Meta, Twitter e la strage di personale

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È intervenuto addirittura l’ONU, con una richiesta di rispettare i “diritti umani”, nella telenovela Musk-Twitter. Dopo aver infatti acquistato la famosissima piattaforma social, Elon Musk ha dato il via ad una serie di licenziamenti senza fine, partendo dai dirigenti e coloro che hanno dettato la linea liberal-progressista di Twitter, fino all’ultimo degli impiegati.
È infatti di questi giorni la notizia che sono pronte migliaia di altre mail di licenziamento per tutti coloro che sono considerati superflui e non necessari ai fini dello sviluppo dell’azienda. Dopo tutte le numerose lamentele e gli articoli di giornale dei giornalisti liberal americani, in lutto per l’acquisizione di Musk, è intervenuto addirittura l’ONU che ha richiesto a Musk “il rispetto dei nostri diritti umani condivisi” perché solo così si può “garantire che il rispetto dei diritti umani sia centrale sul social network”.
Ma Musk non è l’unico tech-miliardario ad operare tagli drastici al personale: anche Zuckerberg, padre di Facebook e Meta, sembra sia sulla via di pesanti tagli al personale, almeno a quanto dice il Wall Street journal. Pare infatti che Meta, a picco in borsa, punti a licenziare migliaia di persone. Se da una parte le decisioni di Elon Musk vengono aspramente criticate dai giornali e dalle forze democratiche americane, Zuckerberg è da sempre stato protetto, se non addirittura difeso, dalle forze liberiste e progressiste americane. Questa differenza ha portato sì che Musk ha raggiunto una certa popolarità negli ambienti repubblicani e della ‘destra’ liberale, divenendo una sorta di paladino tecnologico dei diritti e delle istanze di queste correnti di pensiero.
Eppure Musk non rappresenta che un’altra forma di quel processo di tecnicizzazione e digitalizzazione della società. Se infatti Musk è il paladino di qualcosa, lo è del transumanesimo più intransigente. Sono note infatti le sue posizioni sui microchip installati sottopelle e di tutti gli altri prodotti della tecnologia più avanzata pensati per modificare l’essere umano.
Non siamo qui a dare un giudizio moraleggiante sulla gestione aziendale di Musk e di Zuckerberg, ne vogliamo fare tifo da stadio. Musk e Zuckerberg, Twitter e Meta, sono infatti le due facce di una stessa medaglia. Entrambi rappresentano quel mondo virtuale e social che si vuole proporre come parallelo alla Vita reale. Anzi, come una sua versione aggiornata e ‘migliore’. L’uno e l’altro rappresentano forze di corruzione morale ed etica, di sviamento dalla realtà.

(Tratto da Ansa.it) – Twitter, Onu a Elon Musk: ‘Rispetti i diritti umani sul social’

L’ad sui licenziamenti: ‘Non avevo scelta’. Dorsey: ‘Colpa mia’ WASHINGTON

Tra licenziamenti di massa e rischio infiltrazioni di fake news e disinformazione, a pochi giorni dall’inizio dell’era Musk Twitter è già piombato nel caos.

E da ultimo è arrivato anche l’appello dell’Onu che ha chiesto al nuovo proprietario di assicurarsi che la sua piattaforma rispetti i diritti umani.

Come tutte le aziende, Twitter deve comprendere i danni associati alla sua piattaforma e adottare misure per affrontarli. Il rispetto dei nostri diritti umani condivisi dovrebbe stabilire le barriere per l’uso e l’evoluzione del social”, è stato il monito dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, che in una lettera aperta ha esortato il patron di Tesla “a garantire che il rispetto dei diritti umani sia centrale sul social network”.