Comunisti (pardon, “progressisti”) col Rolex: non è vox populi, lo dicono i dati del “Sole24Ore”

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Hanno scoperto l’acqua calda: i ricchi e i super-ricchi votano PD e centrosinistra. A parte, però, l’inevitabile sarcasmo che questa notizia davvero poco inedita ci suscita, un elemento di novità effettivamente c’è: ora sono i dati, calcolati dal “Sole24Ore”, a confermarlo inequivocabilmente. Infatti, alle ultime e recenti elezioni la coalizione di centrosinistra ha avuto un successo nettamente superiore nei comuni con reddito medio più alto.
Dunque, come e perché è mutato antropologicamente e socialmente l’elettorato comunista, pardon!, volevamo dire “progressista”? A spiegare questo cambio radicale del paradigma politico che voleva (un tempo) la sinistra vicina ai più deboli e poveri, c’è la totale trasformazione del dna delle formazioni politiche progressiste, sempre più proiettate verso i diritti individuali e civili, e sempre meno verso quelli sociali e collettivi.
La perversione dell’identikit del “compagno”, non passa solo dall’abbandono all’esterno dell’eskimo e della chiave inglese in favore del Rolex e del dolcevita, ma anche e soprattutto nell’adesione conformista a un ribellismo estetico che anziché sovvertire il sistema, lo puntella. Quella che viene fotografata da questa analisi è la generazione, per esempio, che ha partorito e allevato i moderni militanti ambientalisti, che pensano di contrastare il cambiamento climatico guidando una Tesla da 50mila euro o tirando passata di pomodoro su un Van Gogh.

(Tratto da ilsole24ore.it) – Così i partiti di sinistra rappresentano sempre di più gli elettori benestanti

Alle elezioni del 25 Settembre, la coalizione di centrosinistra ha avuto un successo nettamente superiore nei comuni con reddito medio più alto. Cosa spiega questo cambio radicale del paradigma politico? A qualche settimana dalle elezioni parlamentari che hanno visto il trionfo del centrodestra, dall’altra parte dello spettro politico si incassa il colpo – e si discutono le colpe.