Chi è oggi il ribelle?

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Come ci viene insegnato a scuola, la lingua italiana trae origine dal latino. A volte però può succedere che, pronunciando una parola, non si tenga conto del suo vero significato. Sicuramente la parola ribelle è una di queste: essa, che in latino si dice Rebellis, vuol dire “colui che torna a combattere”. Beh, se volessimo applicare il giusto significato di questa parola alla storia d’Italia dal 45 ad oggi, tutti i miti di questa melmosa Repubblica cadrebbero in un batter d’occhio! 
Chi, da settant’anni a questa parte, potrebbe fregiarsi del titoli di ribelle? Tra le file dei figli legittimi della resistenza, nessuno.
Chi senno? I partigiani? Se la vogliamo mettere su un piano etimologico, gli unici che nel 1943 tornarono a combattere furono quei giovani volontari “dalla parte sbagliata” che difesero col sangue la Patria contro l’invasore angloamericano. 
Oggi la situazione non è per nulla cambiata, anzi: essere ribelli è ormai una moda, chiunque può definirsi ribelle, basta veramente poco, un commento su instagram et voilà, sei diventato un ribelle! Partecipi al Friday for Future? (con tanto di permesso firmato dalla Preside radical chic), allora per questa società sei già un ribelle. Ribelle ora non vuol dire altro che conformarsi ad una nuova moda, che sia materiale (il nuovo vestito della Ferragni) o di “pensiero” (come lo speudo ambientalismo gretino o i vari gay pride, tutti incoraggiati e supportati dalle stesse istituzioni che i manifestanti criticano).
Ebbene no, chi nel 2022 vuole veramente definirsi ribelle deve essere ben altro, deve rendersi conto dello stato comatoso in cui si trova la nostra Europa, ormai diventata nient’altro che la sguattera degli ameri-cani. Deve poi differenziarsi da questo mondo senza però distaccarsi da esso, altrimenti si correrebbe il concreto rischio di diventare nella migliore delle ipotesi degli intelletualoidi per nulla diversi da quelli che si trovano in televisione. Deve poi rendersi conto che l’unica ribellione vera e giusta è quella improntata alla Tradizione, cioè che punti alla verticalità, e che non sia un mero fuoco di paglia adolescenziale, ma che punti, grazie ad un cammino comunitario, a ribellarsi, veramente, al mondo moderno.