Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 44

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«Se gli uomini inizieranno a far silenzio saremo perduti noi. […] Nel silenzio capiranno le cose grandi e le cose più importanti. Dobbiamo impedirglielo. A briglia sciolta con le distrazioni necessarie, con l’uso dei social per tutti in ogni momento; collegamento alla rete internet permanente, quasi come un rimanere per sempre legati all’ombelico del mondo, all’occhio che ti sorveglia; una TV accesa di continuo nelle case degli uomini». 
(Messer Arcibaldo – Lettere di un esperto diavolo a un apprendista tentatore, S.M. Lanzetta – ed. Fede & Cultura)
L’anziano diavolo Arcibaldo mette in guardia Polliodoro sull’importanza di mantenere gli uomini costantemente immersi nel rumore, senza lasciarli mai nel silenzio, così da impedire loro di pensare.
Lucifero e i suoi adepti conoscono e utilizzano a proprio vantaggio una verità tanto semplice quanto antica: il rumore impedisce all’uomo di ricordarsi di essere una creatura di Dio.
L’opera del Diavolo consiste nell’assuefare l’uomo al rumore fino al punto da disorientarsi se trova silenzio. Una costante azione demoniaca che ha nella tecnologia il suo più valido alleato.
La televisione, ad esempio, genera decibel tossici con immagini, parole e jingle diffusi a ripetizione. Persino la buona musica se non è suonata nel luogo o nel momento opportuno può essere un rumore. 
Viceversa, il silenzio accompagna la preghiera, concilia la meditazione e consente di ricercare quella disciplina interiore che guida all’elevazione. È il silenzio – non il rumore – la voce con cui Dio parla all’uomo. 
C’è quindi bisogno di silenzio, di spegnere quel frastuono perenne che bombarda la vita di tutti i giorni, di mettere un freno alla corsa di parole urlate più forte dell’avversario, di staccare la suoneria di quella sorta di telefono biologico che vorrebbe tutti iperconnessi e reperibili in ogni momento. 
Inoltre, la necessità di parlare a tutti i costi, di dover aggiungere la propria opinione (quasi mai richiesta), contribuisce a quell’inquinamento acustico che rende tutti preoccupati, stressati e depressi.
Ogni parola genera un fiume di altre parole ma molto spesso nessuna di esse è utile tanto quanto una parola non detta.
Il problema principale di chi parla troppo è di non essere capace di ascoltare. Non a caso Zenone di Cizio scrive che «la ragione per cui abbiamo due orecchie e una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più, parlare di meno».
Il rumore però non può mai essere del tutto allontanato perché è generato prima di tutto dalla mente. Quando non arriva dal di fuori è dal di dentro che si propaga. Se il rumore regna sovrano, i pensieri sono schiavi e la mente è decentrata. 
Per questo il militante della Tradizione deve evitare il più possibile di accrescere il rumore di fondo del mondo moderno, facendo parlare per lui le proprie azioni. La sua unica voce deve essere il silenzio.