota del Samsara, das Werden, the Becoming), a differenza della civilizzazione moderna, sprofondata nel caos del puro divenire (instabilità, impermanenza, cambiamento incessante, fluttuazione senza orientamento e senza meta). Il Divenire può trovare ordine, stabilità, armonia e senso solo quando è illuminato dalla Luce dell’Essere.
Essendo fondata nel Principio e nella sua Luce infallibile, è un’esistenza principiata, con un solido asse articolatore e strutturante. È una concezione della vita assiale, vertebrata (e non anarchica né smidollata), catartica e purificatrice: formata intorno all’Arké (Origine o Principio supremo), all’Axis Mundi (l’Asse universale che unisce Cielo e Terra), guidata da e orientata verso l’Alto Oriente (il che gli impedisce di rimanere disorientata), la cui conseguenza è una continua catarsi o purificazione dell’essere umano.
Tutto gira intorno alla Divinità, all’Assoluto (il Sovra-Essere), il Cielo, il Centro, l’Origine, la Radice, il Fondamento, l’Essere supremo e radicale (che dà l’essere a tutti gli esseri e a tutte le cose, materiali o immateriali, visibili o invisibili), la Realtà suprema, il sommamente Reale, il Sole eterno, l’Oriente ultraterreno, il Polo supremo, il Senso (che dà significato a tutto), il Self o Se-stesso, il Sommo Bene, la Verità assoluta, l’Uno che regge tutto (ed è Fonte o Sorgente inesauribile della molteplicità).
L’Essere (Sat) coincide con la Verità (Satya), essendo entrambe le realtà rispettivi aspetti o attributi della Divinità, modalità inseparabilmente unite della Realtà suprema, e consistendo in esse il fondamento di tutto. 
Le due forze o qualità fondamentali di Dio, dell’Essere Supremo, sono la Sapienza e l’Amore, la Luce e il Calore, la Luce che illumina l’intelligenza ed il Calore vivificante, l’ardore amoroso e caritatevole. I due aspetti del Sole eterno: lo splendore luminoso e il fuoco o le fiamme che accendono e mantengono la Vita (il Sacro Cuore: il Sole = Centro o Cuore simbolico del Cosmo). Dio è un Oceano d’Amore (Prem-Sagar), un ampio Mare di Sapienza.
Apertura alla Trascendenza, all’Infinito e al Mistero: il Mistero ultimo e supremo che dà vita alla realtà misteriosa nella quale l’uomo si trova avvolto, con tutta la sua verità, la sua bontà e la sua bellezza, che sono al di là di tutto ciò che la mente umana può immaginare o concepire, e con la quale realtà l’essere umano è in dialogo permanente. 
La Visione tradizionale tiene molto in considerazione inoltre il mistero che racchiudono la vita e l’essere stesso dell’uomo, dell’Umanità. Un mistero che gli esseri umani, nella civilizzazione moderna, con la sua mentalità profana e superficiale, sono soliti ignorare e disconoscere, senza meravigliarsi davanti allo stesso, senza interrogarsi su di esso e senza cercare di svelarlo, scrutarlo e comprenderlo.
Un concetto fondamentale: l’Ordine (Ordo, Dharma, Asha, Rita, Maat, Tao). L’Ordine cosmico e universale, con il quale deve armonizzarsi la vita umana. Che suole indicarsi come “ordine dell’essere”.
Il Principio è il Fondamento dell’Ordine. Dio è in se stesso Ordine, l’Ordine ordinatore, sorgivo e fondante; l’Ordine nella sua essenza suprema e originaria: l’Ordine che dà l’ordine affinché esista l’Ordine o Armonia universale, la Creazione, rendendo possibile ogni tipo di ordine (a qualunque livello: ordine intellettuale, ordine morale, ordine logico, ordine matematico, ecc.).
Le forze delle Tenebre, dell’Antitradizione, sono nemiche dell’Ordine. Tutti i loro sforzi e macchinazioni sono diretti all’annientamento e alla distruzione dell’Ordine. Sono i poteri demoniaci, arimanici, tifonici e asurici, che stanno agli antipodi dell’Essere, ostili a tutto quel che l’Essere e l’Ordine significano, e che aspirano a ridurre tutto al Nulla, al Non-Essere. 
Fondamentale nella Dottrina tradizionale, nella sua Via o Cammino, è la Conoscenza. E chi dice Conoscenza dice Sapienza. Qui è la base di tutto l’edificio dottrinale della Tradizione, nella sua doppia dimensione teorica e pratica. Conoscenza di Dio e della sua Creazione, la sua Grande Opera, o Conoscenza dell’Assoluto. Conoscenza della realtà, a tutti i suoi livelli, prendendo come vertice e base di tutto la Conoscenza della Realtà suprema.
