Opinioni prefabbricate

44
«Non è vero che il peso delle opinioni dei singoli sia “esattamente” uguale. Le idee e le opinioni non “nascono” spontaneamente nel cervello di ogni singolo: hanno avuto un centro di formazione, di irradiazione, di diffusione, di persuasione, un gruppo di uomini o anche una singola individualità che le ha elaborate e presentate nella forma politica d’attualità»
Aspetta un attimo, una citazione di Gramsci su Azione Tradizionale?
No, non siamo impazziti, ma trovando questa frase ci siamo fermati in una breve riflessione.
E non siamo rimasti affascinati dalla corrispondenza con le conclusioni ben esposte da Evola inGli uomini e le rovine, specialmente in un capitolo, il tredicesimo, intitolato “Guerra occulta – Armi della Guerra occulta”, o da Emmanuel Malynski nel quasi omonimo libro; cioè che la storia moderna è stata un graduale susseguirsi di fasi preparatorie alle successive, in cui nuove “idee” venivano messe in circolazione da élite occulte e diffuse da, consapevoli o meno, agenti visibili con lo scopo di far crollare un tassello alla volta tutto ciò che di tradizionale e normale esisteva al mondo.
Insomma, mentre le verità tradizionali hanno origine sacra e si tramandano da millenni, le opinioni moderne vengono ideate a tavolino per ottenere uno scopo di larga scala, che è proprio quello di scardinare dall’umanità le verità antiche.
Quello che in realtà ci ha colpito è quanto ad un occhio attento questa frase sia proprio un’ammissione di colpa, e questo risulta ancora più chiaro notando l’ingenua sincerità del testo da cui è stata estratta, nel quale in fondo si ammette proprio di voler essere un’élite produttrice di nuove idee; esse quindi certamente non vengono “dal basso”, dalle fabbriche, dal proletariato, ma sono piuttosto prefabbricate apposta per avere successo tra quei ceti sociali, che si presume siano i più numerosi e potenti una volta mossi contro il capitalismo, o la cosiddetta classe dominante.
Insomma qui il comunismo ammette candidamente di non essere un’idea universale ma solo una chiave di lettura e di accesso alle masse, condendo il tutto con una buona dose di antidemocrazia che, questa, per fortuna a noi non scandalizza.
La breve riflessione ci ha portati a ribadire l’equidistanza della visione del mondo tradizionale dalle ideologie di sinistra tanto quanto da quelle di destra, essendo le ideologie appunto delle semplici formulazioni create appositamente per compiacere determinate categorie sociali nei momenti e nei luoghi in cui questo ha fatto comodo alle élite occulte, sovversive e antitradizionali.
La visione del mondo tradizionale invece fa riferimento all’eterno, non è un’idea politica ma un modo di vivere, una realtà alla quale si appartiene se la si riconosce e se ci si adopera per trasmetterla a chi ne è degno.