Comunità Militante Furor | Un lui, una lei, una lei, un lui, una pianta, una fata.

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Siamo veramente stufi marci di assistere alle solite notizie trascritte sui giornali della “sinistra fucsia”. L’ultima riguarda una coppia di ragazzi che ha cambiato sesso. “Scusate, in che senso?”. Nel senso che lui è diventato una lei e lei è diventata un lui.
Siamo veramente all’obbrobrio più totale, al paradosso più estremo. Non esiste più alcun tipo di pudore, siamo diventati cavie, prede e vittime di questo sistema di manipolazione che ci fa credere che il nostro benessere fisico debba venire prima di quello spirituale.
Vi diamo una leggera dritta: avete già perso in partenza. Chi non riesce a trovarsi bene con il proprio corpo e decide di ricorrere alla chirurgia plastica vuol dire che non ha a mente i concetti di Spirito, anima e corpo. Come siamo arrivati a questo punto? Solo gli ordini superiori lo sanno, tuttavia noi qualche idea ce la siamo fatta…

(tratto da bologna.repubblica.it) – Recanati, entrambi cambiano sesso. Ora si sposano

Lei è diventata un lui, Emanuele Loati. E lui è diventato una lei, Maura Nardi che a Radio Erre racconta: “L’anagrafe ci ha riconosiuto al termine dei rispettivi percorsi di transizione. Siamo una coppia e stiamo pensando al nostro futuro”

RECANATI – Hanno cambiato sesso entrambi. Ed ora, finalmente riconosciuti dall’anagrafe al termine dei rispettivi percorsi di transizione, si sposano. E’ la storia di Maura Nardi ed Emanuele Loati raccontata da Radio Erre. Una storia di diritti riconosciuti, una bellissima storia d’amore.

Lei è diventata un lui, Emanuele Loati, 25 anni. E lui è diventato una lei, Maura Nardi, 40 anni, impiegata in Comune a Recanati, conosciuta anche per essere una delle voci storiche dell’emittente marchigiana. Ora a Recanati potrebbe verificarsi anche il primo matrimonio tra persone che hanno cambiato sesso. “Perché no? – racconta Maura alla radio – Siamo una coppia e stiamo pensando alla nostra unione e al nostro futuro. Ora è tutto più semplice e possiamo cominciare a progettarlo. Per noi è una cosa naturale, ma siamo consapevoli che molti non la pensano così. Ecco perché questi eventi hanno sempre una certa risonanza. Tuttavia ci auguriamo di aver lanciato in tutti questi anni dei messaggi di positività attraverso la nostra quotidianità: lavoriamo, progettiamo, costruiamo e ci amiamo come fanno tutte le coppie di questo mondo, con i nostri pregi e i nostri difetti. L’augurio è quello di aver spazzato via un po’ di quei pregiudizi, etichette, luoghi comuni e stereotipi che spesso ruotano intorno al tema della transessualità. La persona transessuale non deve essere vista come un fenomeno da baraccone, ma come la ragazza o il ragazzo della porta accanto”.

Per arrivare alle nuove carte d’identità il cammino è stato lungo e non semplice. Maura, che a 19 anni ha perso la vista per una rara malattia alla retina, ha intrapreso il suo percorso a 36 anni: “Ma devo essere sincera – si legge nella sua testimonianza a Radio Erre – è stato molto più facile convivere con la cecità che con l’incongruenza di genere. Con l’identità di genere non puoi scendere a patti ed esiste un solo modo che si chiama transizione: puoi lottarci per un po’ ma alla fine sei costretta a cedere anche perché in ballo c’è la tua vita”. Prima si è rivolta ad uno psicologo privato, successivamente allo sportello del Movimento identità transessuale di Bologna che le ha dato un sostegno terapeutico con dei professionisti. Ed ora Maura ringrazia il personale dell’anagrafe: “Sono stati tutti veramente professionali, disponibili e anche velocissimi”. E adesso? “Siamo pronti, vogliamo sposarci”. E se sceglieranno Recanati, il sindaco Antonio Bravi è pronto: “Li sposerò io con immenso piacere”.