Russia e Ucraina: a che punto stiamo?

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Dopo il ritiro russo in buon ordine e in forze dalla sponda occidentale del fiume Dnepr, e la ritirata da Kherson, paiono aprirsi spazi di manovre diplomatiche per la guerra in Ucraina. Il tempo rimane in ogni caso un alleato della Federazione Russa e di Vladimir Putin. Il presidente ucraino Zelensky può continuare a dichiarare che la guerra non si fermerà finché tutta l’Ucraina non sarà liberata e Donetsk, Crimea, Lugansk, Mariupol e Melitopol riconquistate.
Eppure la verità è ben diversa.
Il tempo infatti, così come il clima, sono a favore dei Russi. È infatti grazie alle scelte logistiche dell’esercito russo che gli Ucraini sono riusciti a riconquistare, in questi ultimi mesi di guerra, km quadrati di terreno ad un costo di perdite umane e materiali piuttosto importante. I Russi questi lo sanno, e, da quando è fallito il Blitzkrieg per prendere Kiev e far finire la guerra in pochi mesi, hanno assunto un nuovo atteggiamento strategico.
L’esercito russo si sta infatti preparando per l’inverno, ha accumulato riserve e materiale per coprire l’immenso fronte di battaglia, ha quasi completamente distrutto il sistema energetico ed infrastrutturale ucraino con bombardamenti mirati e ha fortificato il fronte razionalizzandolo e rinunciando a parte del territorio occupato. Al contrario l’esercito ucraino dipende tuttora fortemente dagli aiuti militari e dai soldi della Nato, degli States e dell’Unione Europea.
Mentre riconquistano Kherson, le forze ucraine sono impegnate a inviare sempre più soldati in Donbass, dove le trincee e le fortificazioni costruite in otto anni di guerra stanno soffrendo sempre più la pressione russa. L’arrivo dell’inverno, poi, metterà a dura prova la tenuta interna della popolazione ucraina ed il cosiddetto fronte interno, già mancano acqua, elettricità e riscaldamento. Le mosse russe possono dunque sembrare come una sorta di apertura verso una soluzione diplomatica, ma perché scendere a patti quando stai preparando la giocata vincente? Per i Russi infatti basta aspettare, con calma, almeno fino all’inverno inoltrato; gli Ucraini, dal canto loro, hanno fretta.

(Tratto da Repubblica.it) – Ucraina – Russia, le news dalla guerra oggi
Le autorità di Kherson chiedono di evacuare le zone liberate. Kiev, Russia pronta a negoziare dopo liberazione Donbass

Timori per i bombardamenti russi e danni alle infrastrutture. Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky. “La Russia non è ancora matura per veri negoziati e ritiro delle truppe”. Zelensky: “Ora liberare Crimea e Donbass”

“Non dimentichiamo nessuno, non lasceremo nessuno indietro”, ha assicurato il presidente Zelensky, promettendo che dopo Kherson, anche il Donbass e la Crimea verranno liberati. Mosca intanto ha nominato la città di Genichesk capitale amministrativa temporanea della regione di Kherson, che, come affermato dal Cremlino, continua ad essere ritenuto “territorio russo” malgrado il ritiro.

Intanto l’allarme aereo è stato dichiarato in tutta l’Ucraina questa mattina dopo informazioni sul decollo dal territorio bielorusso di un MiG-31K, in grado di trasportare missili Kinzhal e di un altro caccia. A Zaporizhzhia le forze dell’ordine hanno evacuato i residenti del distretto di Shevchenkiv dopo un attacco missilistico russo. E due donne sono rimaste ferite nei bombardamenti notturni su Nikopol.

Il capo dell’amministrazione regionale di Kherson, Yaroslav Yanushevich, ha annunciato intanto l’introduzione del coprifuoco dalle 17 alle 8 nella città liberata dalla forze armate russe. Una decisione presa “per garantire la sicurezza delle vostre vite”, viene spiegato.