L’uomo nel 3000? Gobbo, mani ad artiglio e cervello più piccolo: quanto ci somigliano i nostri nipoti

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In un contributo precedente avevamo già commentato questo spettacolo raccapricciante, chiedendoci tutto sommato quale fosse la novità, visto che il risultato di questi studi non sembra altro che la rappresentazione esteriore dell’interiorità dell’uomo di oggi, quasi il suo “corpo sottile”: un subumano creato in laboratorio.
Non siamo evoluzionisti e tantomeno abbiamo in vista un’idea progressista del tempo e della civiltà umana. Tuttavia, è interessante monitorare lo sforzo (ottuso) di una certa antropologia che, imbevuta di darwinismo “2.0” cerca di affannarsi raccontandoci come saremo, sulla base dei presupposti idioti dell’applicazione senza se e senza ma, dei dogmi evoluzionistici. Ed è così che, anche grazie allo sviluppo di modelli 3D, e analizzando numerosi studi dedicati all’impatto psicofisico della tecnologia quotidiana sull’uomo, un gruppo di scienziati ha creato “Mindy”, la nostra pro-pro-pro-…nipote dell’anno 3000. 
E come sarà Mindy? 
La nostra nipotina avrà la gobba, dovuta al progressivo adattamento alle posture errate che assumiamo ogni giorno. Sarà dotata di mani ad artiglio, ben più adatte ad ospitare smartphone e simili, nonché dotata di un collo taurino, in grado di reggere lo sforzo continuo di guardare i nostri device elettronici dall’alto verso il basso.
Ma, soprattutto, Mindy avrà un cervello più piccolo! Infatti, questo avverrà semplicemente perché le agiatezze e le conoscenze derivate dalla tecnologia non richiederanno più che il cervello debba “funzionare” per la sopravvivenza e il lavoro mnemonico.
Tuttavia, a ben guardare quante e quanti “Mindy” conosciamo?
Forse, anche noi, siamo già molto più simili alla nostra pro-pro-nipote di quanto pensiamo, senza dover scomodare Darwin e qualche altra baggianata scientista, né dover aspettare 1000 anni per guardarci allo specchio.

https://www.ilmessaggero.it – L’Homo sapiens andrà incontro a una vera e propria trasformazione, condizionata e veicolata dall’onnipresente uso della tecnologia nelle nostre vite.

Gobbo, le mani come artigli, un collo basso e spesso, tre palpebre per occhio e anche un cervello più piccolo. Ecco come sarà l’uomo tra 1000 anni secondo una ricerca commissionata da Toll Free Forwarding. Inoltre avrà dimensioni inferiori e probabilmente sarà anche meno “prestante” dal punto di vista intellettivo. L’Homo sapiens andrà incontro a una vera e propria trasformazione, condizionata e veicolata dall’onnipresente uso della tecnologia nelle nostre vite. 

Mindy

Analizzando numerosi studi dedicati all’impatto psicofisico della tecnologia quotidiana e consultando diversi esperti in materia, la società Toll Free Forwarding ha creato il prototipo di un essere umano dell’anno 3000 grazie alla collaborazione di un grafico 3D. Il suo aspetto – ma non solo – risulta profondamente influenzato dall’uso continuativo dei dispositivi elettronici di generazione in generazione, nell’arco di 1000 anni, appunto. Il risultato finale è “Mindy”, una ragazza virtuale che non corrisponde sicuramente ai canoni estetici di oggi.

La gobba 

Uno dei primi dettagli a risaltare è la gobba, dovuta alle posture costantemente errate che assumiamo per ore e ore ogni giorno, sia per guardare lo schermo del computer sul quale lavoriamo sia per consultare i social media sullo smartphone. “Trascorrere ore a guardare il telefono affatica il collo e sbilancia la colonna vertebrale. Di conseguenza, i muscoli del collo devono effettuare uno sforzo extra per sostenere la testa. Stare seduti davanti al computer in ufficio per ore e ore significa anche che il busto è spinto in avanti rispetto ai fianchi, piuttosto che essere dritto e allineato”, ha chiosato il dottor Caleb Backe di Maple Holistics, consultato da Toll Free Forwarding. Non c’è dunque da stupirsi che tra un migliaio di anni potremmo essere tutti un po’ ingobbiti. Sempre che questo “adattamento” alla fruizione digitale emerga nel DNA, venga selezionato poiché evolutivamente vantaggioso e tramandato. Non possiamo di certo far ereditare ai nostri figli gli effetti di una postura sbagliata.

La mano ad artiglio

Più inquietante è la mano ad artiglio di Mindy, il cosiddetto “text claw”, legata al modo in cui si afferra e utilizza uno smartphone per digitare il testo. Il dottor Nikola Djordjevic di Med Alert Help spiega che si tratta di una condizione nota come “sindrome del tunnel cubitale” e che, assieme al gomito a 90°, può innescarsi proprio a causa dell’uso intensivo del telefonino. “Questa sindrome è causata dalla pressione o dall’allungamento del nervo ulnare che passa in un solco sul lato interno del gomito. Ciò provoca intorpidimento o una sensazione di formicolio nell’anulare e nel mignolo, dolore all’avambraccio e debolezza alle mani. Tenere il gomito piegato a lungo, il più delle volte, tenendo il telefono, può allungare il nervo dietro il gomito e esercitare pressione su di esso”, ha affermato il dottor Djordjevic. Per trasmettere un simile tratto vale ovviamente lo stesso discorso della gobba.