Il “dio” denaro

474
Noi siamo consapevoli di vivere in un’ “era economica” in cui l’individuo(1) si illude di possedere diritti e libertà, quando invece è un inconsapevole schiavo dei suoi bisogni materiali, schiavo in una società basata su principi materialistici che in nome del progresso tecnico-industriale, realizzato in funzione dell’interesse economico, calpesta le Leggi fondamentali della Natura.
In nome del denaro si uccide, si calpestano tradizioni, si sconvolgono gli eco-sistemi che conseguenzialmente portano all’estinzione delle specie animali e vegetali, compromettendo così l’equilibrio naturale. In nome del “dio” denaro si oltrepassa ogni limite.
L’uomo moderno è colui che non ha principi e non segue regole, la totalità della sua esistenza é dominata dalla materia; per la ricchezza e per il benessere spreca tutte le sue energie, rivolgendo ad esse tutte le sue azioni; il suo obiettivo fondamentale è quello di vivere in comodità, quello di lavorare al fine di garantirsi una vecchiaia tranquilla, di soddisfare tutti i suoi vizi: un uomo bello fuori ma arido dentro. Per coloro che non intendono farsi imprigionare da questa società priva di ideali, occorre assumere una gerarchia di valori sulla quale fondare la propria vita.
Non può ritenersi dignitosa una vita spesa solamente in funzione di interessi materialistici, priva di quegli ideali eroici che portarono i nostri avi alla costituzione di Civiltà tradizionali.
Di contro a tutte quelle azioni che si limitano a soddisfare le esigenze figlie del materialismo, vi è l’uomo che schierandosi con il Fronte della Tradizione aderisce ad un ordine di valori superiori. Un ordine di valori che conferisce alla vita un senso profondo e sacro. Saper distinguere ciò che è di basso interesse con ciò che è di interesse superiore e porre i beni materiali come strumenti che l’uomo ha a disposizione per agevolare il perseguimento dei propri ideali, questi sono i passi fondamentali per ripristinare dentro di sé l’Ordine, l’Armonia, l’Equilibrio.
NOTE:
1: J. Evola, in “Gli Uomini e le Rovine” (Cap. III), pone una sostanziale distinzione fra il concetto di “individuo” ed il concetto di “persona”. L’individuo può essere concepito solo come una “unità atomica”, solo come un “puro numero della quantità”; la persona è “l’individuo differenziato mediante la qualità”, differenziato mediante una serie di attributi che lo distinguono da ogni altro.
Raido – Contributi per il Fronte della Tradizione – Anno 2, Numero 8