Ragno robot e zombie: quando la follia supera la realtà

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Dagli Stati Uniti arriva una notizia che sembra superare qualsiasi folle fantasia, una ‘news’ così improbabile e impensabile che sembra essere uscita dalla mente del peggior regista di film sci-fi di serie b. In Texas gli scienziati hanno ucciso una tarantola per poi – attraverso delle macchine – manipolarla per sollevare e afferrare oggetti che pesano 130 volte il suo peso. Gli scienziati hanno praticamente creato un ragno-robot-zombie per sfruttarlo come pinza o qualcosa di simile.
Daniel Preston, uno degli ingegneri che hanno lavorato al progetto e che lavora nel campo della “soft robotics”, ovvero quella branca della robotica che non utilizza materiali standard come plastica e metalli, è entusiasta. Secondo lui e gli altri colleghi la capacità di forzare il ragno a movimenti una volta morto è un grande passo avanti nella robotica e un utile arnese nei lavori del laboratorio. Dopo il maiale con impiantato nel cervello il chip di Elon Musk per connetterlo ad un computer, ci ritroviamo il ragno robot zombie usato come pinza. 
È naturale a questo punto chiedersi che senso ha tutto ciò. Che senso ha uccidere una tarantola solo per usarla come pinza “perché comoda”, che senso ha collegare il cervello di un maiale ad un computer? L’unico senso logico non è l’azione di per sé, che cela sicuramente in sé l’hybris degli scienziati ed un forte senso di onnipotenza; ma è l’esperimento stesso ad essere importante.
Iniziare a fare questo tipo di esperimenti su animali vivi o morti per gli scienziati è un passo avanti verso l’obiettivo definitivo: l’essere umano. I tentativi su un animali di piccola taglia sono necessari per poi arrivare a qualcosa di più grosso, agli esseri umani o ad animali di grossa taglia che possono successivamente essere impiegati per gli scopi più diversi.
Dopotutto, cosa cambia se fatto con un ragno o magari con una mosca? E dalla mosca si passa ad un mammifero di piccola taglia. Perché, successivamente, non provare a robotizzare o manipolare un’ape o un animale velenoso come un serpente? Il problema è che non si fermeranno finché non arriveranno agli esseri umani, vero e unico obiettivo di tutte queste pratiche di clonazione, robotizzazione e connessione con parti tecnologiche e digitali. Perché il loro vero obiettivo è il transumanesimo nella sua forma più spinta e anti tradizionale.

(tratto da nypost.com) – Scientists created ‘zombie’ spiders — and people are freaking out: ‘So f–ked up’

This spidernetic technology is causing arachnophobes to lose it.

Texas scientists have developed veritable spider robots by robotically manipulating dead arachnids so they can grasp objects with their legs, as seen in a spine-tingling video.

“It happens to be the case that the spider — after it’s deceased — is the perfect architecture for small-scale, naturally derived grippers,” said Daniel Preston, an engineer with Rice’s George R. Brown School of Engineering, who helped execute the spine-tingling experiment outlined in the journal “Advanced Sciences,” the Rice University press release described. His lab specializes in soft robotics, which employs nontraditional components as opposed to the standard plastics, metals and electronics.

Arachnophobes steer clear: In their latest Frankenstein-esque experiment, Preston’s team devised a way to pump arachnid cadavers full of air — a tech they dubbed “necrobotics” — so they can unfurl and then grab items — like a macabre claw machine.

The researchers were reportedly inspired after observing these creepy crawlies’ body positions post-mortem.

“We were moving stuff around in the lab and we noticed a curled-up spider at the edge of the hallway,” explained Faye Yap, a Rice graduate student who helmed the research. “We were really curious as to why spiders curl up after they die.”

A subsequent search revealed that unlike humans, who have antagonistic muscles — which contract and relax — spiders only boast “flexor muscles, which allow their legs to curl in, and they extend them outward by hydraulic pressure,” the spider-woman said.

Specifically, internal valves in the spiders’ hydraulic chamber, or prosoma, contract to send blood to the limbs to force blood to their legs, causing them to extend, Science Daily reported. When that pressure is relieved, the limbs contract. 

“When they die, they lose the ability to actively pressurize their bodies. That’s why they curl up,” explained Yap, who wanted to “harness” this mechanism for real-world applications.

Thankfully, the spider’s valves — which it can control individually — are left open in death, allowing the team to move all the legs simultaneously.

However, the team reassured people that they shouldn’t be alarmed.

“Despite looking like it might have come back to life, we’re certain that it’s inanimate, and we’re using it in this case strictly as a material derived from a once-living spider,” Preston said. “It’s providing us with something really useful.”

Ultimately, the necrobotics experts deem the technology a major milestone in the realm of soft robotics.