L’Età dell’Argento (dalle Metamorfosi di Ovidio) – seconda parte

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(a cura di Alessandro Zanconato)
OVIDIO, METAMORFOSI 1 traduzione a cura di N. Scivoletto, UTET
Dopo che il mondo, una volta cacciato Saturno nel Tartaro tenebroso, fu sotto la potestà di Giove, subentrò l’età d’argento, meno prospera di quella dell’oro, di maggior valore 115 rispetto a quella del fulgente bronzo.
Giove abbreviò i tempi dell’antica primavera e circoscrisse l’anno nelle quattro stagioni, l’inverno e l’estate e l’autunno incostante e la primavera di breve durata.
Allora per la prima volta 120 l’aria infuocata dal caldo asciutto divenne incandescente, e penzolò il ghiaccio rappreso dai venti; allora per la prima volta gli uomini abitarono le case: ma a far da casa furono le spelonche e le frasche ammassate e i rami tenuti insieme con la corteccia; allora per la prima volta la semenza di Cerere fu interrata nei lunghi solchi, e i giovenchi si lamentarono sotto la pressione del giogo.

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