L’esempio di Federico II di Prussia

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                  “Un principe è il primo servitore dello stato.”

                                           (Federico II di Prussia)

Se si pensa agli attuali politici un sentimento di ilarità e sdegno dovrebbe attraversare la mente dell’uomo, ma di quale uomo però?

Non di certo l’homo vulgaris dedito a soddisfare gli aspetti più bassi ed abietti, bensì l’uomo devoto al bene comune e soprattutto consapevole del vero significato della politica.

La massa vile fa da padrona nel mondo moderno, eppure agli impavidi che intendono non consegnare la propria bandiera non può non balenare il fulgido esempio di “Alte Fritz”, Federico II di Prussia. Su di lui sono starti spesi fiumi di inchiostro in bene ed in male, in particolare quando lo si dipinge come un semplice militarista. Non è cosi!

Federico è stato il primo socialista della storia, socialista che ha messo in primo piano il bene comune prima di quello del singolo, l’amore della patria in grado di catturare ogni ceto sociale.

Il socialismo di Federico è il socialismo Prussiano perché il semplice granatiere non è forse il primo socialista dello stato? Esso si sacrifica per la patria affinché la comunità possa vivere, ma senza il sostegno del camerata al suo fianco la vittoria non potrà arridere.

Federico ha si creato l’esercito Prussiano, il più forte della storia, ma la sua essenza è il lascito più significativo.

Nell’esercito Prussiano si combatte per il proprio popolo e chiunque può far carriera ed essere ufficiale, prima privilegio della nobiltà. Tutti insieme si forma una macchina invincibile, guidata saggiamente, dove l’unione fa la forza non il singolo!

La guida è sempre al fianco dei propri soldati, che non sono mai soli nemmeno nei momenti più bui!

Alte Fritz avrebbe potuto vivere nei lussi ed essere solo il re filosofo, invece ha scelto il dovere, l’onore e l’amor patrio senza risparmiarsi un solo sacrificio perché compiere i propri doveri con onore è la massima aspirazione di un degno sovrano.

Quando mai i moderni politici si sono impegnati in prima persona o si sono assunti oneri e responsabilità? Mai!

 Hanno pensato al bene comune? No, solo ai lauti assegni.

Chi non vuole  mollare, chi in cuore suo ha scelto la via dell’onore, dell’amor patrio e del proprio popolo non può non ispirarsi a Federico II di Prussia perché sebbene ora trionfi il marcio sistema, dalle sconfitte si può sempre risorgere basta temprarsi il più possibile e prima di tutto volerlo!

Senza la sconfitta di Kummesdorf non ci sarebbe stata Leuthen. Lo spirito di Federico il grande continua a vivere ed a guidare i cuori di chi non si vuole mai arrendere, ma desidera il bene della patria e del proprio popolo. La vittoria difatti arride a chi ha la serenità ed un cuore di ferro.

Ulex