Rave party contro il capitalismo, il delirio comunista “antisistema”

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Pubblichiamo il contributo di un nostro lettore in merito alla sterile diatriba sorta a seguito del decreto Rave party del Governo Meloni. Una diatriba che mostra ancora una volta come, all’interno del circuito democratico e partitocratico, non può esserci alcun reale movimento che combatta il “sistema”. Quel sistema che andrebbe anzitutto, e come sempre, combattuto in prima istanza in noi stessi, primi ipocriti fruitori delle sue comodità e privilegi. 

Italia Sovrana e Popolare, se non ci fosse qualcuno la dovrebbe inventare, o forse no. Prima delle elezioni ho già scritto di questa lista di estrema sinistra che mette insieme nostalgia dell’Unione Sovietica, temi LGBTQ portatati avanti da Ingroia, porti aperti, ius soli, ammirazione per la Corea del Nord e malcelato desiderio di vaccinazioni obbligatorie (1); comunisti che parlano di libertà avendo come modello Stalin e pretendono di rivolgersi a un elettorato “oltre la destra e la sinistra” (!), e agli italiani che negli ultimi due anni e mezzo si sono opposti a chiusure arbitrarie e green pass. Basterebbe questa miscela di contraddizioni per farsi due risate e parlare di altro, ma loro si prendono tremendamente sul serio.

Giorni fa sul canale Youtube Visione TV, il canale di Francesco Toscano (presidente del partito Ancora Italia che costituisce l’ossatura di Italia Sovrana e Popolare) hanno trasmesso una puntata dal titolo “Amanti dello Stato di polizia” (2). Avranno parlato del loro amato Stalin? Macché, in pieno stile PD, parlavano del decreto sui rave party del governo Meloni. Senza troppi giri di parole esprimevano perplessità sulla natura del provvedimento. Sintetizzando, dal loro punto di vista, il governo vuole reprimere il dissenso e la libertà di manifestare in tutte le sue forme utilizzando i rave come scusa. C’è un importante esponente di Italia Sovrana e Popolare particolarmente agguerrito.

Nella trasmissione prende la parola il comunista Fulvio Grimaldi (ex Lotta Continua, ex Rifondazione Comunista ora in ISP), per il compagno c’è un fatto che denota “come sia pretestuosa la questione dei rave nei capannoni abbandonati appartenenti, a quanto pare più a nessuno, e che non avevano dato nessuna forma di fastidio e di disturbo, di aggressività nei confronti della società cosiddetta civile” e poco più avanti “chiaramente tutto questo ci indica come sia un pretesto pretestuoso, per andare a colpire un’altra parte. In particolare una gioventù che incomincia forse a ricomparire all’orizzonte della questione sociale e politica, dalla quale è stata assente per tutto il periodo dell’obnubilamento, della narcotizzazione pandemica e poi bellica e poi climatica e poi di gender eccetera […]

ma le discoteche, vedete, si paga, sono un business, costano, quella dei capannoni era un’operazione totalmente gratuita che non costava niente e non produceva profitti, di conseguenza poteva essere bastonata impunementeper Grimaldi anche se gli ospiti dei rave “magari rischiano un po’ la loro salute… la rischiamo in termini molto maggiori del quadro, forse, della pandemia come ci risulta da dati sempre più impressionanti […] oppure dalle guerre che ci vengono somministrate come difese dell’umanità o difese di diritti quando ne sono il conculcare” ribadendo il concetto secondo cui il governo ha la “volontà di reprimere dei ragazzi che potrebbero in un domani assumere altre forme di protesta”.

Da questo intervento apprendiamo che le discoteche sono frequentate da giovani liberali che finanziano la macchina capitalista, mentre durante i rave, tra una pasticca e uno stupro, si discute del Capitale di Marx. Sì, perché i rave questo sono: droghe, overdose, stupri, occupazione e deturpazione del suolo privato, disordini. Grimaldi mescola questioni che stanno su piani totalmente diversi: la droga dei rave con i vaccini (sottintendendo che i sieri fanno più male della droga?) e la guerra per difendere la musica techno.

E se poi il compagno scoprisse che i partecipanti sono tutti vaccinati, sostenitori dell’Ucraina, del catastrofismo climatico e della teoria gender? Di che opposizione parla? Per il nostalgico dell’URSS i partecipanti del rave sono dei “ragazzi che facevano delle stupidaggini” ribadendo che deve essere “lasciata la libertà di scelta individuale”. Quanta libertà di scelta individuale avevano i regimi di cui lui è nostalgico?

I nostalgici di Stalin che denunciano lo “Stato di polizia” della Meloni

Con la malafede degna di un piddino qualunque Grimaldi inveisce contro il nascente “regimetto di colore nero” mentre alle sue spalle è in bella mostra una bandiera della DDR, ovvero uno Stato di polizia. Ricordiamo al compagno preoccupato per la tenuta democratica del Paese che nella Repubblica Democratica Tedesca la Stasi torturava i nemici politici, addestrava terroristi, controllava le linee telefoniche e alimentava un clima di sospetto perfino all’interno delle famiglie.

In quella società si viveva talmente bene che hanno dovuto costruire un muro per impedire la fuga dei cittadini verso il blocco occidentale. In poche parole per Grimaldi il problema non è lo Stato di polizia in sé, ma il fatto che non sia uno Stato di polizia comunista, quello gli andrebbe benissimo.
Notiamo anche la bandiera gialla del partito paramilitare Hezbollah, ma dettagli.

Dopo l’intervento di Grimaldi viene mandato in onda il video di una persona che partecipa ai rave “sono feste organizzate da persone che non vogliono stare alle logiche di consumo del capitale, capitalistiche di consumo, che viviamo noi oggi” dice il ragazzo con viso e voce camuffata facendo l’elogio sperticato dei rave che “sono posti veramente inclusivi, sono l’unico posto veramente inclusivo in cui puoi trovare di tutto: dal proletario all’ingegnere […] sono luoghi di incontro che sono lontani dalle dinamiche di controllo dello Stato ed è per questo che fanno paura, perché sono posti liberi

Gli altri ospiti della puntata di indubbia competenza come Lina Manuali, Daniele Trabucco, Paolo Maddalena e Carlo Taormina, davvero credono che questo decreto sia l’anticamera di uno Stato di polizia? I compagni non hanno dubbi: la sinistra riparta dai rave party.

1.(https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/politica/italia-sovrana-e-popolare-unammucchiata-di-comunisti-riciclati/)

2. (https://www.youtube.com/watch?v=XD8XxDMxnds)