Giorgia, lo hai ascoltato il discorso di Putin?

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Da sempre affermiamo che l’unica alternativa al sistema è fuori dal sistema, e nella storia della repubblica tutte le occasioni avute dalla destra di governare hanno dimostrato che, se non scendi a patti con il politicamente corretto del momento e con i diktat sovrannazionali, non hai alcuna possibilità di avvicinarti lontanamente ad amministrare la cosa pubblica italiana.
Non ci stupiamo certo di una dichiarazione perfettamente coerente con l’atlantismo che la futura premier ha  professato apertamente in diverse occasioni, anche se ricordiamo sue posizioni nettamente opposte nel non troppo lontano 2014 sulla questione del Donbass e sull’annessione della Crimea avvenuta sempre con un referendum, o nel 2016 in occasione dell’invio di truppe NATO in Lettonia.
Quello che lascia interdetti è la totale assenza di riferimenti alla vera sostanza del discorso di Vladimir Putin (qui la traduzione della versione integrale), il quale ha fondamentalmente sottolineato la battaglia di civiltà in corso tra un occidente barbarico e quelle forze legate ad una visione del mondo tradizionale  – ma basterebbe dire normale che si oppongono al tramonto che avanza da ovest. Questo nonostante il leader russo abbia citato, nell’elenco di aberrazioni che non è disposto a far somministrare al suo popolo, uno dei temi cari alla Meloni, simpaticamente reso noto dal suo virale discorso “io sono Giorgia”.
Riportiamo un estratto del discorso di Putin, che non ha bisogno di commenti:
“In sostanza, sputano sul diritto naturale di miliardi di persone, la maggior parte dell’umanità, sulla libertà e sulla giustizia, sulla possibilità di determinare il proprio futuro. Ora sono passati alla radicale negazione delle norme etiche, della religione e della famiglia.
Rispondiamo noi stessi ad alcune domande molto semplici. Ora voglio tornare a quello che ho detto, e voglio anche rivolgermi a tutti i cittadini russi, non solo ai colleghi in platea, ma a tutti i cittadini russi: ma davvero nel nostro Paese, in Russia, vogliamo avere “il genitore numero uno”, “il numero due”, “il numero tre” (sono completamente impazziti!) al posto di una mamma e un papà? Vogliamo davvero che le nostre scuole inizino a insegnare ai bambini delle elementari a creare perversioni che portano al degrado e all’estinzione? Che venga loro insegnato che oltre alle donne e agli uomini esisterebbero dei gender e che venga loro proposto un intervento per cambiare sesso? È questo che vogliamo per il nostro Paese e per i nostri figli? Tutto questo per noi è inaccettabile, abbiamo un altro futuro, nostro.
Ripeto, la dittatura delle élite occidentali è diretta contro tutte le società, compresi gli stessi popoli dei Paesi occidentali. È una sfida per tutti. Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una “religione al contrario” – un vero e proprio satanismo. Nel Discorso della Montagna, Gesù Cristo, denunciando i falsi profeti, disse: “Dai loro frutti li riconoscerete”. E questi frutti velenosi sono già evidenti per la gente, non solo nel nostro Paese, ma in tutti i Paesi, comprese molte persone nello stesso Occidente.”
Insomma il fatto che dal Cremlino siano state pronunciate tali affermazioni non è stato menzionato, o tantomeno sottolineato, da alcun leader della destra parlamentare italiana.
Questo quindi è il prezzo da pagare per governare una colonia NATO quale è l’Italia: un continuo trasformismo delle idee per adeguarsi alle decisioni di chi ti concede di sedere a palazzo Chigi; cortocircuiti ai quali finora ci aveva abituato da sempre la sinistra.
Se non possiamo sperare in un’inversione di rotta sulle grandi questioni geopolitiche che stanno caratterizzando i nostri tempi, confidiamo almeno nel fatto che questo sia solo un episodio e che il futuro governo possa con coerenza porre un argine, per quanto possibile, almeno a quelle che in campagna elettorale ha definito devianze.

(Tratto Da Ansa.it) – Meloni: “L’annessione russa non ha valore, Putin minaccia”. Kiev: “Grazie per la posizione chiara”

Condanna anche da Salvini: “Prossimo governo lavori ancora di più per pace e disarmo”

 “La dichiarazione di annessione alla Federazione Russa di quattro regioni ucraine dopo i referendum farsa svoltisi sotto violenta occupazione militare non hanno alcun valore giuridico o politico.

Putin dimostra ancora una volta la sua visione neo imperialista di stampo sovietico che minaccia la sicurezza dell’intero continente europeo.

Questa ulteriore violazione delle regole di convivenza tra Nazioni da parte della Russia conferma la necessità di compattezza e unità delle democrazie occidentali”. Lo dichiara in una nota la leader di FdI Giorgia Meloni. 

“Grazie a Giorgia Meloni per la sua posizione chiara e la dura condanna delle politiche neo-imperialiste russe. Con l’aiuto delle nazioni libere, la terra ucraina si libererà degli invasori russi”, ha scritto su Twitter Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La Lega condanna fermamente ogni aggressione, annessione e minaccia nucleare. Il prossimo governo italiano dovrà lavorare con ancora più determinazione per la pace e il disarmo, al fianco delle democrazie e delle forze occidentali”. Così il leader della Lega Matteo Salvini.