Analisi emotiva del voto politico – Roberto Giacomelli

63

(www.centrostudiprimoarticolo.it) – di Roberto Giacomelli

Il voto politico dovrebbe essere frutto di una scelta razionale, ideologica, quindi della propria visione della realtà.
Le ideologie sono scomparse con il ventesimo secolo, lasciando solo il liberismo come unica forma politica.
I grandi partiti dell’Occidente si definiscono liberali, propugnano il primato dell’economia sulla politica e degli interessi del Mercato su quelli della persona.
Nessuno schieramento si definisce sociale, sebbene questa definizione indichi la preminenza degli interessi del “socio”, ovvero del cittadino e della sua comunità su quelli del Capitale.
Nella nostra epoca le scelte elettorali sono ispirate alla difesa di interessi economici personali o di categoria, le Idee sono tristemente tramontate con l’americanizzazione del mondo.

I due partiti statunitensi simili per visione, divisi solo dalle lobby di riferimento, rappresentano perfettamente l’attuale offerta politica che genera il rifiuto culminato nell’astensionismo di massa.
Sfiducia, delusione e rabbia sono il frutto avvelenato di scelte sempre più distanti dalle esigenze dei popoli, non solamente economiche, ma spirituali ed etiche.
Sostituire la politica, scienza dello Stato e della vita sociale con l’economia, funzione di mantenimento materiale della comunità, indica una sua regressione dalla maturità ad uno stadio infantile.

Senza più riferimenti ideologici e spinte spirituali le scelte politiche si riducono alla soddisfazione immediata di pulsioni inconsce, di emozioni incontrollate che inducono decisioni spesso irrazionali.
La quasi totalità della vita psichica non raggiunge la soglia della coscienza, rimane fuori dal suo controllo, generando automatismi e azioni riflesse che dominano la mente.
Soprattutto le emozioni influenzano le dinamiche mentali inconsce e l’emozione primaria che determina la scelta politica è la paura, sapientemente instillata dai poteri che controllano la società postmoderna.

Nei disturbi d’ansia l’esigenza di controllo diviene essenziale per l’equilibrio psichico, i cittadini spaventati dalle crisi economiche, dalle guerre e dalle epidemie scelgono partiti politici conservatori vissuti come soggetti rassicuranti.
Le libertà civili vengono sacrificate ad una fantomatica sicurezza, si accetta la reclusione domiciliare, le terapie coatte, la distruzione delle relazioni per l’isolamento e del tessuto economico per le chiusure degli esercizi commerciali.
Nessun partito si è opposto alle folli restrizioni che hanno scatenato fobie di massa, nessuno a raccontato la verità sull’epidemia influenzale dipinta come la peste.
Soprattutto non si è spiegato ai cittadini che è la qualità delle vita ed il suo significato che contano, non la durata di un’esistenza da cavia chiusa in una gabbia.

Le masse affette da disturbo da choc post traumatico, terrorizzate dalla martellante propaganda dei media, scelgono coloro che sentono come entità protettive.
Superate le vecchie categorie politiche della destra e della sinistra, i partiti sono divenuti tutti conservatori, quelli della ex sinistra difendono le istanze dei ricchi e dei garantiti, gli altri dei poveri e di chi lavora.
Insicurezza, timore della miseria, della recessione, della criminalità, dell’immigrazione selvaggia, sono spinte potenti verso l’esigenza di protezione.
Sentimenti reali giustificati da anni di politiche antipopolari, frutto della paura sfruttata del Sistema per la conservazione del potere.

Nella società nutritiva basata sul consumo e la soddisfazione immediata del principio di piacere, il narcisismo ed il disturbo d’ansia generalizzato sono diffusi a livello di massa.
Le esigenze indotte da queste patologie psichiche si placano affidandosi a chi si sente essere rassicurante.
La maggioranza degli elettori è conservatrice, rifiuta i cambiamenti radicali, cerca nel mantenimento dello status quo la sicurezza che dà l’equilibrio interiore.
Ma nell’unica civiltà fondata sul profitto non vi è nulla da conservare, la corruzione è diffusa ad ogni livello ed i valori sono scomparsi sostituiti dai prezzi.
I recenti esiti elettorali offrono un’occasione unica di cambiamento, il successo dei partiti favorevoli agli interessi nazionali e la sonora sconfitta di quelli servi dei poteri mondialisti permette un cambiamento totale.
La trasformazione dei partiti conservatori in movimenti sociali rimetterebbe il cittadino al centro degli interessi politici al posto di banche e multinazionali.
Emozioni diverse dalla paura hanno orientato il voto verso i movimenti antisistema, scelti da minoranze agguerrite, temute dalla massa che li percepisce come soggetti pericolosi per i suoi interessi e per la salute pubblica.

L’isolamento sociale e la delazione sono le difese psichiche contro chi e lascia il gregge per il branco, perché il coraggio spaventa i pavidi.
I ribelli sono mossi dalla rabbia, l’insoddisfazione, il rancore, che generano il sentimento di ribellione provocato dalla repressione.
La rabbia è un’emozione affettiva che nasce come risposta ad una minaccia e provoca l’aggressività che repressa scatena la violenza.
Il Sistema soffoca ogni tentativo di cambiamento stigmatizzato come dannoso per la società, bloccando qualsiasi nuova proposta politica.
Il sentimento che scaturisce dalla frustrazione della volontà di cambiamento è la rassegnazione che nei soggetti labili può sfociare in quadri psicotici, atti terroristici e stragi.
Gran parte della popolazione prova tristezza, prodromo della depressione di massa esplosa durante il periodo di isolamento affettivo e sociale.
La tristezza con il conseguente scoramento, la delusione, l’indifferenza sono i sentimenti dominanti negli astensionisti, primo partito negli Stati dell’opulento Occidente.
L’eclissi della spiritualità, il distacco dal divino, la caduta nella bassa materialità del consumo compulsivo hanno evocato nell’animo umano le tre emozioni del disagio psichico: paura, rabbia e tristezza.

Da queste deriva l’asservimento al Sistema, la mancanza di critica, l’assenza di volontà di potenza, la sete di libertà che vengono anestetizzate con il cibo, gli acquisti, gli psicofarmaci e le droghe.
L’analisi delle emozioni è la più precisa strategia politica, chi saprà ascoltare ed evocare questi moti dell’anima potrà intuire e indirizzare le scelte degli elettori.
La migliore terapia contro la paura scatenata dal capitalismo della sorveglianza è l’amore per le radici che genera il coraggio.