È questo un pilastro fondamentale che poggia sull’identità tra l’Essere e il Conoscere. Si conosce solo quello che si è. Per conoscere qualcosa bisogna aprire ad esso il proprio essere, affinché si diventi un’unica cosa con quello stesso che si vuole conoscere. Per conoscerlo a fondo bisogna esserlo, bisogna incorporarlo al nostro essere.
La Conoscenza è intimamente unita con la Coscienza, fondendosi entrambi come un’unica cosa. La Coscienza (Chit, Vijnana), è Intelligenza o Intuizione pura, Attenzione piena, Sapere diretto e penetrante delle cose che vede con chiarezza e senza ombra di dubbio, giungendo fino al fondo o l’essenza di quel che si ha davanti.
La Conoscenza va inseparabilmente unita all’Amore, come riflesso della stessa Realtà divina: si conosce solo quel che si ama, allo stesso modo per cui si ama solo quel che si conosce. L’Amore o Eros è la forza calorosa che risveglia la capacità conoscitiva, potenzia l’intelligenza (per comprendere così meglio le cose) e accende sia l’interesse sia la passione, la speranza e l’entusiasmo per quello che si deve conoscere o che si va scoprendo e conoscendo.
Due dei peggiori mali che affliggono l’Umanità, causa della maggior parte dei mali a cui è esposta e che attualmente patisce, sono l’incoscienza e l’ignoranza. L’incoscienza, legata all’irresponsabilità, alla sconsideratezza, alla banalità, all’arbitrarietà, all’insensatezza e alla stupidità. L’ignoranza come cecità spirituale (avidya o non-visione), il non vedere correttamente la realtà, il non saper distinguere il bene dal male, il vero dal falso, il reale dall’illusorio, l’essenziale dall’accessorio (spurio e superficiale), i veri valori dagli anti valori. L’ignoranza o avidya è l’antitesi della Sapienza. 
La Via tradizionale consiste nella sintesi di Sapienza e Amore, Conoscenza e Carità (Cordialità), Gnosi ed Eros (che culmina in Agape), Jnana e Prema (o Bhakti, amore unitivo), Prajna e Karuna (Compassione). Due sono le modalità del Cammino spirituale: Via della Conoscenza (Jnana-Marga: cammino dell’intuizione o visione intellettuale) e Via dell’Amore (Bhakti-Marga: cammino della devozione, dell’affidamento amoroso e totale a Dio; anche cammino della Fede o Pistis). 
3. Visione sacra dell’Ordine cosmico
Dio si rivela o manifesta nel Tutto universale. L’Universo è il risultato di un iniziale e grande Sacrificio: sorge al sacrificarsi dell’Uno divino e primordiale affinché possa esistere la Manifestazione, la molteplicità creata, come organismo ordinato che si integra nell’unità.
Nel Cosmo, nella Creazione, si manifestano il Potere, la Bontà, la Bellezza e lo Splendore, la Sapienza e l’Amore del Creatore. Fin nelle cose più piccole della vita possiamo vedere il riflesso di queste qualità o attributi della Divinità. Tutto è pieno del Divino: di bontà, bellezza, intelligenza e amore. Tutto risplende con la forza, la maestà, la delicatezza e la tenerezza di Dio. 
Dio, in cui si uniscono Trascendenza e Immanenza, sebbene sia ben al di là di tutto l’esistente, di tutto il visibile, immaginabile o concepibile, si rende presente nella totalità dell’Universo, in tutto il creato. Dio è la pura Presenza, il sempre e ovunque Presente. Presenza o Presente è uno dei suoi nomi.
L’Universo è un Tutto perfettamente ordinato, articolato e gerarchizzato, nel quale con l’imperfezione propria di tutto il manifestato, il relativo e il condizionato, che non è il Principio divino, riflette la perfezione di questo stesso Principio dal quale è sorto e che lo mantiene in ordine. 
Questo Cosmo è formato come un complesso e delicato tessuto dal grande significato simbolico. Un tessuto accuratamente cucito, legato e intrecciato con la fibra aurea o filo dorato del Logos, la Parola divina, che lo cuce, rammenda, impuntura, rattoppa e unisce tutto con la sua forza saggia e amorosa.
Il Cosmo o Universo somiglia a una grandiosa sinfonia, un grande concerto, un gigantesco coro o un’immensa danza, nei quali ogni parte, ogni pezzo o strumento, ogni essere e ogni cosa, vibra a modo suo, fa risuonare la propria musica e il proprio tono, danzando, cantando o risuonando armonicamente insieme al resto, sotto la bacchetta del supremo Compositore e Direttore dell’orchestra universale.
Gli esseri creati, le realtà naturali e cosmiche formano una scala per giungere a Dio (San Bonaventura, Fra’ Luis di Granada, San Roberto Bellarmino). Scala simbolica e gerarchica che permette di conoscere il proprio Creatore, il Sommo Fattore, l’Artista o Poeta supremo.
Il Cosmo forma una grande Comunità di cui tutti gli esseri fanno parte, uniti da legami di fratellanza, sapienza e compassione. Tutto è interconnesso e correlato, tutto influisce su tutto: “Rete di Indra” (una rete di senso nella quale tutti gli esseri si illuminano a vicenda, ricevendo tutti quanti la Luce del Logos). Visione ecologica sacra.
Compassione, carità e fraternità universale. Tutti gli esseri sono uniti tra di loro da legami di fratellanza, come figli del Creatore, il Padre-Madre Eterno. Tutte le creature sono nostri fratelli (San Francesco d’Assisi).
L’Ordine universale si mantiene mediante il sacrificio (yajna), il rito sacro (il sacer facere = “fare sacro”), che gli esseri umani compiono ripetendo il sacrificio originario del Dio creatore o i riti instaurati nel passato, nel tempo immemorabile (in illo tempore) dagli Eroi fondatori della tradizione concreta (nella quale vive un popolo o una razza). 
La Tradizione fa parte della Creazione o Rivelazione divina. Le religioni, le tradizioni, gli insegnamenti e le culture tradizionali sono un pezzo in più del grande sistema o complesso tessuto che è l’Ordine universale. 
Senza di essa l’Umanità si allontana irrimediabilmente dal Cosmo, gli volta le spalle, lo profana e viola, adottando una posizione anti cosmica, anti creatrice o distruttiva: cade nel disordine, nel caos, nella distruzione nichilista.
Dio si rivela e manifesta sia nella Creazione, sia nell’Ordine naturale, come nella Tradizione o Sapienza universale, nelle diverse tradizioni sacre, che vengono a completare e perfezionare l’Opera divina che è la Creazione.
4. Visione spirituale dell’uomo
E pertanto anche della Vita, della Cultura e della Storia, nelle quali si svolge l’esistenza umana.
Visione antropologica sacra, integrale e unitaria dell’essere umano (non scissa, disintegrata, riduzionista, frammentaria né parziale).
Articolazione triadica, tridimensionale e gerarchica, dell’uomo. Formato, in modo unitario ma chiaramente differenziato, da tre piani: corpo, anima e spirito. Con preminenza dello Spirito, il Pneuma, l’Essenza interna, spirituale o pneumatica, sopra i due involucri materiali, quello animico (psichico o mentale: materia sottile) e quello fisico (corporale o somatico: materia grossolana).
Lo Spirito è “il Regno dei Cieli” che sta dentro di noi, la Presenza divina nella parte più intima dell’essere umano. Il Se-stesso o Io eterno che costituisce la nostra essenza (me stesso), e che mi permette di dire “io sono”.
Nell’uomo convivono due dimensioni contrapposte: la relatività e l’assolutezza, il relativo e l’assoluto, il finito e l’infinito, l’immanente e il trascendente, il celestiale e il terreno, l’eterno e il temporale (perituro ed effimero). È un essere finito, condizionato e limitato, immerso nella relatività, nel quale dimora l’Assoluto, l’Infinito, l’Illimitato e l’Incondizionato.
L’uomo è “il Re della Creazione”, fatto a immagine e somiglianza di Dio. In lui sono presenti i due aspetti essenziali della Realtà divina: la Sapienza e l’Amore, l’Intelligenza e la Compassione o Clemenza (la Bontà). Come Re è responsabile del bene, dell’armonia, della stabilità, dell’equilibrio e del buon andamento della Creazione.
L’Uomo è un microcosmo, riflesso del Macrocosmo, e, come questo, un tempio vivo di Dio. Non può essere in conflitto col Macrocosmo, del quale fa parte e che si riflette nel suo stesso essere.
Missione dell’Uomo: operare come intermediario tra Cielo e Terra, tra la Divinità e la Natura. Funzione pontificale, sacerdotale, cosmica e totalizzante (co-creatrice). Collaborare col Creatore per perfezionare la Creazione e mantenere l’Ordine contro le insidie delle forze del caos e delle tenebre. 
Supremazia della Persona sull’individuo, del personale sull’individuale. Personalismo o Umanismo sacro. L’individuo deve farsi persona: deve cercare il suo pieno sviluppo, la sua perfezione, sottomettendosi ad un processo personalizzante che converta in qualcosa di reale quel che in esso si trova ad un livello di potenza virtuale, quel che contiene dentro di sé come immenso insieme di possibilità che devono attuarsi (passando dalla potenza all’atto). 
Affermazione della Personalità metafisica (il Purusha, l’interna Città di Dio, il Castello interiore, la Torre intima e inespugnabile) sull’individualità psicofisica, effimera e fugace, servile, limitata nel tempo e nello spazio, vulnerabile, egocentrica, aggrappata alla pura orizzontalità nella quale generalmente si perde e svanisce restando schiava di essa. 
Al centro di tutto sta il mistero che è ogni essere umano come essere unico e irripetibile: il mistero della soggettività, della personalità, dell’io, dell’intimità, della consapevolezza, dell’autocoscienza, della propria identità o essenza. Il mistero o l’arcano che racchiude il poter dire “io sono” e chiedersi “chi sono io?”. La soggettività in tutta la sua dimensione trascendente, legata come contropartita o polo complementare alla pura oggettività (e non il soggettivismo, legato al relativismo e all’arbitrarietà partigiana).
Il mistero anche dell’ispirazione che ci viene in ogni momento del nostro cammino terreno; il mistero o segreto della propria natura (uno dei più importanti da scoprire o svelare); il mistero del destino e la vocazione che ognuno ha come contenuto, senso e ragion d’essere del suo vivere (e che non troveremo senza la necessaria e indispensabile ispirazione). Misteri tutti questi vincolati alla propria soggettività, identità e personalità.
L’uomo (l’essere umano, uomo o donna, maschio o femmina) è pura chiamata, pura vampata, pura fiamma. Fiamma che chiama e convoca con voce alta e sonora, che accende e ravviva nell’anima un rogo capace di incendiare il mondo col fuoco dell’amore, dell’entusiasmo e del fermo convincimento.
Chiamata focosa e ardente che risiede nel fondo del suo essere, nella sua propria esperienza interiore (personale o soggettiva), che lo (o la) mantiene in vita, che l’accarezza e stimola, e gli segnala il suo cammino (ad ognuno il suo). Fiammata che chiama al combattimento e al risveglio, che invita, incita e spinge alla grandezza, alla liberazione e all’illuminazione.
Vampata che illumina all’interno, traboccante di luce e calore, di intelligenza e amore (devozione, simpatia, tenerezza, amicizia, compassione). Vampata non passeggera ma intensa e duratura, che illumina la propria esistenza e la fa risplendere di nobiltà; fiamma che arde con forza irresistibile e inestinguibile nel fondo del proprio essere spingendo all’azione. 
Vampata o fiammata il cui radiante fulgore fa sentire nulla e niente (poca cosa, quasi una nullità, nell’immensità dell’Universo), ma allo stesso tempo qualcuno con la più alta dignità, con qualcosa di molto importante da fare in questo mondo (e che, facendolo fa se stesso, o se stessa, come persona, come essere spirituale, come essere unico e non equiparabile a nessun altro). 
Visione della Storia come affermazione o eclisse della spiritualità, come avanzamento o retrocessione della Tradizione, come elevazione o caduta dell’Umanità (discesa o decadenza che è conseguenza della perdita della visione sacra). Il mistero della Storia ruota intorno alla presenza o all’apparente assenza del Divino. Più che registrare un progresso e un’evoluzione, come la interpreta la mentalità moderna (con la sua cieca fede progressista e la sua irrazionale credenza ideologica evoluzionista), la Storia dell’Umanità, nei suoi tratti generali, costituisce un’involuzione e una regressione (nello spirituale, sapienziale, intellettuale e morale, con una crescente materializzazione e degradazione). Con momenti molto significativi di restaurazione tradizionale, di maggiore o minore trascendenza, parziali o con un’incidenza più globale.
La Storia universale, la Storia dell’Umanità è lo scenario in cui si sviluppa, attraverso i secoli, la lotta che combattono le forze dell’Ordine e della Luce contro i poteri del Caos e delle Tenebre. Concezione ciclica e simbolica della Storia. I fatti e gli avvenimenti storici contengono un grande significato simbolico che bisogna saper chiarire e interpretare.
(segue nella seconda parte)